merkel juncker

CHE FAI MI CACCI? I CONSIGLIERI ECONOMICI DELLA MERKEL STANNO PENSANDO A COME BUTTARCI FUORI DALL’EURO: “LA ZONA EURO HA BISOGNO DI UNA CLAUSOLA DI USCITA” – AD IMPAURIRLI SONO LE CAZZATE SULL’EURO E SULLO SFONDAMENTO DEL DEFICIT DI SALVINI E DI MAIO

 

Tino Oldani per www.italiaoggi.it

 

ANGELA MERKEL GIURA DA CANCELLIERE PER LA QUARTA VOLTA

In Italia, mentre Matteo Salvini promette di cambiare i trattati europei per cancellare le clausole di austerità che hanno impoverito l'Italia, in Germania stanno già preparando le contromisure, con l'obiettivo dichiarato di buttarci fuori dall'euro, pur di non modificare di una virgola le norme in vigore nell'eurozona. Provo a mettere in fila alcuni fatti. Una decina di giorni fa, i più autorevoli economisti tedeschi si sono riuniti a Berlino per discutere su un tema insolito da quelle parti: «Se l'euro è sostenibile; che fare se non lo è». Al dibattito hanno partecipato tre economisti che da anni sono la mente del governo di Angela Merkel, decisivi nel suggerire le strategie sulle questioni monetarie europee: Hans Werner Sinn, Clemens Fuest e Christoph Schmidt. I loro interventi, di enorme rilievo politico, sono stati rivelati da un articolo di Die Welt, che ha suscitato un certo scalpore per il titolo, in cui si allude a «un piano di emergenza per l'uscita dall'euro».

 

tajani merkel

I contenuti di questo articolo, tradotto in italiano dal sito Voci dalla Germania, sono stati poi ripresi da Federico Fubini, che sul Corriere della sera del 20 marzo ha intervistato l'economista Fuest, 49 anni, presidente dell'Ifo, prestigioso istituto di ricerca con sede a Monaco. La tesi di Fuest è presto detta: «Dopo il risultato elettorale del 4 marzo in Italia, è opportuno introdurre nell'eurozona una clausola di uscita dall'euro». In pratica, la conferma che «il piano di emergenza per l'uscita dall'euro», di cui si è discusso a Berlino, non è teoria astratta, ma riguarda l'Italia, soprattutto se la Lega di Matteo Salvini dovesse avere un ruolo guida nel prossimo governo.

 

Per Die Welt, «le elezioni italiane hanno mostrato che il pericolo di una dissoluzione dell'euro è tutt'altro che scomparso. In Italia il capo della Lega, il partito populista di destra, uno dei vincitori delle elezioni, ha dichiarato che solo la morte è irreversibile, una moneta certamente non lo è». Kai Plank, esperto di finanza del Planck-Institute, ha chiosato: «La probabilità che l'euro finisca non è pari a zero. Come economisti, dobbiamo prenderla in considerazione». E Christoph Schmidt, presidente del Consiglio dei saggi economici che affianca la Merkel: «Bisogna essere preparati anche ad eventi alquanto improbabili. È necessario discutere una clausola di uscita».

 

SALVINI POPULISTA

Per ragioni di spazio, non mi addentro nelle tre opzioni giuridiche esaminate dagli economisti per consentire l'uscita di un paese dall'euro. Basta la sintesi di Fuest: «La zona euro ha bisogno di una clausola di uscita, non solo per la Germania, ma potenzialmente per ogni Paese. In questo momento la zona euro vive una ripresa e nessuna economia è a rischio immediato di uscire. Ma è un buon momento per parlare di come ciò potrebbe accadere, perché il dibattito adesso sarebbe meno distorto dagli interessi particolari di qualunque singolo Stato».

 

Un vero capolavoro di ipocrisia politica: nel dare voce ai timori della Germania sulla sostenibilità dell'euro, Fuest fa intendere che la riforma dei trattati Ue messa in agenda dalla Merkel e dal presidente francese, Emmanuel Macron, dovrebbe includere anche una clausola per estromettere dall'eurozona i Paesi che non ne rispettano le regole. Ovviamente Fuest allude alla regola del 3% sul deficit/pil (invisa a Salvini, ma finora rispettata dall'Italia), giammai a quelle del 6% come limite del surplus commerciale, visto che la Germania è da sei anni che la viola (ora è all'8,5%).

 

merkel macron

Non solo. Die Welt spiega che, per gli economisti tedeschi, «le clausole di uscita potrebbero servire come protezione contro la redistribuzione delle risorse a spese dei singoli Stati. Paesi più ricchi, come la Germania e l'Olanda, grazie ad una clausola di uscita, potrebbero difendersi dalla trasformazione dell'eurozona in una unione di trasferimento. Una clausola di uscita potrebbe aiutare anche i Paesi più deboli, come l'Italia, che con una loro moneta nazionale potrebbero tornare nuovamente competitivi».

 

Parole rivelatrici di una «cattiva coscienza tedesca» in fatto di solidarietà Ue, con un messaggio duplice: no all'Europa dei trasferimenti di risorse dai Paesi ricchi a quelli più deboli, ovvero no agli eurobond; sì all'Italia fuori dall'euro, con una propria moneta svalutata. Una confessione tedesca di egoismo antieuropeo, mascherato da un anatema preventivo contro un'Italia presunta inadempiente, nel tentativo di nascondere l'unica vera inadempienza, quella tedesca, vale a dire l'enorme surplus commerciale, realizzato a spese dei partner europei con una moneta unica che, di fatto, è sempre più un marco svalutato.

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