mario draghi

CI AVETE ROTTO GLI SCAGLIONI – MARIONE DRAGHI HA INTENZIONE DI INTERVENIRE ANCHE SUL FISCO, SENZA AUMENTARE LE TASSE, MA NIENTE FLAT TAX O PATRIMONIALI - L’IDEA È FARE UN RIASSETTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA SU BASE PROGRESSIVA. IL TEMA È SEMPRE IL SOLITO: VA IN CULO SEMPRE AI LAVORATORI DIPENDENTI CHE HANNO IL PRELIEVO ALLA FONTE, E PER QUESTO VANNO STANATI I FURBETTI E VA RIDOTTO (ANCORA) IL CUNEO FISCALE…

mario draghi 8

Luca Cifoni e Marco Conti per www.ilmattino.it

 

Nessun aumento del carico fiscale, progressività del sistema e lotta all’evasione. Intorno a queste tre parole d’ordine, ancora da riempire di contenuti, Mario Draghi potrebbe riuscire nell’impresa di mettere d’accordo partiti che, anche in tema di tasse, fino a poco fa si trovavano su posizioni contrapposte.

tasse aumenti 2021

 

Naturalmente il presidente incaricato ha proprie idee che nel corso della sua carriera (soprattutto quando guidava la Banca d’Italia) ha avuto modo di esprimere anche pubblicamente. Il metodo però, in particolare per quanto riguarda l’Irpef, prevede il confronto con le forze politiche, insomma un tavolo che dovrà definire nei dettagli le nuove regole.

 

tasse sulla casa imu tari

Andrà anche chiarito il perimetro esatto dell’intervento ma è altamente probabile - in linea con quanto indicato anche nella bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza - che abbracci in chiave di semplificazione tutti gli aspetti del sistema tributario e quindi non solo l’imposta sul reddito delle persone fisiche. 

 

Anzi proprio l’occasione di un riassetto complessivo permetterebbe al nuovo governo di rispettare l’impegno a non aumentare il prelievo e se possibile a ridurlo; ed allo stesso tempo di allinearsi alle richieste dell’Unione europea, che storicamente sollecita un alleggerimento del peso delle tasse sul lavoro. Esigenza che del resto è quanto mai attuale in una fase in cui la crisi pandemica rischia di trasformarsi in un’ondata di disoccupazione. Di certo non ci sarà una nuova patrimoniale, ma gli attuali tributi - compresi quelli su consumi e immobili - potrebbero essere rivisti e razionalizzati.

SERGIO MATTARELLA MARIO DRAGHI

 

Il tema della riduzione del cosiddetto cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro per l’impresa e retribuzione netta per il dipendente) è risuonato negli incontri di ieri alla Camera: si era già mosso in questo senso l’esecutivo dimissionario in particolare a beneficio dei lavoratori con reddito annuale fino a 40 mila euro, ora potrebbe essere la volta della fascia successiva ed anche delle imprese, con la rimodulazione degli oneri e con forme di incentivazione alle assunzioni.

 

tasse

Quanto alla progressività, quella che ha in mente Draghi non va intesa necessariamente come inasprimento dell’aliquota massima ma rimanda piuttosto all’inclusione nell’Irpef, pur se con qualche distinguo, di alcuni redditi tassati a parte (quelli da capitale ad esempio). L’attuale sistema di aliquote e scaglioni potrebbe essere semplificato o sostituito da un meccanismo graduale come quello tedesco: ma al di là dei meccanismi tecnici dovrà risultare meno disincentivante nei confronti del lavoro. Nessuna flat tax in ogni caso, mentre appare ineludibile la revisione dell’attuale coacervo di agevolazioni. E pur se in un contesto di contrarietà ai condoni, dovrà essere affrontato il nodo dello smaltimento della mole di cartelle e avvisi.

TASSE

 

Sulla lotta all’evasione l’ex presidente della Bce si è sempre espresso in maniera estremamente dura, vedendo in questo fenomeno da una parte una forma di distorsione della concorrenza a vantaggio delle imprese meno corrette, dall’altra un’ingiustizia sociale per il drenaggio di risorse da dedicare invece in prima battuta al sostegno dei cittadini maggiormente in difficoltà. Resta da vedere in che misura il prossimo governo vorrà aggiustare il tiro su una strategia che oggi si basa sugli incentivi ai pagamenti digitali e sul rafforzamento delle tecnologie che favoriscono l’adesione dei contribuenti ma anche le verifiche dell’amministrazione. Certamente in passato Draghi ha sostenuto la necessità di rendere evidente agli occhi dei contribuenti il collegamento tra i risultati della lotta all’evasione e la riduzione generale del prelievo.

mario draghi nel 2002TASSEmario draghi janet yellen

 

 

 

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?