1- AIUTO! È PARTITA UNA NUOVA CAMPAGNA PER LA FIAT PANDA: “LE COSE CHE COSTRUIAMO CI RENDONO CIÒ CHE SIAMO. QUESTA E’ L’ITALIA CHE CI PIACE”. E LA RETE L’AFFONDA 2- SE DA UN LATO, NON E’ TROPPO SIMPATICO CHE PROPRIO MARPIONNE DOPO L’ACCORDO CON LA CHRYSLER, DOPO I FATTI DI POMIGLIANO E LA CHIUSURA DI TERMINI IMERESE, DOPO GLI SCONTRI CON LA FIOM, VENGA A FARCI LA LEZIONCINA SULL’ITALIA CHE PIACE 3- DALL’ALTRO, FANNO NOTARE CHE QUESTO SPOT SIA IN REALTA’ LA FOTOCOPIA DI UN ALTRO SPOT, QUELLO PER IL GRAND CHEROKEE, USCITO SOLO L’ANNO SCORSO IN AMERICA 4- NON L’HANNO COPIATO PERCHÈ ERA UNO SPOT RIUSCITO, MA PERCHÈ FANNO PARTE DELLA STESSA MULTINAZIONALE E PER ENTRAMBI I PRODOTTI PROGETTATA UN’UNICA CAMPAGNA 5- ALTRO CHE ORGOGLIO NAZIONALE! RIDATECI I VECCHI SPOT DELLA COCA COLA, ALLORA…
LA PUBBLICITÃ DELLA NUOVA FIAT PANDA: http://www.youtube.com/watch?v=heCVR7kKyRw
LO SPOT 2010 DELLA (CHRYSLER) JEEP GRAND CHEROKEE IDENTICO A QUELLO DELLA FIAT PANDA...
http://youtu.be/Mi0SbrrGaiw
Marco Giusti per il Manifesto
"Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo. Nuova Fiat Panda. Questa e' l'Italia che ci piace". Aiuto! E' partita una nuova campagna per la Fiat Panda che non solo parte proprio da Pomigliano (ci sono andati, c'e' anche la scritta, regolare), ma che in ben 90 secondi di spot ci cuce un patriottico ritratto del nostro paese e del perche' dovremmo essere orgogliosi di essere italiani e di comprare auto italiane. Boh? Ovvio che tutto cio' in soli tre-quattro giorni abbia gia' alimentato un violento dibattito in rete sia sul tipo di messaggio che Marchionne e la Fiat ci vogliono far capire sia sull'ipocrisia di questo tipo di comunicazione.
Diciamo che, in generale, non e' troppo simpatico che proprio la Fiat, dopo l'accordo con la Chrysler, dopo i fatti di Termini Imerese e di Pomigliano, dopo gli scontri con la Fiom, venga a farci la lezioncina sull'Italia che piace. Molti in rete, e questa e' la parte piu' assurda e divertente, fanno notare che inoltre questo spot altamente patriottico, con trionfo di tricolori e di piazze d'Italia, nemmeno fossimo ancora in mezzo ai festeggiamenti per i 150 anni dell'Unita', sia in realta' la fotocopia di un altro spot, quello per il Grand Cherokee, uscito solo l'anno scorso in America.
E, purtroppo, e' vero. C'e' lo stesso martello iniziale che li' batte i chiodi dei binari delle grandi ferrovie del paese e qui nelle nostre fabbriche, c'e' lo stesso tipo di concetto di orgoglio nazionale e c'e', soprattutto, lo stesso claim finale: "The thing we make, make us", cioe' "Le cose che costruiamo ci rendono cio' che siamo". Logico che alla Fiat non lo hanno copiato perche' era uno spot riuscito, questo sarebbe stato ancora accettabile, lo hanno copiato perche' il Grand Cherokee e la Fiat Panda fanno parte della stessa multinazionale e per entrambi i prodotti e' stato progettato un'unica campagna.
Altro che orgoglio nazionale! Ridateci i vecchi spot della Coca Cola, allora, non scherziamo... C'e' anche una musica che ricalca quella americana (li' era un tema di Johnny Cash, qui c'e' un motivo di tal Flavio Ibba) e procede di pari passo con il rumore del martello sull'incudine. Va detto pero' che la parte copiata dallo spot americano in fondo e' la migliore, perche' la visualizzazione del regista, uno specialista in auto, Luca Maroni, e del copy, Piero Lo Faro, di un testo retorico tutto patriottico (no, non l'avra' scritto Marchionne e neanche Lapo, forse Alain Elkann, che ha piu' tempo libero ) e' decisamente piu' imbarazzante. Non ci sono neanche immagini di repertorio, come nello spot del Cherokee.
Di buono, pero', c'e' che non troviamo piu' la voce spiritosa di Piero Chiambretti (ma cosa c'era da ridere nella vicenda Fiat di questi ultimi anni?), attivo per la vecchia Panda fino a novembre scorso, e al suo posto troviamo quella piu' seria, anche se sgualcita dai troppi spot per i sottaceti di Ricky Tognazzi.
"Quante Italie conosciamo?", ci chiede appunto la voce off di Ricky Tognazzi, "Quella dell'arte, quella delle grandi invenzioni, quelle del talento costruttivo, quella del paese pittoresco", e qui parte il solito insopportabile Pulcinella ue'-ue', ma in versione negativa, "quella dei giovani che cercano un futuro", qui arrivano tre volti di italiani giovani che guardano uno di qua e uno di la' verso chissa' quale futuro cercando, magari, di non farsi prendere in pieno dalla Panda, "o quella capace di grandi imprese industriali", e qui arriva l'immagine di Pomigliano dall'alto.
"Noi possiamo scegliere", continua Ricky Tognazzi, "quale Italia essere", e qua si intravede la Pieta' di Michelangelo dietro a un operaio della Fiat... "E' il momento di decidere se essere noi stessi o...", e qui arrivano gli spaghetti fumanti (e vai!), "accontentarci dell'immagine che ci vogliono dare". Sono molto spiaciuto per gli spaghetti, non vedo quale carica negativa possano avere, meglio fare vedere una foto di Berlusconi, quella era chiara in tutto il mondo.
"Questo momento e' quello di ripartire", prosegue Tognazzi mentre vediamo le immagine delle fabbriche Fiat in piena attivita', "ripartire nell'unico modo che conosciamo, con il nostro lavoro e mettendoci alla prova". Non aspettiamo altro. Infatti vediamo due pupazzi che si schiantano su una macchina Fiat e questo dovrebbe spiegare il concetto di prova.
Ma a questo punto, per il gran finale, arrivano i cartelloni stradali che indicano Pomigliano, cosi' capisce anche Landini. "Perche' in italia ogni giorno", e qui arriva l'immancabile macchinetta del caffe', "c'e' qualcuno che si sveglia", infatti si vede una ragazza che beve il caffe' ma se la prende comoda, "e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creativita', ma, soprattutto, la voglia di costruire una cosa ben fatta".
Ecco, finalmente, dopo una serie di inquadrature di operai in fabbrica, identiche a quelle dello spot Cherokee, arriviamo alle immagini della Nuova Fiat Panda e parte il claim finale con la macchina al centro di una piazza storica italiana. Mah, se voleva essere uno spot della nuova Italia sobria e lavoratrice alla Monti e' un po' cheap e troppo vago, se voleva farci capire che a Pomigliano si lavora alla grande per la Fiat e non si perde tempo con spaghetti e Pulcinella, l'idea non e' il massimo e non credo che possa piacere troppo ai lavoratori italiani. Forse era meglio richiamare Luca e Paolo, che avevamo lasciato negli spot natalizi con Babbo Natale legato come un salame.
O Fiorello, che almeno era stato coerente e aveva lasciato la pubblicita' Fiat dopo la crisi di Termini Imerese e aveva scritto a Marchionne di salvare la fabbrica. O lo stesso quartetto che aveva presentato giusto un mese fa la Nuova Panda costruita a Pomigliano, cioe' Marchionne, Elsa Fornero, Corrado passera e John Elkann. Proprio li' Marchionne si lancio' in un orgoglio italiano che fa un po' da base allo spirito dello spot (" Questo e' oggi lo stabilimento numero uno al mondo del gruppo Fiat-Chrysler, E' una cosa eccezionale. Dovremmo esserne orgogliosi come italiani. Non comprenderlo, anzi arrivare a denigrarlo, e' incredibile").
Comunque, se "le cose che costruiamo ci rendono cio' che siamo", in questi ultimi anni non e' che abbiamo costruito molto e quello che siamo diventati agli occhi degli stranieri purtroppo lo sappiamo. Ma che sia stata proprio una scelta dei lavoratori non si puo' dire.
SPOT PANDA
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