DIMENTICARE EMMA - IL DOPO MARCEGAGLIA È UNA CORSA TRA DUE CANDIDATI DEL NUOVO CHE VI AVANZA: IL 70ENNE SMONTEZEMOLATO BOMBASSEI (NEL CDA DI NTV, ITALCEMENTI, PIRELLI, ATLANTIA E FIAT) CONTRO IL 68ENNE BERLUSCONI-ORIENTED SQUINZI (MONDO FARMACEUTICO E FEDERCHIMICA) - MA LA CONFINDUSTRIA È UNA BRUTTA BESTIA: BASTA RICORDARE LA VOLTA CHE IL CANDIDATO DELL’AVVOCATO (CALLERI) FU TROMBATO DA ANTONIO DAMATO…

Maria Silvia Sacchi per "Corriere Economia"

1 - BREMBO, STAFFETTA IN FAMIGLIA E IL 10% DI INGEGNERI

Quattro anni fa era stato in concorrenza con Emma Marcegaglia per prendere il posto di Luca Montezemolo alla guida di Confindustria. Poi aveva lasciato il passo a Marcegaglia, eletta con percentuali «bulgare», nella cui squadra è, però, rimasto come vice presidente con delega alle relazioni industriali. Oggi potrebbe essere la volta giusta.

Alberto Bombassei, 70 anni, ha fondato Brembo insieme al padre Emilio cinquant'anni fa, facendola diventare il primo gruppo mondiale nei freni a disco per auto, moto e veicoli commerciali. Sulla partecipazione alla corsa per questo rinnovo di Confindustria non ha ancora detto sì, una sua decisione è attesa comunque a breve.

GLI AZIONISTI
Brembo, che è quotata in Borsa, è controllata al 58,4% dalla famiglia Bombassei attraverso la Nuova Four B. La transizione in famiglia ai figli Cristina e Luca è stata graduale e un ulteriore passo si è avuto in estate con il ritocco degli accordi sull'usufrutto delle azioni. Un dettaglio tecnico che ha, però, l'effetto di rafforzare il passaggio del testimone.

Luca e Cristina, dal 2006, sono proprietari della nuda proprietà dell'80% delle azioni della Nuova Four B, il cui usufrutto (con i diritti di voto) è in capo ai genitori Alberto e Graziella. Ma questa estate è stata tolta la clausola per la quale il diritto di usufrutto di Bombassei e della moglie era «congiuntivo con diritto di reciproco accrescimento e per la durata del più longevo degli usufruttuari». Significa che oggi con la scomparsa di uno dei due genitori l'usufrutto non passa al coniuge, ma si estingue e i figli assumono la piena proprietà delle corrispondenti azioni.

Mentre Luca ha scelto di non occuparsi dell'azienda (ha un proprio studio di architettura), la figlia Cristina da sempre è impegnata nel gruppo bergamasco, insieme al marito Matteo Tiraboschi che pochi mesi fa è stato nominato vice presidente esecutivo a fianco del nuovo amministratore delegato Andrea Abbati Marescotti.

Attraverso Nuova Four B la famiglia detiene anche il 5% di Ntv, la compagnia ferroviaria privata dell'Alta velocità, guidata da Luca Montezemolo. L'azienda ferroviaria ha chiuso il 2010 con una perdita di 20,7 milioni che per Brembo, essendo l'azienda in fase di start up, «saranno progressivamente recuperate» con l'inizio delle attività nel primo semestre del 2012.

GLI INCARICHI
Oltre a essere presidente di Brembo (per la cui carica nel triennio 2008-2010 ha ricevuto annualmente 1 milione di euro, cui va aggiunto un variabile di 350mila euro) Bombassei siede nel consiglio di amministrazione di diverse società quotate: Italcementi (famiglia Pesenti), Pirelli & C (famiglia Tronchetti Provera), Atlantia (famiglia Benetton) e Fiat Industrial (famiglia Agnelli), oltre che in quello della non quotata Ntv. È inoltre presidente del cosiddetto Kilometro Rosso, il parco scientifico e tecnologico nato alle porte di Bergamo dove ha sede Brembo.

L'AZIENDA
Brembo opera in 15 Paesi di tre continenti, con 39 stabilimenti e siti commerciali. Il 10% dei dipendenti sono ingegneri e specialisti di prodotto. Dopo aver sofferto la crisi del 2008 e 2009 nel 2010 il gruppo è ripartito superando il miliardo di euro di ricavi (+30,2%, grazie anche al consolidamento dell'attività in Brembo Nanjing Foundry). In cantiere, c'è il rafforzamento del polo produttivo polacco di Dabrowa Gornicza (82 milioni di euro di investimento dal 2010 al 2014) per poter servire le tedesche Mercedes e Volkswagen (Brembo ha un accordo di esclusiva con Porsche).

Investimenti sono in corso nella Repubblica Ceca, in Cina e in India. Nei primi sei mesi 2011 il fatturato è cresciuto del 19%, il margine operativo del 19,4% e l'utile netto del 32,6%. L'indebitamento netto a fine 2010 di Four B di 374,5 milioni comprende l'indebitamento netto di Brembo e quello della holding, quest'ultimo principalmente verso i soci (12,6 milioni verso le banche, 186,7 milioni verso soci).

 

2 - MAPEI: 12 CENTRI DI RICERCA E GLI UTILI SEMPRE REINVESTITI
Il nome di Giorgio Squinzi è rimbalzato spesso negli ultimi anni come potenziale concorrente per la presidenza di Confindustria. Anche quattro anni fa, quando però disse: «L'ipotesi è esclusa. Con Mapei siamo in una fase di crescita importante, con investimenti in tutto il mondo. Non posso assumermi l'onere di Confindustria».

E quest'anno? Squinzi, 68 anni, a capo di Mapei, primo gruppo mondiale nelle colle e adesivi per mattonelle e terzo nella chimica per edilizia, ha da poco lasciato la guida di Federchimica, l'associazione degli imprenditori della chimica che ha guidato per 12 anni. Anche da lui è attesa una decisione in tempi vicini.

GLI AZIONISTI
Mapei è controllata attraverso la holding Emme Esse Vi, creata quattro anni fa «anche nella prospettiva del passaggio generazionale», come è scritto nello statuto. Lo scopo è «la conservazione e l'amministrazione in modo unitario della partecipazione rappresentata dalla proprietà delle azioni Mapei». La proprietà è per i due terzi in capo ai due figli di Giorgio Squinzi e per un terzo alla figlia di Laura Squinzi.

Il passaggio è avvenuto nel 2006 ed è stato fin dall'inizio completo: Giorgio e la sorella Laura Squinzi hanno ceduto la piena proprietà delle azioni ai rispettivi figli. «Le nuove generazioni hanno la nostra piena e totale fiducia», aveva commentato Squinzi che di Mapei è amministratore unico a vita, carica per la quale nel 2010 ha ricevuto un compenso di 500mila euro. Bisogna vedere se e cosa potrebbe cambiare sotto il profilo del governo dell'azienda se Squinzi dovesse essere eletto presidente di Confindustria.

GLI INCARICHI
Oltre alle aziende che fanno capo a Mapei, Squinzi dedica molte delle sue energie alle organizzazioni confindustriali. Federchimica, come detto, e dallo scorso anno anche i chimici europei di cui è presidente, primo imprenditore chiamato a questo incarico e secondo italiano dopo l'ex capo della Montedison Mario Schimberni. Siede, infine, nel consiglio di amministrazione del gruppo farmaceutico Bracco. Da alcuni anni Mapei possiede il 95% del Sassuolo Calcio.

L'AZIENDA
Nel 2010 il fatturato consolidato è stato di 1.571,9 milioni di euro, arrivando a sfiorare quota 1,6 miliardi, in crescita del 10,2%. Un incremento «apprezzabile - dice la relazione al bilancio - avvenuto quasi totalmente con una crescita interna». La redditività del gruppo, invece, ha subito una contrazione del 27,7%, «dovuto principalmente all'aggressività commerciale messa in atto per aumentare la nostra presenza nel mercato globale, al forte incremento delle materie prime non sempre riportate immediatamente sui listini prezzi e all'integrazione di qualche nostra società recentemente acquisita, che si è rivelata più difficile del previsto». Il 35,6% dei ricavi sono realizzati in Italia, il 27,4% in Europa occidentale, 21,3% nelle Americhe. I centri di ricerca sono 12. L'azienda non ha mai distribuito dividendi.

Per quest'anno, la crisi ha ridotto le attese di crescita del giro d'affari dal 15% al 10-12%. I primi quattro mesi - dice il bilancio - sono andati bene, con «buoni incrementi in tutte le aree nelle quali operiamo, in modo particolare in Asia e in Europa Orientale». La redditività, invece, «nei primi mesi dell'anno ha subito qualche leggera ripercussione a causa dei prezzi delle materie prime, che hanno avuto sensibili incrementi, che non sempre siamo riusciti a ribaltare immediatamente sul mercato a causa della forte concorrenzialità».

 

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