milena gabanelli stipendi salari

DI CHI È LA COLPA DEI SALARI DA FAME IN ITALIA? – GLI STIPENDI DEI LAVORATORI DIPENDENTI SONO FERMI AL PALO, MENTRE I PREZZI DEI BENI DI CONSUMO AUMENTANO – MILENA GABANELLI: “I RINNOVI DEI CONTRATTI ARRIVANO IN RITARDO E I SINDACATI NON SONO STATI CAPACI DI SPUNTARE AUMENTI ADEGUATI AL COSTO DELLA VITA. LO STATO INTERVIENE ATTRAVERSO BONUS E DETRAZIONI CHE FINISCONO PER DISCRIMINARE, PERCHÉ A PARITÀ DI REDDITO, DIPENDENTI PUBBLICI E PENSIONATI PAGANO PIÙ IMPOSTE DIVERSE DEI DIPENDENTI DEL SETTORE PRIVATO, QUANDO LA SPESA LA SUPERMARKET È DIVENTATA PIÙ CARA PER TUTTI...” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Milena Gabanelli e Simona Ravizza per il “Corriere della Sera”

 

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

Perché lo stipendio che i lavoratori dipendenti mettono in tasca non regge il passo dell’aumento dei prezzi e nel carrello della spesa non riescono più a mettere le stesse cose di sei anni fa? […]

 

I ritardi nei contratti

Finché l’inflazione rimane bassa, i rinnovi, pur non tempestivi, riescono comunque a mantenere la tenuta delle retribuzioni contrattuali. Fra il 2015 e il 2021 sono cresciute in linea con i prezzi (in alcuni casi anche poco sopra).

 

salari e potere d acquisto in italia - numero dei lavoratori in italia - dataroom

Il quadro cambia con l’inflazione alta. Nel 2022 i prezzi aumentano dell’8,5%, nel 2023 del 6,4%. Quando il carovita accelera, il fattore tempo diventa decisivo e, se i rinnovi arrivano tardi, nella vita reale la perdita si è già prodotta riducendo la capacità di spesa dei lavoratori.

 

Nel settore pubblico prendiamo come riferimento due categorie tipo che, complessivamente, rappresentano quasi 2 milioni di lavoratori. Nel comparto Istruzione e Ricerca il contratto 2022-2024 è stato firmato il 23 dicembre 2025, circa 12 mesi dopo la scadenza.

 

Nel comparto Sanità la firma è arrivata il 27 ottobre 2025, 10 mesi dopo. Questo significa che, per lunghi periodi, i dipendenti hanno continuato a lavorare con trattamenti economici definiti prima della fiammata inflazionistica. Ed è quello che si sta verificando ora: tutti i contratti in essere nel settore pubblico a febbraio 2026 risultano scaduti.

 

milena gabanelli - salari e potere d acquisto in italia - dataroom

Nel settore privato a febbraio i contratti scaduti riguardano il 12,7% dei dipendenti, ma solo il mese prima la quota era del 35,3%. […]  

 

Nel Terziario il contratto scaduto nel 2019 è stato rinnovato soltanto nel 2024, con un ritardo di 5 anni! Per i Metalmeccanici il rinnovo del contratto scaduto nel 2024 è arrivato nel 2025, dopo 17 mesi di trattativa e 40 ore di sciopero.

 

Nel complesso oggi tra scadenza e firma passano in media 14 mesi nel pubblico e 13,7 mesi nel privato. Il problema è talmente grave che il governo Meloni sta pensando di introdurre per legge, con il decreto Primo maggio, piccoli aumenti automatici per i contratti scaduti: il 30% dell’inflazione programmata dopo 6 mesi e il 60% dopo 12.

 

L’erosione del potere di acquisto

salari e potere d acquisto in italia - dataroom

Se guardiamo al rapporto tra salari e prezzi, vediamo che rispetto al 2019 le retribuzioni lorde sono aumentate del 12,2%, mentre i prezzi sono saliti del 19,7%. Questo scarto di 7,5 punti è quantificabile in una perdita annua di potere d’acquisto di oltre 3.000 euro per un insegnante, di circa 3.200 per un infermiere, arriva quasi a 3.400 per un commesso ed è pari a 1.755 per un metalmeccanico.

 

I conti riportati sono elaborati per Dataroom dagli economisti Simone Pellegrino (Università di Torino), Marco Leonardi (Università di Milano) e Leonzio Rizzo (Università di Ferrara). Leonardi e Rizzo, autori del saggio Il prezzo nascosto (Egea), collocano questo fenomeno dentro una tendenza che parte da lontano: nel periodo 1991-2024 i salari lordi reali, cioè al netto dell’inflazione, sono aumentati del 32% in Francia, del 33% in Germania e del 48% nel Regno Unito. L’Italia, sola tra i grandi Paesi Ocse, registra invece un meno 2,4%.

 

Il fisco-tampone

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

Per consentire di recuperare una parte della perdita del potere d’acquisto sul lavoro dipendente, il governo Meloni è intervenuto attraverso il sistema fiscale. Per ridurre l’Irpef, oltre al taglio delle aliquote al 23 e al 33%, viene introdotto un bonus monetario (fino a 20 mila euro di reddito) e una nuova detrazione da lavoro dipendente (1.000 euro tra i 20 e i 32 mila euro, poi a scalare fino a 40 mila). Ma ridurre il danno non significa annullarlo.

 

 Infatti nei profili considerati restano in tasca 1.468 euro in meno per un insegnante, 1.688 in meno per un infermiere e 1.187 in meno per un commesso. Solo il metalmeccanico chiude con un minimo scarto: 37 euro in più l’anno. Questi interventi però stanno creando la distorsione del sistema fiscale.

 

salari e potere d acquisto in italia - ritardi nel rinnovo dei contratti - dataroom

L’Irpef, sulla carta, si fonda su un principio semplice: a parità di reddito il prelievo dovrebbe essere uguale. Ma quando l’imposta viene riempita di bonus, detrazioni e correttivi pensati per sostenere il reddito da lavoro, si producono discriminazioni.

 

Infatti categorie diverse di lavoratori, a seconda del beneficio fiscale a cui hanno accesso, pur avendo lo stesso reddito finiscono con il pagare imposte differenti. Come pure i pensionati.

 

C’è poi un secondo effetto, più tecnico ma molto concreto, che riguarda gli aumenti di stipendio. Quando un lavoratore riceve un aumento, su questo aumento si applica l’aliquota di legge e contestualmente le detrazioni e agevolazioni da lavoro dipendente si riducono. Alla fine l’aumento lordo in busta paga si traduce in un aumento netto poco significativo.

 

salari e potere d acquisto in italia - contratti scaduti - dataroom

Ed è proprio per evitare che i già esigui aumenti concessi dai contratti vengano poi erosi dal sistema fiscale che il governo, con la legge di Bilancio 2026, introduce una misura temporanea sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali: si applica un prelievo del 5%.

 

Nella pratica un metalmeccanico C3 con una retribuzione annua lorda di 30 mila euro nel 2024 riceve 638 euro lordi in più. Con il prelievo agevolato del 5% paga 32 euro di imposte. Con il sistema ordinario ne pagherebbe 227. Una differenza non da poco, ma questa misura è temporanea: dal 2027, salvo proroghe, si tornerà al regime ordinario.

 

AUMENTO DEI BENI ALIMENTARI

Anche questo intervento, però, non risolve il problema strutturale. Lo attenua per un periodo limitato e, nello stesso tempo, introduce nuove differenze. La prima è tra categorie di lavoratori: la misura si applica ai dipendenti del settore privato e non a quelli del pubblico. La seconda è tra chi rinnova il contratto entro il 2026 e chi lo rinnova dopo: i primi possono usufruire del prelievo ridotto, i secondi no. Per questa ragione, sostiene il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, i redditi da lavoro dovrebbero crescere prima di tutto attraverso la contrattazione e non per via fiscale.

 

Il sindacato e le soluzioni

salari e potere d acquisto in italia - tasse sui rinnovi dei contratti - dataroom

La partita dei salari la devono giocare i sindacati, che dovrebbero ritrovare forza e ruolo. Oggi sono tanti, disuniti e deboli. Spesso arrivano ai tavoli in posizione difensiva, dopo quasi 40 anni passati a trattare più per salvare posti di lavoro che per migliorare i salari, perché le regole della contrattazione sono ancora quelle fissate a luglio del 1993.

 

Nel frattempo però l’economia è cambiata e le imprese competono solo sul costo del lavoro: o tengono i salari bassi o minacciano di chiudere. È il caso delle tante aziende di subfornitura che lavorano per i grandi gruppi stranieri. Tutto questo finisce sui tavoli contrattuali e chi non ha la forza di tenere il punto cede. […]

 

CALO DEL REDDITO DISPONIBILE

Nel settore pubblico funziona lo stesso schema con l’aggravante che l’azienda è lo Stato, dove i partiti che governano ministeri e funzionari considerano i dipendenti pubblici marginali nella ricerca del consenso.

 

Paradossalmente la politica presta più attenzione ai balneari che agli insegnanti o agli infermieri. Dunque se alla fine i sindacati sono sempre più fragili (e accade in tutto il mondo) dipende sia dai cambiamenti strutturali dell’economia, sia dal loro asservimento alla politica e dalla loro incapacità di trovare nuove forme di contrattazione.

 

In questo contesto anche la politica fiscale deve cambiare direzione. A insistere su questo punto è l’Ufficio parlamentare di Bilancio nell’audizione sulla Finanziaria 2026: per non alimentare distorsioni l’Irpef deve essere uguale per tutti in base alle fasce di reddito, e va separata da bonus e detrazioni che invece dovrebbero diventare strumenti di sostegno al reddito mirati alle famiglie che ne hanno più bisogno.

 

INFLAZIONE

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