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UN FISCO A MISURA DI FURBETTO – DAL 2015 L’EVASIONE FISCALE IN ITALIA È PARI A OLTRE 100 MILIARDI DI EURO L’ANNO. MELONI ESULTA PERCHÉ IL RECUPERO DELLE TASSE NON PAGATE NEL 2025 HA RAGGIUNTO LA CIFRA RECORD DI 36,2 MILIARDI: “SONO RISULTATI FRUTTO DI UNA VISIONE CHIARA”. MA MILENA GABANELLI, NUMERI ALLA MANO, SMENTISCE LA DUCETTA: “DI ATTRIBUIBILE ALL’ATTIVITÀ DI GOVERNO SONO I 2,9 MILIARDI FRA LITI PENDENTI E ROTTAMAZIONE INTRODOTTA NEL 2023: ‘SE PAGHI QUELLO CHE DOVEVI DAL 2000 AL 2022 TI TOLGO SANZIONI E INTERESSI’. QUINDI DELLA ‘VISIONE CHIARA CHE IL GOVERNO STA PORTANDO AVANTI’ SI È VISTO SOLTANTO L’EFFETTO DELLA SANATORIA” – LE NUOVE REGOLE INCORAGGIANO A PAGARE SOLO SE SCOPERTI. E I FINTI POVERI CHIEDONO BONUS E TOLGONO RISORSE AI POVERI VERI… – VIDEO

@dataroom_milenagabanelli La stima del Mef sull’evasione in Italia balla sempre attorno ai 100 mld. L’ultimo dato disponibile è del 2023: 110 mld. Però ogni anno l’Agenzia delle Entrate recupera qualcosa: nel 2025 il record di 36 mld, che ovviamente Meloni attribuisce al suo esecutivo. In realtà, dell’attività di governo il merito vale 2,9 mld, frutto della rottamazione introdotta nel 2023: pagami quello che dovevi dal 2000 al 2022 e ti condono interessi e sanzioni. Il resto sono versamenti dei contribuenti a seguito della normale attività di controllo e all'incasso di accertamenti eseguiti fra il 2017 e il 2022. È invece diffusa la convinzione che nei prossimi anni si incasserà di meno perché il governo Meloni ha cambiato le regole: 1) il concordato preventivo biennale favorirà i furbi; 2) ha indebolito il redditometro; 3) ha tolto le sanzioni anche quando a beccarti è lo Stato e non c’è stato un tuo ravvedimento spontaneo; 4) ha esteso la rottamazione anche al dovuto fino al 2023. In sostanza: provare ad evadere conviene, al massimo se ti beccano paghi. LINK IN BIO ALL’INCHIESTA DATAROOM #fisco #evasione #Meloni #governo #economia ? audio originale - Dataroom di Milena Gabanelli

Estratto dell’articolo di Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

evasione fiscale - milena gabanelli - dataroom

I soldi che servono per gli interventi sulle accise bisogna pur andarli a prendere da qualche parte, visto che in fondo al barile non c’è più nulla. E allora via 80 milioni alla sanità, via 50 milioni a istruzione e ricerca, tagli agli investimenti per il trasporto pubblico locale, al fondo per l’automotive, ecc.

 

E siccome la crisi perdura, la premier Giorgia Meloni ha chiesto a Bruxelles il via libera all’aumento del nostro debito pubblico per alleggerire le bollette elettriche. Autorizzazione concessa, ma solo per ridurre la dipendenza dal gas […]

 

evasione fiscale in italia - dataroom

Loro, i ladri, si prendono i vantaggi e i servizi pagati con le tasse versate soprattutto da dipendenti e pensionati. Non solo: nel 2025 ben 29,9 milioni di persone hanno chiesto la Dichiarazione Sostitutiva Unica per accedere a bonus e agevolazioni (sconti su bolletta elettrica, tasse universitarie, servizi sociosanitari, ecc.).

 

Dentro a questo numero, insieme ai poveri veri, ci sono anche i poveri finti, che vanno poi a togliere risorse a chi è realmente bisognoso. Un vizio antico del quale non ci siamo mai vergognati.

 

Prendiamo gli ultimi 10 anni: nel 2015 l’evasione stimata dal Mef di Irpef, Ires, Irap, Iva, Imu e contributi Inps ammontava a 106 miliardi, nel 2019 a 103, nel 2022 a 100 e nel 2023, ultimo dato disponibile (e primo anno del governo Meloni) a 110.

 

2015-2025: soldi recuperati

evasione fiscale - milena gabanelli - dataroom

Per impedire a monte questa gigantesca evasione è stato introdotto nel 2019 l’obbligo di fatturazione elettronica, e questo ha dimezzato le possibilità di frodi: il divario fra l’Iva esigibile e quella riscossa è passato dai 35 miliardi annui ai 18 miliardi.

 

[…]  con la legge di stabilità del 2015 sono state introdotte le lettere di conformità (compliance) inviate dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti per segnalare irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi, con l’invito a mettersi in regola. Parallelamente si svolgono le attività di accertamento e controllo […]

 

evasione fiscale - le norme introdotte dal governo meloni - dataroom

Se ora guardiamo i numeri relativi al recupero si vede che c’è un costante aumento: nel 2015 l’incasso totale è di 18,9 miliardi, nel 2016 sale a 23,1, nel 2018 a 25. Negli anni del Covid scendono redditi, evasione e recupero, ma nel 2022 si torna a 25,1 miliardi; 33,4 nel 2024; e nel 2025 si raggiunge il record di 36,2 miliardi.

 

La presidente del Consiglio, lo scorso 25 marzo, ha dichiarato: «È il dato più alto di sempre, oltre il 43 per cento in più rispetto al 2022, quando il governo si è insediato (...). Sono risultati frutto di una visione chiara che il governo sta portando avanti fin dal primo giorno». Purtroppo non è così.

 

L’inganno dei numeri

EVASIONE FISCALE - AGENZIA DELLE ENTRARE

Vediamo nel dettaglio cosa c’è in quei 36 miliardi: 7,2 miliardi riguardano l’incasso dell’Agenzia per conto dei Comuni, Regioni, Ministeri, Inps; 6,9 miliardi si riferiscono all’esito degli accertamenti relativi alle dichiarazioni dal 2017 al 2022; poi ci sono 15,9 miliardi di versamenti dei contribuenti a seguito di un atto dell’Agenzia, e 3,3 dopo la lettera di conformità. Di attribuibile all’attività di governo sono i 2,9 miliardi fra liti pendenti e rottamazione introdotta nel 2023: «Se paghi quello che dovevi dal 2000 al 2022 ti tolgo sanzioni e interessi».

 

Quindi della «visione chiara che il governo sta portando avanti» si è visto soltanto l’effetto della sanatoria. È invece diffusa la convinzione che nei prossimi anni, grazie alle nuove norme introdotte dal governo Meloni, il bottino sarà più basso. Vediamo perché.

 

Accertamento: come funziona

recupero evasione fiscale (1) - dataroom

Innanzitutto va chiarito che quando parliamo di «recupero evasione», una parte consistente si riferisce sempre ad annualità risalenti dai 3 ai 7 anni precedenti la presentazione della dichiarazione dei redditi, e applicando le norme in vigore in quel periodo.

 

Per esempio i controlli e accertamenti sulla dichiarazione presentata nel 2024, e relativa ai redditi del 2023, partiranno fra la fine del 2026 e il 2030. E allora cerchiamo di capire il motivo per cui nei prossimi anni la tendenza al recupero sarà più bassa.

 

L’evasione legalizzata

Nel 2024 viene introdotto il concordato preventivo biennale: l’Agenzia ti informa che secondo i loro calcoli sei fuori parametro, e invece di 30 dovresti dichiarare 50. Se aderisci, su quei 20 in più pagherai un’imposta fra il 10 e il 15%, e sui 5 anni precedenti e i 2 successivi difficilmente scatteranno verifiche.

 

Un sistema che genera due distorsioni: da una parte chi consegue redditi superiori a quelli concordati, non li dichiarerà; dall’altra se è tassato sulla base di un reddito predeterminato, non ha alcun incentivo a produrre di più. Una norma che consente un incasso immediato, ma che si traduce in una forma di evasione legalizzata.

 

Redditometro e ravvedimento

recupero evasione fiscale in italia - dataroom

Nello stesso anno viene modificato il redditometro: se fino a quel momento l’Agenzia poteva contestare un reddito basso a fronte di un tenore di vita alto (automobili di lusso, barche, università private), ora la contestazione è consentita solo se è pari ad almeno 10 volte il valore dell’assegno sociale. In sostanza fino a 69.500 euro hai carta bianca.

 

È stata sanata tutta l’attività svolta dai chirurghi estetici fino a dicembre 2023. La misura riguarda i chirurghi che non hanno pagato l’Iva dichiarando che le prestazioni servivano a curare una malattia, ma senza presentare l’attestazione medica.

 

Nel 2025 c’è stata la modifica del ravvedimento operoso. Fino all’anno prima, il contribuente che si accorgeva di aver fatto un errore nella dichiarazione, e si affrettava a pagare il dovuto, veniva esentato da sanzioni e interessi.

 

Ora non le pagherà anche se si metterà a posto solo dopo aver ricevuto l’avviso dell’Agenzia. In pratica induce a pagare solo se ti beccano. Infine la rottamazione è stata estesa anche al dovuto fino al 2023.

 

Conseguenze sul recupero

evasione fiscale 3

Gli effetti di queste norme, secondo gli addetti ai lavori, produrranno un minor incasso e diminuiranno la capacità di controllo, poiché gli uffici dovranno occuparsi più dell’attività amministrativa: dall’analisi preventiva dei dati fiscali, all’elaborazione delle proposte di concordato, gestione delle adesioni, eventuali decadenze, interlocuzione con i contribuenti nella fase di contraddittorio anticipato.

 

Va aggiunto l’effetto perverso della Flat tax che crea il motore perfetto per il nero.

 

[…]

 

Chi bara

evasione fiscale - milena gabanelli - dataroom

«L’umiltà è una virtù stupenda, il guaio è che molti italiani la esercitano nella dichiarazione dei redditi», diceva Giulio Andreotti, uno che la sapeva lunga. L’analisi sui dati pubblicati dal Mef nel 2025 mostra che, rispetto alla congruità delle dichiarazioni, sono sotto soglia il 25% di studi medici e laboratori, il 37% delle farmacie, il 48% dei dentisti, il 37% dei notai.

 

Le attività di intermediazione e consulenza finanziaria e assicurativa: il 68% non raggiunge la sufficienza nei punteggi Isa e dichiara 125 mila euro contro i 568 mila di quelli con dichiarazioni attendibili.

 

Gioiellerie: il 55% sostiene di guadagnare solo 28 mila euro, il 58% dei balneari dichiara di vivere con 15 mila euro. Elettricisti e idraulici: quasi sei su dieci sono in odore di evasione. I titolari di ristoranti e bar presentano redditi medi da poco più di 15 mila euro.

evasione fiscale - come funzionano i controlli - dataroom

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