I FRATELLI BENETTON - CHE FARE? VENDERE UN PEZZO DELLE AUTOSTRADE, GALLINA DALLE UOVA D’ORO (NOI SIAMO I POLLI) E PROVARE A RILANCIARE I MAGLIONCINI IN CRISI? VENDERE TUTTO O IN PARTE PER UN'ATTIVITA' CHE ZARA E H&M HANNO FATTO LORO?

 

Andrea Montanari per “Milano Finanza”

alessio vinci e alessandro benetton (2)alessio vinci e alessandro benetton (2)

 

Vendere in tutto o in parte attività, diluirsi, o dire temporaneamente addio, a un investimento, per crescere nel core business. Può essere riassunta così la filosofia industriale dei quattro fratelli Benetton. Non si spiegherebbe altrimenti la volontà di Atlantia  di privarsi di una quota di Autostrade per l’Italia o di valutare l’adesione all’opa che verrà lanciata su Save Venezia.

 

Ma si tratta pur sempre di cessioni che garantiranno importanti plusvalenze. Una strategia adottata nel 2015 in occasione della cessione da parte della controllata Autogrill  di World Duty Free (incasso di 1,3 miliardi, plusvalenza civilistica di 416 milioni) e l’adesione, questa volta da parte della holding Edizione, all’offerta pubblica su Pirelli (che ha fruttato 42 milioni).

FAMIGLIA BENETTON FAMIGLIA BENETTON

 

E se al vertice della cassaforte sono cambiati i manager scelti da Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano - sono arrivati il presidente Fabio Cerchiai e l’ad Marco Patuano, al posto dell’uomo di fiducia Gianni Mion - le linee guida sono le medesime. Fare cassa con parte degli asset redditizi, per aver la forza di consolidare il proprio ruolo di operatori infrastruttuali.

 

E al contempo avere capitali e idee nuove per provare a rilanciare, per l’ennesima volta, quella che è e resta la zavorra dell’impero di Ponzano Veneto: il marchio d’abbigliamento Benetton. Il vero cruccio per gli industriali che prima o poi dovranno trovare una soluzione definitiva, per non finire schiacciati dai colossi esteri Zara e H&M, come accaduto di fatto alla più piccola Stefanel .

 

GILBERTO BENETTON GILBERTO BENETTON

Per tale ragione, l’ad di Atlantia , Giovanni Castellucci sta per definire la vendita di una quota (10%-20%) di Autostrade per l’Italia. Un affare da 2-2,5 miliardi, se verrà accettata l’offerta di uno dei tre soggetti in corsa: il fondo sovrano di Abu Dhai, Adia, Allianz  Capital Partners e la cinese Silk Road, azionista di Pirelli con Chemchina. Con questa dote, Atlantia  potrà cercare nuove opportunità su scala globale.

 

E se al fotofinish è sfuggita l’acquisizione da quasi 2 miliardi di Red de Carreteras de Occidente, società messicana che gestisce 763 chilometri di autostrade tra Guadalajara e Città del Messico, perché l’azionista (al 70%) Goldman Sachs, ha fermato il processo di vendita, è probabile che il radar dei Benetton sia orientato su altri affari in Sud America, Usa ed Europa. Mentre non paiono nel mirino dossier in Medioriente, India e Turchia. La volontà aziendale è puntare su Paesi politicamente stabili, in cui ci sia una buona sicurezza sociale e soprattutto regole chiare.

PATUANO PATUANO

 

Passando dalle autostrade agli aeroporti, i Benetton stanno valutando il da farsi sulla quota (21,3%) detenuta da Atlantia  (proprietaria di Aeroporti di Roma, dello scalo di Nizza e del 15% di Genova) in Save . Il doge di Venezia, Enrico Marchi, per liquidare l’ex socio Andrea De Vido ha trovato due nuovi compagni di viaggio: i fondi infrastrutturali InfraVia e Deutsche Bank . Insieme lanceranno un’opa a 21 euro - Save  però viaggia a 21,96 euro - e gli industriali di Ponzano potrebbero decidere di non rilanciare, come invece si attende una parte del mercato, facendo cassa.

 

Avendo comprato le azioni a 14 euro e apportandole al prezzo offerto incasserebbero più di 247 milioni, garantendosi una plusvalenza di 82,5 milioni. Altro cash da investire in gestori aeroportuali in giro per l’Europa o in Nord e Sud America. Anche se al momento non ci sono gare all’orizzonte. Ma non va esclusa un’altra opzione: secondo alcune interpretazioni, Atlantia  potrebbe vendere oggi il 21,3% di Save  per poi tornare alla carica con InfraVia e Db quando questi decideranno di uscire dal capitale dello scalo veneziano.

Fabio Cerchiai ADS Fabio Cerchiai ADS

 

Ma a Ponzano Veneto il nodo da sciogliere in fretta è quello del settore abbigliamento. Perché Benetton, come marchio, continua a soffrire. E anche dopo la ristrutturazione i conti continuano a non tornare. Nel 2015 a fronte di ricavi per 1,53 miliardi la perdita ammontava a 46 milioni. Tra l’altro la governance ha subito scossoni: a fine novembre se n’è andato, sbattendo la porta, il presidente esecutivo Alessandro Benetton, mentre a inizio aprile si è dimesso dopo tre anni l’ad Marco Airoldi, sostituito dal nuovo chief operating officer, Tommaso Brusò.

 

autostradeautostrade

Ma la strada resta lunga e soprattutto in salita. E gioco-forza, sebbene Edizione sia ricca (la dotazione supera 1 miliardo), i fratelli Benetton dovranno prendere una decisione definitiva, che non potrà che portare alla vendita. Ma una volta sfumata l’opzione Uniqlo (big del retail giapponese), è difficile che al brand siano interessati le big europee Zara-Inditex e H&M che tra l’altro ha appena lanciato una nuova linea, Arket, per l’alto di gamma. Broker e analisti propendono più per una soluzione alla Bulgari, ceduta a Lvmh : l’acquisizione da parte di una conglomerata del lusso, magari asiatica, con i fratelli di Ponzano Veneto che si ritroverebbero cash e azioni di un player globale.

autostradeautostrade

 

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...