A CHI SERVE L’EURO - I TEDESCHI SONO SEMPRE PIU’ RICCHI, IN VETTA ALLA CLASSIFICA I RE DEI DISCOUNT

Luciano Gulli per "Il Giornale"

Dice: ci muove l'invidia. È vero, ma non è solo quella. C'è anche un filino d'odio. Perché uno può anche essere il primo della classe. Ci siamo abituati dalle elementari.
Però non si era mai visto finora che pur essendo bravi, efficienti, e nella manica dei professori, i primi della classe fossero anche belli e vincenti, nel senso che si facevano magari anche le più carine dell'istituto, per restare alla metafora scolastica.

Ora, nella fattispecie di cui andiamo a occuparci, magari belli no. Basta pensare alla loro rappresentante, che nell'immaginario collettivo di noi italiani resterà per sempre quella così superbamente descritta da Silvio Berlusconi.

Però vincenti, purtroppo per noi, sì. Stiamo parlando dei tedeschi, certo. Dei quali ora si scopre che mentre la tenaglia della crisi si stringe inesorabilmente sugli zebedei dei fancazzisti del Sud (un mazzo variegato in cui oltre a noi ci sono greci, spagnoli, portoghesi, ciprioti) lassù, dove qualcuno ci odia, perché gli rallentiamo la crescita, i miliardari aumentano. E se aumentano i miliardari, in genere se la passano meglio anche i milionari e via via quelli delle classi inseguitrici. Insomma, stanno tutti bene, ..tacci loro.
Ma restiamo ai miliardari.

Nell'anno in corso, raccontano le agenzie, ne hanno contati già 135 con patrimoni superiori al miliardo di euro (erano 115 l'anno scorso). Quel che tuttavia risulta insopportabile - giacché anche lì piove sul bagnato - è che i ricchi diventano sempre più ricchi. Messi sotto la lente d'ingrandimento i 100 più facoltosi, si scopre infatti che essi hanno raggiunto una ricchezza complessiva pari a 336,6 miliardi di euro, il 5,2% in più rispetto al 2012.

La lista dei Paperoni è lunga. Ma spigolando qua e là lungo la classifica stilata ogni anno da Manager Magazin saltano fuori alcune facce più insopportabili (sempre per noi invidiosi) delle altre. In cima alla lista dei Paperoni c'è un vegliardo. Si chiama Karl Albrecht, ha 93 anni ed è il fondatore e proprietario della catena di supermercati-discount Aldi.

Chi gli ha fatto i conti in tasca, dice che Herr Albrecht può contare al momento su 17 miliardi e 800 milioni di euro. E siccome dev'essere un tipo oculato e sparagnino ecco che rispetto all'anno scorso, limando le spese e tenendo d'occhio le entrate e le uscite, il signor Karl è riuscito a mettere insieme altri 600 milioni.


Insegue, al secondo posto, con 16 miliardi di euro, la famiglia degli eredi del fratello di Albrecht, Theo, scomparso nel 2010. Terzo, con 13 miliardi, è quell'altro genio dei discount, i «Lidl»: il signor Dieter Schwarz. Scorrendo la lista le sorprese, e anche qualche faccia nota, non mancano. Prevedibili quelle di Susanne Klatten, azionista di vertice della Bmw, insieme con il fratello Stefan Quandt, meglio conosciuto per una parentela indiretta col gerarca nazista Joseph Goebbels. E quelle di certi industriali i cui cognomi sono sui trapani e gli utensili elettrici che girano per le case di ciascuno di noi: come gli Otto, i Würth, gli Oetker.

Volete sapere com'è messo Michael Schumacher, per esempio? Be', visto dai primi della classe, cioè dalla cima della lista (perché c'è sempre uno meglio di te) il vecchio eroe della Ferrari è una specie di Carneade, e bisogna arrivare al posto 178 della lista, con 650 milioni di euro, per trovarlo. Mai però come lo stilista e designer Karl Lagerfeld, che con i suoi 350 milioni passa quasi per un parvenue. Sicché quando a uno dei primi cinque della lista hanno fatto il suo nome ha detto: «Karl chi?» Perchè i primi della classe si sa come sono.

 

 

shumacher trionfanteKARL LAGERFELD E LA SUA GATTA CHOUPETTE KARL LAGERFELD E LA SUA GATTA CHOUPETTE karl albrecht Dieter Schwarz Susanne Klatten

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?