A FORZA DI VARCARE LE PORTE GIREVOLI DELLA FINANZA, CI SI RITROVA IN TRIBUNALE - GUALTIERI, SUPERCONSULENTE E PROFESSORE DELLA CATTOLICA, INDAGATO PER LA FUSIONE UNIPOL-FONSAI

Andrea Giacobino per il suo blog https://andreagiacobino.wordpress.com

 

paolo gualtieripaolo gualtieri

Concorso in manipolazione del mercato e falso in bilancio. E’ pesante l’accusa formulata dai giudici di Torino nei confronti di Paolo Gualtieri, superprofessore e superconsulente molto noto nell’ambiente finanziario milanese. L’indagine ha visto le Fiamme Gialle perquisire gli uffici della Ernst & Young, della Gualtieri & Associati e della Boston Consulting che hanno partecipato alla definizione dei valori di concambio delle azioni di Unipol, Fondiaria Sai, Milano Assicurazioni, Premafin, ex cassaforte dei Ligresti. Sul registro degli indagati oltre a Gualtieri è finito Enrico Marchi partner di Ernst & Young.

 

Gualtieri, presidente e amministratore delegato della Gualtieri & Associati, nato nel 1961, è professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università Cattolica di Milano. E’ avvocato e consulente di importanti istituzioni finanziarie italiane ed estere e di società quotate.

 

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Nel consiglio d’amministrazione della sua “advisory firm” siedono due nomi pesanti: Davide Croff, già top manager Fiat, poi amministratore delegato di Bnl e oggi presidente di Permasteelisa, e Nicola Rossi, economista già consigliere economico dell’ex premier Massimo D’Alema e oggi presidente dell’autorevole Istituto Bruno Leoni. Ma dal board della boutique sono passati altri nomi eccellenti, come quelli di Fabio Cerchiai, oggi presidente dell’Atlantia dei Benetton, già top manager delle Generali e presidente di Ania e Fabio Innocenzi, che oggi guida in Italia la branch del colosso bancario svizzero Ubs, dopo essere stato alla Banca Popolare di Verona e all’Italease.

 

E proprio per Italease il professore della Cattolica fa un lavoro importante. A fine del 2007, infatti, sono i giudici di Milano a utilizzare la sua relazione tecnica dopo gli arresti eccellenti dei manager della banca dei derivati guidata da Massimo Faenza. Il lavoro di Gualtieri solleva seri dubbi sulla condotta degli ex manager, sui procacciatori d’affari e persino sui loro clienti.

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Gualtieri in 190 pagine smonta i trucchi di Faenza che con i derivati ha fatto perdere alla banca quasi 800 milioni. Nel 2010 Faenza viene condannato a Milano a 7 anni. Ma il punto è che il lavoro di Gualtieri che ha inchiodato l’ex numero uno della banca è stato commissionato dal nuovo amministratore delegato di Italease, Massimo Mazzega.

 

Fin qui, nulla di strano. E’ normale che i nuovi manager incarichino un esperto di far luce su condotte opache dei loro predecessori. Il problema per Gualtieri arriva, ancor prima dell’ultima indagine, nello scorso febbraio quando a Milano una sentenza di primo grado nel terzo filone dell’inchiesta su Italease vede condannati l’ex presidente Lino Benassi, Mazzega e altri tre membri del comitato esecutivo, Mimmo Guidotti, Massimo Minolfi e Massimo Luviè. Il pm Roberto Pellicano tra il 2010 e il 2011 aveva infatti messo nel mirino la nuova gestione di Italease: proprio quella che aveva affidato l’incarico a Gualtieri.

 

nagel nagel

E Gualtieri come è arrivato ad avere Unipol come cliente? Nel 2004 Unipol Banca studia l’integrazione con Meliorbanca, una banca private fondata da Pierdomenico Gallo. Advisor per Unipol sono due professori noti a Milano: Maurizio Dallocchio della Sda Bocconi (poi indagato per una truffa milionaria all’Enpam) e proprio Gualtieri. Pochi ricordano che, però, Gualtieri è stato precedentemente presidente proprio di Meliorbanca e della controllata Meliorbanca Private.

 

Sono le porte girevoli della finanza, che spalancano al docente della Cattolica il rapporto di consulenza col gigante assicurativo bolognese di proprietà delle coop rosse. Così quando nel 2012 Unipol, appoggiata da Mediobanca, parte all’attacco della FonSai di Salvatore Ligresti finito sotto attacco giudiziario, e si ritrova come concorrente il duo della Sator di Matteo Arpe e della veneta Palladio Finanziaria, il big assicurativo sceglie come consulente proprio Gualtieri & Associati.

 

nicola rossi lapnicola rossi lap

A lui chiede un parere in merito alla “opinion” redatta alla Vitale & Associati sull’offerta di Sator e Palladio a Fonsai, secondo la quale l’offerta dei due fondi si caratterizza “per implicazioni di ordine economico-finanziario visibilmente superiori nell’ottica degli azionisti di FonSai rispetto alla proposta Unipol”. Ovviamente per Gualtieri, pagato dai bolognesi, non è affatto vero. Anzi: ciò che dice la Vitale & Associati “non è condivisibile perché fondata su analisi inattendibili, criticabili nel metodo e in alcune ipotesi e su considerazioni che non appaiono supportate da adeguato approfondimento”.

 

La partita si conclude come sappiamo: FonSai finisce a Unipol e la fusione viene supportata da rapporti di concambio validati proprio dalla Gualtieri & Associati. Sono quei numeri ad aver inguaiato il superprofessore della Cattolica che ha giocato mille parti in commedia. Colpito da giudici torinesi che non la pensano come i colleghi di Milano, che invece – almeno per una parte importante dell’inchiesta Italease – si sono fatti forti proprio dei numeri di Gualtieri.

 

 

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