ANCHE IN FRANCIA IL SINDACATO PRENDE SCHIAFFI - I PILOTI DI AIR FRANCE COSTRETTI A DEPORRE LO SCIOPERO DOPO DUE SETTIMANE, NONOSTANTE LE LORO RIVENDICAZIONI SIANO STATE IGNORATE - MA L’AZIENDA HA SUBITO UN DANNO DA QUASI 280 MILIONI DI EURO

Pierluigi Bonora per “Il Giornale

 

Air FranceAir France

I piloti di Air France-Klm hanno posto fine a uno sciopero che ha messo a terra oltre la metà dei voli della compagnia francese per almeno due settimane, il più lungo nella storia del gruppo. «Lo sciopero è finito», ha detto Julien Doboz, portavoce di uno dei sindacati dei piloti, lo Spaf. La protesta era nata dal progetto di una low cost (Transavia), che Air France-Klm avrebbe voluto creare.

 

Lo stop all'agitazione è stato deciso nonostante non siano state accolte le rivendicazioni sindacali. Soddisfatto il primo ministro Manuel Valls, che aveva più volte definito «insopportabile» questo sciopero, sconfitti - in questo duro round - i sindacati transalpini che hanno motivato il passo indietro comunicato ieri con la volontà «di continuare il confronto in un clima più sereno». Su Transavia France, comunque, il consiglio di amministrazione di Air France ha confermato la volontà di andare avanti.
 

A questo punto, fatti due conti, il braccio di ferro durato 14 giorni che ha visto prevalere la linea dell'Eliseo, sarebbe costato ad Air France-Klm fino a 280 milioni di euro (20 milioni al giorno) per mancati incassi, rimborsi, spese per il personale non scioperante, affitti degli aerei, accordi per i catering ecc.

TRANSAVIA TRANSAVIA

 

Una somma di tutto rispetto che, ovviamente, non tocca le casse dei sindacati francesi, bensì i conti già non floridi dell'azienda nonché il portafoglio dei contribuenti (in Air France-Klm, gruppo quotato a Parigi ed ex primo socio di Alitalia, lo Stato è azionista con circa il 16% delle quote, un altro 7% è invece nelle mani dei dipendenti).
 

IL MINISTRO DEGLI INTERNI FRANCESE MANUEL VALLS IL MINISTRO DEGLI INTERNI FRANCESE MANUEL VALLS

La linea di fermezza adottata dal premier Valls rappresenta la chiara dimostrazione di come anche un governo di sinistra, come quello che ha nel presidente François Hollande il punto di riferimento, alla fine considera fuori dal tempo l'atteggiamento dei sindacati, gli stessi costretti poi a una sorta di resa.

 

E il fatto che i danni causati dai giorni di sciopero, oltre a rischiare di mandare nuovamente in stallo Air France-Klm i cui conti del primo semestre, seppur ancora in rosso, avevano registrato un miglioramento, potrebbero in futuro impattare sui livelli occupazionali, denota il venir meno il compito principale di un'organizzazione: la tutela del lavoratore.
 

Ma oltre al bilancio ancora in sofferenza di Air France-Klm, l'agitazione non ha sicuramente giovato alla situazione economica di un Paese il cui governo, attraverso il ministro dell'Economia, Arnaud Montebourg, ha visto recentemente tagliare le stime sulla crescita: il Pil aumenterà solamente dello 0,4% quest'anno dal +1% della precedente stima. Lo stesso discorso, prendendo come esempio l'esito della vicenda Air France-Klm, può essere spostato sull'Italia, pure governata dalla sinistra e alla vigilia di uno sciopero generale, proclamato dalla Cgil di Susanna Camusso, sul nodo dell'articolo 18.

hollande napoleonehollande napoleone

 

Anche in questo caso l'ideologia che prevale sui fatti e sulla realtà di un Paese ancora nel tunnel della crisi, rischia di aggravare ancora di più la situazione e, paradossalmente per la forza sindacale, incidere negativamente sull'occupazione che in Italia, più che nel resto dell'Eurozona, è il primo problema da risolvere. La sinistra italiana al governo guardi all'esempio francese, non si faccia condizionare da chi è fuori dal tempo.

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...