berlusconi dudu bollore

DISTRATTO DALLA POLITICA, IL CAV NON S’ACCORGE CHE BOLLORE’ VUOLE SCALARE MEDIASET - HA GIA’ IL 3%, MA PUNTA A SALIRE AL 20% - IL SUO SOGNO E’ REALIZZARE IL “NETFLIX” EUROPEO, CON DENTRO TELECOM, ORANGE ED IL BISCIONE - “E’ UNA SCALATA OSTILE”, DICONO MARINA E PIERSILVIO - TUTTO NASCE DAL PASTICCIO DI PREMIUM

Francesco Spini per la Stampa

 

PIERSILVIO BERLUSCONI BOLLORE'PIERSILVIO BERLUSCONI BOLLORE'

Vincent Bolloré forza la mano nella partita televisiva italiana. Con il più classico dei blitz, la sua Vivendi entra nel capitale di Mediaset con il 3,01%. E salirà ancora: il gruppo, si legge in un comunicato, «intende continuare ad acquistare azioni Mediaset in base alle condizioni di mercato, fino a diventare, ove possibile, il secondo maggiore azionista industriale». La quota a cui punta è significativa e «in un primo tempo, potrebbe rappresentare tra il 10 e il 20% del capitale di Mediaset». Parigi assicura che «Consob e Mediaset sono state entrambe informate del superamento di tale soglia». E giustifica tutto con «l' interesse strategico della partnership industriale» già annunciata l' 8 aprile, prima che naufragasse nei contenziosi.

 

Da Mediaset, invece, trasaliscono e si sentono sotto assedio, immaginando che i francesi siano già oltre la quota dichiarata. «È evidente - spiegano fonti interne - che è un' operazione ostile. Non è vero che siamo stati informati, lo abbiamo appreso dal comunicato stampa». Non solo. Dal Biscione fanno notare come da che, quest' estate, Bolloré ha mancato di dare esecuzione agli accordi siglati in aprile che prevedevano lo scambio del 3,5% in cambio di Premium, la pay tv che i francesi non vogliono, il titolo Mediaset sia “crollato del 30%”.

BOLLORE' VIVENDIBOLLORE' VIVENDI

 

I cattivi pensieri che avevamo intuito all' indomani del 25 luglio sembrano confermati». Toni simili pure da Fininvest, dove parlano di «una vera e propria scalata» lanciata «a prezzi di sconto» dopo aver fatto «scendere artificiosamente il valore del titolo». La valenza industriale? Una «ipocrita giustificazione» che Bolloré poteva risparmiarsi. Fininvest avverte che «non intende arretrare neppure di un passo dalla sua posizione di azionista di riferimento di Mediaset» di cui ha il 34,7%.

 

Insomma Marina Berlusconi farà di tutto «per bloccare quello che ritiene non una normale operazione di mercato, ma un grave inganno che delle leggi del mercato fa scempio». Un implicito richiamo alla Consob e al governo che nulla in questi mesi hanno detto o fatto sull' avanzata francese.

 

confalonieri con marina e piersilvio berlusconi confalonieri con marina e piersilvio berlusconi

A Parigi la vedono diversamente. Dopo essersi accorto che l' affare di portarsi a casa Premium non era poi così tanto un affare, Bolloré aveva tentato di proporre altri schemi, tra cui quello - funesto - di limitarsi a rilevare il 20% di Premium e salire invece in tre anni non più al 3,5% ma al 15% di Mediaset attraverso un prestito convertendo. La cosa fece imbufalire i Berlusconi che, diluendosi, avrebbero rischiato di perdere il controllo. Finisce a carte bollate. Ma Bolloré vuole creare la Netflix europea e ha bisogno di Mediaset. In Francia al progetto si lavora, tant' è vero che c' è in corso una manovra di avvicinamento tra Orange (l' ex France Telecom) e Canal+, pay tv di Vivendi.

 

RECCHI ARANUD DE PUYFONTAINE CATTANEORECCHI ARANUD DE PUYFONTAINE CATTANEO

L' occasione per dare un colpo di frusta anche in Italia arriva all' apertura, ieri, dei mercati americani. Un investitore istituzionale dà l' ordine a un gruppo di banche di «piazzare» un 3% di Mediaset. Da Time Warner e dal gruppo Murdoch, cui il pacchetto viene proposto, arriva un «no grazie». Vivendi invece compra. Non aspettava altro che l' occasione giusta per costringere, in qualche modo, Pier Silvio Berlusconi e Marina a scendere a patti. «Da secondo socio nessuno potrà più dubitare che la mia intenzione non sia che quella di fare gli interessi di Mediaset, e sistemare Premium», è il ragionamento di Bolloré.

 

VINCENT BOLLORE ARNAUD DE PUYFONTAINEVINCENT BOLLORE ARNAUD DE PUYFONTAINE

E siccome Vivendi è il primo azionista di Telecom (e non a caso i suoi vertici, Recchi e Cattaneo, giovedì erano a pranzo con l' ad di Vivendi de Puyfontaine), lo schema è presto fatto: ripetere in Italia quanto Orange sta cercando di fare con Canal+, per creare poi una grande piattaforma europea integrata tra banda larga, comunicazione fissa e mobile e contenuti. Berlusconi permettendo.

 

2. ll finanziere bretone ha un sogno: creare un campione dei media

 

Leonardo Martinelli per la Stampa

 

RECCHI ARNAUD DE PUYFONTAINERECCHI ARNAUD DE PUYFONTAINE

Una cosa è certa: Vincent Bolloré non cambierà mai. Alla veneranda età di 64 anni, ci riprova ancora con i suoi giochini di raider (la definizione lo irrita fortemente). Della serie: metto un piede, meglio se da amico; poi l' altro, da nemico. E me li mangio in un boccone. Quello che sta tentando con Mediaset (ieri sera il sito del canale Bfm-Tv ha subito titolato: «Vincent Bolloré ha dichiarato guerra a Silvio Berlusconi»), lo ha fatto così tante volte, fin dagli anni Ottanta, quando recuperò nello stesso modo il controllo di Ocb, la sua piccola azienda familiare in Bretagna.

 

Da lì in poi ha creato progressivamente una multinazionale che oggi fattura quasi 11 miliardi di euro e che spazia dai trasporti alla logistica, passando per i media e le vetture elettriche.

 

bollore de puyfontaine assemblea vivendibollore de puyfontaine assemblea vivendi

Pure con Vivendi fece una scalata a sorpresa, dopo aver teso la mano da amico: nel 2014 riuscì ad accedere al cda con il 5,4% di capitale, per poi diventare padre-padrone (ha oggi il 15,3%). Di recente è anche partito alla conquista del settore dei videogiochi, che in Francia annovera qualche campione, grazie ai mitici fratelli Guillemot, creativi e abili imprenditori. La loro Gameloft è già stata conquistata nel giugno scorso. E il solito Bolloré, senza essere invitato, già controlla pure Ubisoft, la principale società dei Guillemot. Non ne ha ancora la gestione. Ma arriverà il momento: certe volte sa aspettare.

GuillemotGuillemot

 

Il suo obiettivo è creare un "campione dei media", con dentro una serie di produttori di contenuti, proprio come Vivendi (proprietaria della tv Canal+) e le società di videogiochi, ai quali Mediaset potrebbe coerentemente aggiungersi. Vuole dare vita a una risposta europea a Netflix, in connessione con il mondo delle telecom. Qui lui ha già messo le mani su Telecom Italia. E Stéphane Richard, amministratore delegato di Orange, colosso francese del settore, ha ormai ammesso che sta "parlando" con Bolloré. Potrebbe venirne fuori un' alleanza a largo raggio, tra Vivendi, Orange, Telecom Italia. Forse Mediaset.

Martin BouyguesMartin Bouygues

 

Certo, che strano: si diceva che Bolloré e Berlusconi fossero amici. Ma il bretone non è nuovo a colpacci del genere. Correva il 1997 e Bolloré era amico di vecchia data (da quando erano ragazzi) di Martin Bouygues, erede di uno dei maggiori gruppi francesi, attivo fra il mattone e i media. Bolloré ne conquistò il 9%: "da amico", diceva. Ma poi tentò la scalata . Di recente Bouygues ha ricordato quei trascorsi: «Vincent mi ha preso per un imbecille. Mi ha infinocchiato, fregato, umiliato. Non lo dimenticherò mai».

 

Ultimi Dagoreport

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO…