1. LA GABANELLI NON DEMORDE E, IN BARBA AI GIORNALONI DEI POTERI MARCI, RITORNA SUL LUOGO DEL DELITTO E METTE CON LE SPALLE AL MURO LO SCANDALO DEI DERIVATI MPS 2. “SONO PASSATI PIÙ DI 5 MESI DA QUANDO IL 23 GENNAIO IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA HA SCONVOLTO IL MERCATO AMMETTENDO PUBBLICAMENTE LE PRIME FORTISSIME PERDITE SUI DERIVATI ALEXANDRIA E SANTORINI (CIRCA 600 MILIONI), PER NASCONDERE LE QUALI MUSSARI E LA SUA BANDA AVEVANO SOTTOSCRITTO CONTRATTI-CAPESTRO CON LA BANCA GIAPPONESE NOMURA E DEUTSCHE BANK. DA ALLORA LE NOTIZIE SULLA SUA PESANTE SITUAZIONE PATRIMONIALE E DI LIQUIDITÀ TRAPELANO GOCCIA A GOCCIA NELLA PIU’ TOTALE INDIFFERENZA DELLA CONSOB DI GIUSEPPE VEGAS”

Milena Gabanelli per il "Corriere della Sera"

Sono passati più di 5 mesi da quando il 23 gennaio Mps ha sconvolto il mercato ammettendo pubblicamente le prime fortissime perdite sui derivati Alexandria e Santorini (circa 600 milioni), per nascondere le quali Mussari e la sua banda avevano sottoscritto contratti-capestro con la banca giapponese Nomura e Deutsche Bank.

Da allora le notizie sulla sua pesante situazione patrimoniale e di liquidità trapelano goccia a goccia. Il problema riguarda «il come» sono stati ristrutturati quei contratti originali con Nomura e Deutsche Bank, e la loro strana contabilizzazione in bilancio che sembra allo stato avere il tacito avallo della Consob.

Per Mps si tratta di impegni a versare somme che sfiorano i 5 miliardi di euro, che potrebbero protrarsi fino al 2040, e l'obbligo di proteggere Nomura e Deutsche Bank dal rischio di default del governo italiano per quasi 30 anni. Sarà una coincidenza, ma in questo stesso periodo Mps chiede Monti Bond per oltre 4 miliardi di euro.

L'ad Viola parla di «semplici contratti a lungo termine su Btp» sottoscritti per ristrutturare Alexandria e Santorini, ma poi saltano fuori i dettagli di questi contratti, ed emergono voci di forti versamenti di liquidità da parte di Mps a Nomura e Deutsche Bank dati a garanzia dell'assicurazione contro il rischio fallimento Italia. Ma sono solo voci, a questa data il mercato non lo sa e sale l'inquietudine degli operatori.

Nel frattempo, la Consob, che poteva ricostruire gran parte dei contratti di ristrutturazione fin dal noto esposto anonimo del luglio 2011 e conosce tutti i dettagli dei derivati dal 25 ottobre 2012 (data in cui Profumo e Viola trovano le carte seppellite in una cassaforte), ritiene che il mercato non debba sapere nulla della precaria condizione di Mps. Neanche quando si diffondono voci di mercato di possibili scalate di Mps che portano il titolo a rialzi del 40%. Bisogna infatti aspettare fine gennaio, quando in piena campagna elettorale si scoperchia una parte della pentola e il titolo crolla del 20% in due settimane.

A questo punto la Consob dovrebbe capire che le informazioni sui contratti di ristrutturazione di Alexandria e Santorini sottoscritti con Nomura e Deutsche Bank riguardano la solidità futura della banca e vanno comunicate quanto prima al mercato. Però Vegas pare accontentarsi dei comunicati elusivi di Mps.

Per tutto febbraio, mentre la situazione del Montepaschi appare sempre più precaria, Consob lavora alacremente con Banca d'Italia e Ivass (Istituto per la vigilanza delle assicurazioni) e l'8 marzo (a meno di 20 giorni dalla presentazione del bilancio 2012) le Autorità, congiuntamente, emanano un regolamento nel quale sono descritte parola per parola le operazioni di Mps con Nomura, senza però citarle direttamente, e suggeriscono un'opportuna modalità di contabilizzazione in «questi casi». In soldoni: considerato che l'operazione Alexandria con Nomura per caratteristiche e dimensione è unica nel suo genere, si emana una regola ad hoc per Mps.

Così il 28 marzo, quando il Monte presenta il bilancio, tenendo conto delle giustificazioni suggerite nel regolamento, può non dichiarare qualche miliardo di perdite. Lo stesso giorno sul mercato si viene a sapere dell'esistenza di un nuovo «dettaglio» relativo al «contratto di ristrutturazione» del derivato Alexandria: Mps di fatto si è impegnata a prestare a Nomura quasi gratis, se si considerano i costi tipici di mercato, 3 miliardi di euro per 40 anni, 2 dei quali già presi da Nomura, oltre agli altri 3 miliardi impegnati per garantire i sicuri profitti di Nomura e Deutsche Bank. Guarda caso, questo finanziamento garantito da titoli già compariva nello schema del regolamento dell'8 marzo, quello fatto per disciplinare il mercato su questo «diffuso» fenomeno.

A questo punto la Consob si trova costretta a chiedere chiarimenti su questi particolari contratti. La risposta arriva il 24 aprile, 4 giorni prima dell'approvazione del bilancio, sotto forma di comunicato per gli investitori. Mentre negli stessi giorni la Procura di Siena si muove per sequestrare i 3 miliardi prestati a Nomura, ipotizzando il reato di usura e truffa da parte della banca giapponese, il comunicato di Montepaschi si limita a riportare alla bell'e meglio le informazioni già rese pubbliche un mese prima, pure con qualche errore di trascrizione: alcune cifre su costi, redditività e riserve non tornano con i documenti pubblicati il 28 marzo.

La Consob, che aveva chiesto precisazioni, non ha fiatato, né prima dell'approvazione del bilancio, né dopo. Viene da chiedersi se qualcuno abbia almeno letto il comunicato di Mps. Magari, senza attendere le prossime elezioni, viene fuori qualcos'altro.

Intanto ieri Federconsumatori e Cgil hanno avviato, presso il Tribunale civile di Roma, una richiesta di risarcimento danni per conto di due risparmiatori che hanno investito in azioni Mps. I danni sarebbero conseguenti all'omessa vigilanza della Consob sulla Montepaschi relativamente ai derivati Santorini ed Alexandria. Un'azione civile che si aggiunge alle iniziative in sede penale di Adusbef e Codacons per falso in bilancio, false comunicazioni ai soci e omessa vigilanza.

 

 

milena gabanelli Milena Gabanelli candidata Stelle al Colle h partb NOMURA DEUTSCHE BANK LANCIO DI MONETINE A MUSSARI IN PROCURA jpegCONSOB IL PRESIDENTE DELLA CONSOB GIUSEPPE VEGASALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…