QUI CI VUOLE CORAGGIO - UN GIUDICE DELLA CONSULTA, GIANCARLO CORAGGIO, FINISCE NELL’INCHIESTA SUL BANCO DESIO - LA TOGA SI È PRESENTATA CASA DEL COGNATO BANCHIERE, RENATO CAPRILE, DURANTE LA PERQUISIZIONE IN CUI SONO SBUCATI 155 MILA € IN CONTANTI DA UNA CASSETTA DI SICUREZZA - CAPRILE E ALTRI IMPUTATI HANNO CHIESTO IL PATTEGGIAMENTO E, SENZA PROCESSO, SU MOLTI LATI OSCURI DEL BANCO CALA IL SIPARIO…

Ferruccio Sansa e Davide Vecchi per il "Fatto quotidiano"

Il giudice di Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio, è finito nelle carte dell'inchiesta romana per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro che coinvolge i vertici di Banco Desio e ha già portato alla liquidazione delle due controllate in Lussemburgo e Svizzera, Brianfid e Credito Privato Commerciale, oggi al vaglio dei rispettivi organismi finanziari territoriali, Cssf e Finma.

Desio Lazio, Brianfid e Cpc sono le tre controllate del Banco di Desio e della Brianza. La casa madre non è direttamente coinvolta nell'indagine seppure il presidente, Agostino Gavazzi, sia stato, tra l'altro, radiato dal registro finanziario elvetico mentre il numero due, Claudio Broggi, sia finito nelle intercettazioni del Gico della Guardia di Finanza: parlando con Roberto Perazzetti, il direttore generale del Cpc di Lugano, si legge negli atti, Broggi si informa sui "documenti non ufficiali dei clienti, (...) senza scrupolo alcuno, dimostrando di conoscere bene le modalità operative dei funzionari del Cpc e di anteporre alla legge il profitto aziendale".

Si evince, concludono gli inquirenti, "che l'attività di gestione dei capitali illeciti non sia volontà di un singolo direttore, ma è precisa volontà proveniente dal vertice". Broggi, entrato al Desio nel 1993, è stato negli anni responsabile del servizio crediti, poi del settore finanza, estero e crediti speciali. All'epoca dei fatti era vice direttore generale poi, nell'ottobre 2010, sale l'ultimo gradino della carriera. Le intercettazioni che lo riguardano sono del 2009.

ALCUNI DIRIGENTI fanno carriera, altri patteggiano. Come l'ex amministratore delegato del Banco Desio Lazio, Renato Caprile: due anni e 10 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa per i reati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio con l'aggravante della transnazionalità del reato, concorso in dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi, concorso in appropriazione indebita con le aggravanti del danno patrimoniale allo Stato e dell'abuso di relazioni di ufficio.

Caprile è cognato di Giancarlo Coraggio. La mattina del 23 Aprile, l'allora presidente della Corte di giustizia federale poi nominato a capo del Consiglio di Stato da Giorgio Napolitano e oggi Giudice Costituzionale, si è presentato nell'abitazione romana del cognato dove era in atto la perquisizione da parte degli uomini della Finanza. Coraggio ha presentato come identificazione non la carta d'identità ma, è scritto a verbale, la tessera di riconoscimento n. 7620782 del Consiglio di Stato.

Contattato telefonicamente, Coraggio ha spiegato di essere intervenuto su richiesta della "sorella di mia moglie" che "abita a cento metri". Spiega: "Mi ha chiamato perché mio cognato era fuori". Conferma di essersi identificato con il tesserino ma nega di essere intervenuto in difesa del cognato. "Che pressioni potevo fare? Non mi sono presentato in sua difesa ma solo per offrire un sostegno morale, su sua richiesta, alla sorella di mia moglie".

Erano le 7.55. La perquisizione si è conclusa alle 10.15 con il sequestro, tra l'altro, di una chiave di una cassetta di sicurezza del Desio Lazio. Nel frattempo è arrivato Caprile e ha accompagnato gli agenti: nella cassetta di sicurezza è stato trovato denaro contante per 155 mila euro per lo più in banconote da 50 e 100 euro. Perché erano conservati nella cassetta di sicurezza e non su un normale conto corrente? Da dove provenivano?

Domande alle quali il processo avrebbe potuto fornire risposte ma Caprile , come detto, ha patteggiato la pena. Anche altri - tra quelli per cui il pm romano Giuseppe Cascini ha chiesto il rinvio a giudizio pure per appropriazione indebita di circa 3,5 milioni ed evasione fiscale - hanno chiesto il patteggiamento. E il rischio è quello di non veder celebrare il processo e non vedere mai accertato l'impianto accusatorio.

IL BANCO DESIO è stato negli ultimi anni al centro di numerosi scandali finanziari, basta citare la Geslat della Parmalat domiciliata presso il Cpc da cui passarono i 117 milioni del buco nero Llc. Gli investigatori che tentarono di seguire le tracce del "tesoro Tanzi" arrivarono nei conti del Cpc.

Lo ha confermato anche il direttore della controllata Svizzera, Perazzetti, raggiunto dalla richiesta di rinvio a giudizio. Perazzetti, secondo l'accusa, gestiva gli illeciti in Svizzera, controllando anche il traffico di denaro attraverso una rete di spalloni di fiducia. Nelle circa settemila pagine dell'inchiesta sono riportate (tra l'altro) intercettazioni, verbali di sequestro di denaro al confine elvetico, perquisizioni e una rete di società e di imprenditori che hanno usufruito "dell'apertura del Cpc per esportare capitali all'estero".

Anche Banca d'Italia ha sottolineato la medesima funzione della controllata: "I vertici avrebbero favorito i contatti tra indagati e clienti". Palazzo Koch ha svolto un'ispezione sul Desio conclusa nell'aprile 2012 riscontrando "forti carenze nel sistema anti-riciclaggio" e una valutazione generale "parzialmente sfavorevole". La stessa riconosciuta al Monte dei Paschi di Siena. Ma anche sul Desio Palazzo Koch non ha ritenuto dar seguito con sanzioni o commissariamento.

 

Banco DesioBANCO DESIO LAZIOPALAZZO KOCH

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...