1- DOV’ERA LA BANKITALIA DI DRAGHI NELLE VICENDE DEL 2007 QUANDO MUSSARI IN APPENA 60 GIORNI STRAPAGO' L'ANTONVENETA. CHI C'ERA E CHE COSA HA FATTO IL SUBLIME DRAGHI IN QUELLA OCCASIONE? E' MAI POSSIBILE CHE A VIA NAZIONALE NESSUNO SI SIA ACCORTO NEL CORSO DEGLI ANNI CHE QUELL'OPERAZIONE CONCEPITA SOTTO LA TORRE DEL MANGIA POTEVA FAR "MANGIARE" QUALCUNO IN MANIERA SPROPOSITATA? 2- L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DEL BLA-BLA DEL BOY-SCOUT PASSERA: DOPO UN’ORA DI INTERVISTA L’UNICA DICHIARAZIONE: “L'IMU E' L'EQUIVALENTE DI UNA PATRIMONIALE EQUA” 3- TELECOM DELLE MIE TRAME: BEBE’ BERNABE’ DIFENDE IL DEFENESTRATO LUCA LUCIANI: “INDAGINI CHE HANNO PRODOTTO RUMORE” (LA PENSA COSI’ ANCHE L’AD PATUANO?) 4- IN ARRIVO SUL BINARIO DI MAURO MORETTI LE CONCLUSIONI SULLA STRAGE DI VIAREGGIO

1- L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DEL BLA-BLA DI AIRONE PASSERA: "L'IMU E' L'EQUIVALENTE DI UNA PATRIMONIALE EQUA"
C'e voluto del tempo, quasi sei mesi, ma finalmente ieri sera si e' capito quale e' lo spirito che anima Corradino Passera.

Da quando e' diventato superministro dell'economia le opinioni sulla natura e il valore di quest'uomo si sono divise in due filoni di pensiero. Da una parte c'e' chi ha preso ad insultarlo attribuendogli l'arroganza tipica dei bocconiani e di chi ha bevuto il latte McKinsey aggiungendo aggettivi e anedotti sul suo passato di manager che per molti anni ha vissuto accanto a un superman della prepotenza come Carletto De Benedetti.
Altri invece gli hanno attribuito una marcia in piu', frutto di una abbondanza genetica che spalanca le porte a orizzonti da statista.

Adesso il dilemma e' sciolto perche' il Passera che ieri sera e' apparso con la solita camicina striminzita nel programma" Otto e Mezzo" di Lilli Gruber, aveeva l'aria di un autentico boyscout. Nelle sue parole si sono ritrovati i tratti di quella generosita' volenterosa che il fondatore del movimento, Baden Powell, traccio' per i giovani che vogliono esplorare la vita e rafforzarsi per avere successo.

Nel corso della trasmissione anche il vice direttore di Repubblica, Massimo Giannini ( con il quale il ministro ha dimostrato di avere grande familiarita' ) e' rimasto impigliato nel fiume di parole che tendevano a esaltare le iniziative del ministro. Dopo aver detto che la crescita non ha scorciatoie, Corradino ha evocato l'ottimismo gramsciano della volonta' e ha buttato sul tavolo l'elenco delle opere intraprese per evitare che l'Italia facesse la fine della Grecia. E allo stesso modo con cui le giovani marmotte corrono trionfanti dal capobranco dei boyscout per raccontargli che hanno costruito la tenda, Passera ha snocciolato l'elenco dei cantieri aperti per suo merito nello spazio di pochi mesi.

Questa parola "cantiere" gli piace moltissimo e tradisce una voglia di efficienza che e' tipica della cultura lombarda.E' difficile pensare che a mettergliela in testa sia stata la moglie Giovanna Salza, esperta di comunicazione, ma Corradino non rinuncia al lessico plebeo pur di dimostrare la sua tesi inverosimile sui 100 miliardi che il governo mettera' a disposizione per le infrastrutture. Di fronte a tanto ottimismo e' stato difficile anche per il volpino Giannini strappargli qualche parola piu' concreta sul ruolo della Cassa Depositi e Prestiti e sul probabile aumento dell' IVA.

Allo stesso modo il boyscout, entrato da poco nella foresta del governo, ha banalizzato le sberle del fisco sugli italiani dicendo che le tasse incidono soltanto per 20 miliardi. Cosi' quando il povero giornalista gli ha contestato il peso dell'IMU, Corradino con lo stupore della giovane marmotta gli ha rimproverato con affetto la sua demagogia e gli ha detto che l'IMU e' l'equivalente di una patrimoniale equa.

Per fortuna in studio c'era la tedesca "dai capelli rossi" Lilli Gruber che ha alzato il tiro con un paio di domande ficcanti sui rapporti di Passera con De Benedetti che continua a sfotterlo chiamandolo "un ottimo assistente". A questo punto il capobranco ha allargato le braccia e non ha voluto commentare il giudizio spietato dell'Ingegnere. E' stato un altro esempio di generosita' al quale ha aggiunto giudizi meravigliosamente bugiardi sui rapporti con la ministra delle lacrime Elsa Fornero, poi dopo aver ripetuto l'elenco delle tende che e' riuscito a piantare nella politica industriale se ne e' andato dicendo che per Finmeccanica " c'e un piano convincente che speriamo sia realizzato".

La generosa reticenza del ministro non e' stata scalfita nemmeno dall'unica domanda pregnante di Giannini su cio' che era accaduto in giornata a Montepaschi; anche qui il capobranco e' rimasto abbottonato ("qualsiasi commento e' fuori luogo") ma a proposito delle ispezioni nella casa di Mussari si e' lasciato scappare una frase che si puo' prestate a una doppia lettura: "spero che non trovino niente!".

Non c'era malizia, ne' voglia di insinuare, era soltanto l'ennesimo esempio della generosita' di un boyscout. La stessa generosita' che ha dimostrato stamane arrivando a sorpresa al teatro Tenda di Roma per salutare i 2000 imprenditori convocati da Aurelio Regina, il nuovo delegato di Confindustria allo sviluppo economico. Una sorpresa che ha strappato gli applausi e le lacrime di Luigino Abete.

2- BERNABE' DIFENDE LUCA LUCIANI: "INDAGINI CHE HANNO PRODOTTO RUMORE"

Gli uscieri di Telecom Italia sono molto soddisfatti per la decisione presa ieri da Franchino Bernabe' e dal consiglio di amministrazione di mettere in vendita LA7 e di ristruttuare Telecom Italia Media. In questo modo si potra' alleggerire di qualche centinaio di milioni il fardello di 30 miliardi di debiti che pesa sull'azienda, una boccata di ossigeno che comunque puo' evitare al manager di Vipiteno di utilizzare l'emittente televisiva nelle battaglie politiche del 2013 quando si giocheranno le elezioni e la Presidenza della Repubblica.

Sul valore dell'operazione decisa ieri si leggono cifre contrastanti che vanno da 530 milioni a 250, e non esiste nessun indizio che faccia capire in quali mani finira' la societa' guidata dal "canaro Stella". Con troppa faciloneria c'e' gia' chi prefigura che il boccone televisivo potrebbe finire a Dieguito Della Valle, ma chi scrive queste cose prefigura una definitiva discesa in campo dell'amico e socio Luchino Di Montezemolo che in questo momento sta valutando lo sfacelo del polo moderato.

Agli uscieri interessa di piu' cio' che oggi dichiara Bernabe' in un intervista al quotidiano La Stampa dove chiude definitivamente la porta all' intenzione di diventare un editore , e ricorda che dopo aver venduto 300 societa' quando era all'ENI, e' arrivato il momento di liberarsi di LA7 senza polemiche. Ed e' piaciuta in particolare l'assenza di polemica nei confronti di Luca Luciani, il biondo manager dell'America Latina che si e' dimesso nei giorni scorsi in una ridda di insinuazioni.

Con pacatezza, e in nome di quella "reputation" che le grandi aziende rivendicano nei momenti di crisi, Franchino ha tagliato corto dicendo semplicemente di aver preso atto della conclusione delle indagini e della incompatibilita' di Luciani. E qui ha voluto anche lui (come fece il disinvolto manager padovano a proposito di Napoleone) citare la storia perche' ha detto testualmente :"una grande societa' deve essere come la moglie di Cesare, non solo virtuosa ma anche apparire virtuosa".

La citazione e' presa di peso dal capitolo scritto da Plutarco sulla vita di Cesare in cui si narra il tradimento di Poppea scoperta con il suo spasimante. E' una citazione perfetta che tranquillizza non solo Bernabe'-Cesare ma anche i suoi parenti vale a dire quei soci forti di Telco (la holding che controlla Telecom) chiamati in causa nella vicenda di Luciani e delle Sim false.

Sara' quindi contento e molto sollevato il "polizzaro" Perissirotto capo delle Generali di Trieste che ha visto tirata in ballo la societa' per i presunti traffici del fratello del suo direttore generale Agrusti E dovrebbe essere contento anche Luciani perche' rispetto alle contestazioni sul suo operato in Brasile, Franchino dice in maniera categorica che non c'e' assolutamente nulla da contestare. ('Sicuramente Luca e il suo team hanno fatto un ottimo lavoro in Brasile, ma la conclusione di una serie di indagini ha prodotto, sempre piu' rumore che non ha giovato a Luca e all'azienda, cosi' abbiamo deciso di staccarci da lui')

3- MPS-ANTONVENETA: DOV'ERA LA BANKITALIA DI MARIO DRAGHI?
Da ieri mattina alle 7.30 quando un plotone della Guardia di Finanza e' entrato a Montepaschi i contradaioli di Siena stanno godendo come pazzi.

Lo spettacolo e' di gran lunga piu' drammatico ed esaltante del Palio che ogni anno il boccoluto Mussari e il ragioniere della ASL, Gabriello Mancini si sono goduti insieme ai vertici del PD e a Franco Bassanini, il politico che la sa lunga su cio' che e' avvenuto dentro il "groviglio armonioso", della massoneria e dei poteri locali.

Adesso i contradaioli stanno valutando la possibilita' che tra i fantini del Palio si possa inserire anche Milena Gabanelli, la Giovanna D'Arco dei poveri che domenica sera ha sparato con argomentazioni ben ispirate, la sua cannonata sulla banca piu' antica del mondo. La giornalista emiliana ha svolto la parte del mossiere, l'uomo che regolamenta la partenza dei cavalli. Questa ipotesi e' comunque un semplice sollazzo perche' le domande dei contradaioli sono molto piu' serie.

Innanzitutto si chiedono se davvero ci fosse bisogno di spettacolarizzare in maniera cosi esagerata il blitz che ha portato le Fiamme Verdi negli uffici della banca e nelle abitazioni private dei vertici. Ai senesi, che si eccitano soltanto quando il Bruco riesce a scudisciare l'Istrice e la Pantera, lo spiegamento di forze e' apparso esagerato, e simile a un meccanismo ad orologeria e' sembrata la contestualita' al programma della Gabanelli.

C'e' pero' un altra domanda ben piu' ficcante che circola nei bar a Piazza del Palio, e riguarda il ruolo della Banca d'Italia nelle vicende del 2007 quando Mussari in appena 60 giorni strapago' l'Antonveneta. Chi c'era e che cosa ha fatto il sublime Draghi in quella occasione? e' mai possibile che a Via Nazionale nessuno si sia accorto nel corso degli anni che quell'operazione concepita sotto la Torre del Mangia poteva far "mangiare" qualcuno in maniera spropositata.

Ora e' inutile ripetere che la storia del 49enne Mussari fa parte di quel capitalismo bancario relazionale che e' crollato miseramente. Piu' interessante e' capire le ragioni per cui un personaggio eccelso come Draghi ,e in tempi piu' recenti la gentile Anna Maria Tarantola responsabile della Vigilanza, siano rimasti dietro le quinte rispetto a vicende cosi' clamorose che hanno visti come protagonisti i maggiorenti del PD nazionale e locale.

4- L'ADDIO DI CALABRO'
AVVISO AI NAVIGANTI N.1 - "Si avvisano i signori naviganti che ieri il magistrato-poeta Corrado Calabro' ha pronunciato il suo addio dalla presidenza dell'Agicom, l'Autorità' per le comunicazioni. Nel corso di un affollato convegno organizzato a Roma dal Corriere delle Comunicazioni, Calabro' ha usato toni lirici nei confronti di internet e tradendo la sua sottile polemica con le società dei telefoni ha detto che "pesano ancora troppo rispetto alla portata deflagrante e rivoluzionaria della rete"

5- IN ARRIVO DAL BINARIO DI VIAREGGIO LE CONCLUSIONI SULLA STRAGE IN CUI MORIRONO 31 PERSONE
AVVISO AI NAVIGANTI N.2
- "Si avvisano i signori naviganti che nei corridoi del Palazzo obitorio delle Ferrovie serpeggia una certa inquietudine. Sembra infatti che da un momento all'altro arrivino da Viareggio le conclusioni dei magistrati sulla strage in cui morirono 31 persone".

 

CORRADO PASSERA CARLO DE BENEDETTI LILLI GRUBER MASSIMO GIANNINI CORRADO PASSERA GIOVANNA SALZA ELSA FORNERO FRANCO BERNABE AD TELECOM luca lucianiGIOVANNI STELLA GIOVANNI PERISSINOTTO GIUSEPPE MUSSARI Franco BassaniniGABANELLIGabriello Mancinimario draghi ANNA MARIA TARANTOLA CORRADO CALABRO MAURO MORETTI

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....