PAGHIAMO I NOSTRI CARNEFICI - GOLDMAN SACHS CI SCHIAFFEGGIA SBARAZZANDOSI DEI NOSTRI BTP IN PORTAFOGLIO (-92% IN TRE MESI) E L’EX CONSULENTE GOLDMAN MONTI RINGRAZIA SCEGLIENDO LA BANCA D’AFFARI COME ADVISOR (CON RELATIVE RICCHE COMMISSIONI) NELL'OPERAZIONE DI CESSIONE ALLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI DELLA QUOTA FINTECNA DETENUTA DAL TESORO - RISCHIO-ITALIA: COSì FAN TUTTI...

Raffaella Polato per il "Corriere della Sera"

Solo una settimana fa, venerdì 3 agosto, riceveva dal governo italiano il mandato di advisor nell'operazione di cessione alla Cassa depositi e prestiti della quota Fintecna detenuta dal Tesoro. Incarico (con relative ricche commissioni) ovviamente accettato. Chissà se almeno con un filo - pur sottile, pur soltanto di facciata - d'imbarazzo. Magari «confessato» a Palazzo Chigi. Quella stessa Goldman Sachs che all'Italia, intesa come Stato, si ripresenta (invitata) negli abiti del consulente, dall'Italia era già fuggita negli abiti dell'investitore. O per conto dei «suoi» investitori, per «supportare la nostra clientela», come si giustifica la banca d'affari.

La differenza, se c'è, non è poi così fondamentale. La sostanza quella è. A fine marzo, attestano i file delle comunicazioni trimestrali inviate ieri alla Sec, Consob americana, la merchant bank Usa aveva in portafoglio titoli del nostro debito sovrano per 2,510 miliardi di dollari. A fine giugno, Btp, Cct eccetera erano scesi alla modica quota di 191 milioni. Un taglio secco del 92%.

Ora. Può essere che il disinvestimento quasi totale non rifletta il reale giudizio di Goldman sul Paese. Ed è vero che neppure la cifra di partenza del confronto - i due miliardi e mezzo di dollari, poco più di due miliardi di euro - era in sé una goccia nel mare dei titoli di Stato italiani: tanto per dare un'idea, il paracadute aperto da tutte le maggiori banche nazionali ha visto l'esposizione-aiuto di un istituto come Intesa salire fino a una cinquantina di miliardi (dati dell'ultima semestrale).

È però vero anche che, a inizio anno, la stessa Goldman nella Repubblica era in realtà tornata a investire. Adesso il gruppo guidato da Lloyd C. Blankfein - e che in passato ha avuto tra i suoi consulenti sulla Penisola nomi di questo calibro: Mario Monti, Mario Draghi, Romano Prodi - inverte di nuovo la tendenza. Fino quasi ad azzerare la propria posizione.

E allora, la cifra non sarà enorme, magari a non fidarsi della nostra capacità di farcela sono davvero solo i suoi clienti e non la banca d'affari (che comunque evidentemente non raffredda le paure di chi le ha affidato i patrimoni da gestire né, fin qui, esprime pubblicamente il proprio giudizio). Ma l'allarme suona comunque. Ancora più forte perché segue a stretto giro altri brutti segnali di rafforzamento, di nuovo, di quello che è stato chiamato «il partito delle scommesse contro l'Italia».

Aveva cominciato Pimco, il maggior fondo obbligazionario del mondo, con la sua perentoria «raccomandazione»: «State alla larga dal debito italiano, spagnolo, greco». Hanno continuato, dimostrando di essere già passate ai fatti, le banche d'affari Usa.

In settimana era stata J.P Morgan, la prima ad annunciare di aver aumentato la propria copertura assicurativa sul rischio-Paese: credit default swap associati a Bot, Btp, Cct portati nel trimestre dal 52 al 61% del relativo totale. Ieri, lo schiaffo di Goldman (costato al governo, per via dell'operazione Cdp-Fintecna, anche una durissima nota del capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «Si favoriscono centrali di potere che agiscono contro gli interessi del Paese»). E l'attesa per le altre big americane. Ma l'incognita riguarda solo i numeri, e chi sia destinato a vincere o perdere la «posta italiana»: perché, che anche Citigroup e Bank of America abbiano ridotto l'esposizione, i mercati lo danno per scontato.

 

lloyd Blankfein DI GOLDMAN SACHSMARIO MONTIMAURIZIO GASPARRI CITIGROUP Bank of America

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO