FINMECCANICA, FINE GIOCHI - DOPO GUARGUAGLIONE, SALTA ANCHE ORSI? - EPISODI DI CORRUZIONE PER IL CONTRATTO CHE AGUSTA WESTLAND, ALL’EPOCA GUIDATA DA ORSI, FIRMÒ NEL 2010 CON LA INDIAN AIR FORCE - BORGOGNI PARLA E FINISCE NEL TRITACARNE IL LEGHISTA REGUZZONI E TUTTA LA PARENTOPOLI IN AGUSTA, QUANDO ALLA GUIDA C’ERA ORSI: CITA IL FIGLIO DEL SENATORE PD LATORRE, POI IL FRATELLO DEL LEGHISTA GIORGETTI, E LA FIGLIA DEL BANCHIERE (A LUNGO VICINO ALLA LEGA) PONZELLINI - ARRIVA BERNABÉ?

Valeria Pacelli per Il Fatto

Giuseppe Orsi è alla guida di Finmeccanica soltanto da pochi mesi ma già si parla di un imminente cambio al vertice. Non tanto per ragioni industriali quanto per lo sviluppo di alcune vicende giudiziarie. Il presidente di Telecom Italia Franco Bernabé è stato contattato per una successione a breve ma, per il momento, ha declinato l'invito perché vuole completare il lavoro nell'azienda telefonica.

Ma le cose potrebbero cambiare in fretta se, come raccontano in molti da Finmeccanica, in alcune vicende giudiziarie arrivasse una svolta che in molti si attendono, viste le indiscrezioni uscite in questi ultimi giorni.

Come il suo predecessore Pier Francesco Guarguaglini, anche Orsi ha le sue grane in tribunale, ma per il momento non risulta indagato. A Napoli, al centro delle indagini c'è l'Agusta Westland, controllata di Finmeccanica che produce elicotteri. Prima di sostituire Guarguaglini alla presidenza del gruppo, Orsi era l'amministratore delegato di Agusta che è protagonista di due diversi filoni di inchiesta.

Di uno di questi si discute da giorni sulla stampa indiana, complice il clima di tensione tra i due Paesi per la vicenda dei marinai italiani incarcercati. Al centro della vicenda c'è una cospicua commessa dal valore di almeno 560 milioni di euro di Agusta in India, contratto firmato nel maggio 2010 dall'amministratore delegato Orsi.

In quei giorni la società di Finmeccanica si aggiudica una gara per la vendita di dodici elicotteri Agusta Westland 101, modelloVip, allestiti per il trasporto di personalità di governo, sbaragliando diverse società concorrenti, come la statunitense Sikorsky Aircraft Corporation che era intenzionata a mettere su piazza i suoi elicotteri S-92.?

Ma questo affare, come anche altri, è finito sotto l'osservazione dei pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio e ha attirato l'attenzione perfino delle autorità indiane. Infatti pochi giorni fa il ministro della Difesa indiano, Antony Ak, ha chiesto al segretario generale della Difesa Shashi Kant Sharmit di accertare se ci furono episodi di corruzione per la stipula del contratto che Agusta Westland firmò nel 2010 con la Indian Air Force.

Inoltre nell'ambito delle indagini napoletane sarebbero state richieste in via informale alle autorità indiane alcune conferme circa le trattative che portarono alla stipula della commessa. Di questo nuovo affare, finito nel mirino della magistratura, secondo alcune indiscrezioni avrebbe parlato Lorenzo Borgogni, ex direttore generale delle relazioni esterne di Finmeccanica, interrogato più volte sia a Napoli che a Roma.

Dal capoluogo campano, però, proprio partendo dalle testimonianze di Borgogni, gli inquirenti stanno cercando di capire se dietro quel giro di denaro si nascondessero fondi neri utilizzati per versare denaro a politici o a manager. Così si è creato un filo rosso tra Napoli e Nuova Delhi: l'ipotesi di una corruzione internazionale. Ma da piazza Monte Grappa dicono: in India tutto regolare, "nessuna comunicazione è stata notificata a società e dirigenti del gruppo né in Italia né in India".

Ma oltre all'appalto per gli elicotteri da mezzo miliardo, ci sono anche altre commesse che Finmeccanica e le sue consociate hanno firmato negli ultimi anni e che la magistratura sta vagliando. Come il contratto della Selex Sistemi Integrati con la società statale Cochin Shipyard Limited, per la fornitura di radar navali per le portaerei della marina indiana in costruzione nei cantieri di Kochi.

Oppure quello della stessa Finmeccanica, che ha già fornito tre sistemi di comando e controllo per le fregate di classe Brahmaputra e il sostegno supplementare logistico, oltre che la fornitura dei radar e dei sistemi per il controllo del traffico aereo da installare negli aeroporti delle città indiane del sud.

Ma c'è anche un altro affare che coinvolge Orsi. Sarebbe stato sempre Lorenzo Borgogni a parlare e a citare un politico importante, Marco Reguzzoni, deputato della Lega Nord fedelissimo di Umberto Bossi, e varesotto come Orsi, considerato al momento della nomina come molto ben visto dal mondo leghista.

Orsi, quando era a capo di Agusta, trasferisce parte dell'attività dell'azienda in capannoni industriali vicino a Malpensa, nei dintorni di Varese, di proprietà di imprendiotri che, secondo quanto ha detto Borgogni, sarebbero vicini a Reguzzoni. Visto che l'affitto di quegli immobili è molto elevato i pm stanno verificando se il prezzo sia congruo o non nasconda una sovvenzione occulta.

In un'intervista a Repubblica, lo scorso novembre, Borgogni parla di questo affare e alla domanda se il trasferimento delle attività di Agusta in zona Malpensa fosse un favore per l'uomo della Lega, Borgogni si limita a dire: "Non posso andare oltre, è un argomento oggetto di domande e approfondimento dei pm". Reguzzoni ha subito annunciato querela.

Èd è sempre Borgogni a parlare della parentopoli in Agusta, quando alla guida c'era Orsi: cita il figlio del senatore Pd Nicola Latorre, poi il fratello del leghista Giancarlo Giorgetti, e la figlia del banchiere (a lungo vicino alla Lega) Massimo Ponzellini, tutti assunti nella controllata.

 

 

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