1- IN CASA DE BENEDETTI C’È FORTE PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DEL “CORRIERE”? FORSE NON È SBAGLIATO PENSARE CHE L’INGEGNERE ABBIA INTRAVISTO DIETRO I MASSICCI ACQUISTI DI QUOTE DEL PATRON DELLE CLINICHE ROTELLI, IL PROFILO DEL CAVALIERE 2- AI SUOI OCCHI L’INTERVENTO A PIEDI UNITI DI ROTELLI DENTRO RCS E IN QUELL’ISOLA DEI NAUFRAGHI CHE È IL SAN RAFFAELE (TANTO CARO AL SILVIO PECCATORE) SONO IL MODO MIGLIORE PER SOSTITUIRE IL PESO DI LIGRESTI IN RCS E PER METTERE AL MOMENTO BUONO CON LE SPALLE AL MURO IL TRIO BAZOLI, ELKANN, PAGLIARO & NAGEL 3- PASSERA RICICCIA E PRENDE DI PETTO LA FORNERO, L’ANELLO DEBOLE DEL GOVERNO 4- MUCCHETTI AVVOCATO DIFENSORE DELLA CAUSA INDIA-VODAFONE E DELL’AMICO COLAO 5- PERISSINOTTO, LA VOCE DEL LEONE, SI SCAGLIA CONTRO LA FINANZA (E MEDIOBANCA): “LA BORSA NON FUNZIONA, LE NOSTRE AZIENDE SONO SOTTOVALUTATE IN MODO PERICOLOSO. TRA POCO, ANZI GIÀ ADESSO SARANNO TUTTI ATTACCABILI DALL’ESTERO”

1- PASSERA RICICCIA E PRENDE DI PETTO LA FORNERO, L'ANELLO DEBOLE DEL GOVERNO
Sarà forse merito del suo intuito politico oppure dei suggerimenti della moglie Giovanna Salza che sulla comunicazione ha costruito la sua fortuna, ma resta il fatto che Corradino Passera ha capito più di altri qual è il momento giusto per esternare.

Così da un po' di tempo sceglie il weekend perché sa che le trombe e i tromboni della politica tirano il fiato e c'è lo spazio per colmare il vuoto sui giornali e nelle televisioni.

A dire il vero questo stratagemma l'avevano capito anche alcuni personaggi minori della Prima e della Seconda Repubblica. Chi ha i capelli bianchi ricorda che nella televisione di Bernabei la domenica era il giorno preferito per raccogliere le dichiarazioni dei politici di serie B (come ad esempio i socialdemocratici Enrico Ferri e Pietro Longo), mentre nella cosiddetta Seconda Repubblica, la parte del leone nei giorni di festa, l'hanno fatta spesso i vari Cicchitto e Gasparri seduti nel giardino di casa e davanti al caminetto.

Per l'ex-banchiere anche questo come tanti altri è stato il weekend delle parole pronunciate con una lunga intervista al "Messaggero" e l'intervento nel programma televisivo di Lucia Annunziata.

Le sue esternazioni non sono rimaste isolate perché sempre nella giornata di ieri è sceso in campo anche Eugenio Scalfari che dopo aver ammesso lo scoraggiamento del suo amico Mario Monti, ha elencato i "dodici buchi da colmare nell'azione di governo". Alla sua lezione ha fatto da contrappunto il de profundis di Vittorio Feltri per Monti su "Il Giornale" dove ha dato per scontato che il premier dopo la beatificazione iniziale si è rotto le ossa allo stesso modo in cui si fracassò Giulietto Tremonti.

Gli interventi pubblici di Corradino sono nel segno di una fiducia sulla possibilità di andare avanti nonostante la palude dei veti incrociati, ma esprimono anche un tasso di ambizione che va oltre la realtà. "Non ci sono scorciatoie, né bacchette magiche e non c'è nessuna ideona sulla ripresa", poi ha aggiunto che la crisi morde e si sente nella vita della gente.

Ieri sera qualche telegiornale, come ad esempio quello de "La7", ha ironizzato sulla "ideona", ma chi conosce Passera nella sua esperienza di manager e di banchiere sa benissimo che di ideone non ne ha mai avute perché ha sempre preferito comportarsi in modo pragmatico senza indulgere alle utopie.

Quando parla del futuro si limita a dire: "la rotta è impostata, non va modificata anche se il mare è grosso e se ci lasceranno lavorare". L'idea di finire sugli scogli come il capitano Schettino non lo terrorizza perché pensa di avere un approccio ai problemi che non è totalizzante ma minimalista, e quando si trova di fronte a domande imbarazzanti sugli effetti delle liberalizzazioni e delle banche che costringono gli imprenditori a buttarsi dalla finestra, svicola abilmente dicendo che gli effetti delle misure si vedranno nei tempi lunghi.

A lui interessa soprattutto cavalcare il tema della crescita e quello che domani il governo dovrebbe mettere dentro il piano Sviluppo Italia. Qualcuno dovrebbe segnalare all'ex-McKinsey che andando avanti di questo passo lo sviluppo e la crescita diventeranno dei mantra insopportabili. Qui non è il caso di ricordare che già nel 1973 Pasolini fece a pezzi il concetto di sviluppo nei suoi "Scritti corsari", e che la crescita diventa un fumo negli occhi quando con una cazzata memorabile il governo decide di aumentare il prezzo della benzina per trovare i fondi della Protezione Civile.

Al Corradino che esterna ogni domenica interessa inserirsi come un cuneo dentro il governo dei Professori lanciando messaggi alla politica dei partiti e ripetendo per ben due volte: "la politica non è sostituibile da nessuna forma di tecnocrazia". E per dimostrare la sua aderenza ai bisogni del Paese reale non esita a prendere di petto la signora Fornero che oggi rappresenta l'anello debole del governo.

Forse a Corradino darà fastidio il ritratto che della 64enne ministra torinese è uscito ieri sul quotidiano "Le Monde" con il titolo: "Elsa Fornero, la donna che piange", e quella definizione contenuta nell'articolo di "braccio destro di Mario Monti" è un boccone difficile da trangugiare per un uomo come Passera, orgoglioso e ambizioso, che dice in televisione: "quando sono al parco con i bambini le persone vengono e mi stringono la mano dicendomi: avanti cosi".


2- IN CASA DE BENEDETTI C'È FORTE PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DEL "CORRIERE"?
A distanza di una settimana dallo scontro furibondo tra Dieguito Della Valle e gli altri soci del Patto che controlla la corazzata editoriale di Rcs e del "Corriere della Sera", ecco arrivare un missile terra-aria dalle colonne di "Repubblica".

A firmare l'attacco è ancora una volta l'economista Alessandro Penati, un professore dall'aria perennemente incazzata che usa la penna come bandiera della sua indipendenza. In realtà l'articolo pubblicato sabato sul quotidiano del Gruppo "Espresso" con il titolo "Il declino di Rcs specchio del Paese" non è una delle performance migliori del professore milanese.

È vero che il caso Rcs si presta a raffigurare bene ciò che Penati da anni va sostenendo sul sistema industriale italiano e sull'asfittica cerchia di potere industriale-finanziario che sta al vertice. Tuttavia il fatto che si spari in maniera tardiva e con tanto astio sul Gruppo "Rizzoli" dalle colonne dell'antagonista Gruppo "Espresso", non è il massimo, e non lo è quando come nel caso di Penati il sentimento dell'ira prevale sul rigore scientifico e sulla precisione.

Scrive l'esimio professore: "i dati di Rcs sono impietosi. Margini risibili, incapacità di generare profitti, elevato indebitamento, investimenti sbagliati. Una situazione non molto diversa da quella del 1998, anno dell'arrivo di Cesare Romiti alla presidenza...risultato: dopo 14 anni siamo al punto di prima". E per dimostrare l'assunto snocciola quattro conticini in croce e un confronto con le altre società editoriali quotate in Borsa senza nemmeno annotare di straforo che i ricavi in Italia sono penalizzati in misura clamorosa dai proventi pubblicitari della tv.

C'è poi un errore evidente quando Penati colloca l'inizio della crisi del Gruppo Rcs nel 1998 ignorando che già alla fine del '93 l'editrice del "Corriere della Sera" era alle prese con pesanti piani di ristrutturazione. In quell'epoca il presidente era Pesenti che operava con un amministratore delegato di sua fiducia che si chiamava Foglio, e Penati non ricorda che già allora emerse l'intenzione di vendere alcune testate e di ridurre il perimetro d'attività di Rcs con la cessione di società controllate.

Inoltre l'esimio professore dimentica le clamorose vicende dei buchi di Gemina e del contenzioso Ifil-Fabbri che creò tra il '92 e il '93 uno sbilancio di almeno 650 milioni. Sembra evidente che in questa analisi così parziale di una crisi incancrenita nel tempo ha prevalso la voglia da parte del Gruppo "Espresso" di dare una botta al concorrente "Corriere della Sera" verso il quale non si tratta di fare sconti ma di capire che cosa si nasconde dietro una guerra guerreggiata tra i soci forti e multiformi.

E qui forse, scavando un po' dietro la superficiale analisi del buon Penati, si intravede il vero obiettivo di un attacco che appare scientificamente grossolano. È un obiettivo politico che utilizzando un metodo di analisi approssimativo, fa capire che in casa De Benedetti c'è forte preoccupazione per il futuro del Gruppo concorrente. Forse non è sbagliato pensare che l'Ingegnere abbia intravisto dietro i massicci acquisti di quote del patron delle cliniche Rotelli, il profilo di quel Cavaliere di Arcore che sembra scomparso del tutto dalla scena nazionale.

Ai suoi occhi l'intervento a piedi uniti di Rotelli dentro Rcs e in quell'isola dei naufraghi che è il San Raffaele (tanto caro al Silvio peccatore) sono il modo migliore per sostituire il peso di Ligresti in Rcs e per mettere al momento buono con le spalle al muro il trio Bazoli, Elkann, Pagliaro.

Queste saranno forse semplici illazioni, ma certo nell'articolo dai toni micidiali di Penati, il metodo e il fine non hanno camminato insieme.


3- MUCCHETTI AVVOCATO DIFENSORE DELLA CAUSA INDIA-VODAFONE E DELL'AMICO COLAO

Arriva un momento nella vita in cui bisogna ricordarsi degli amici più cari, quelli con i quali si sono vissute stagioni professionali delicate e con cui la domenica era d'uso andare insieme in bicicletta.

Questo sentimento è affiorato in modo chiaro nella difesa d'ufficio che il giornalista-guru del "Corriere della Sera" Massimo Mucchetti ha fatto ieri di Vodafone, la società guidata a livello mondiale da Vittorio Colao (per gli amici Colao-Meravigliao).

Tra i due c'è un lungo sodalizio di stima e insieme hanno fronteggiato la torbida vicenda del 2004 quando si scoprì l'intrusione sui computer di Mucchetti da parte di personaggi oscuri di TelecomItalia (il famoso tiger team che faceva spionaggio privato). La storia è stata raccontata con dovizia di particolari da Mucchetti nel libro "Il baco del Corriere" pubblicato nel novembre 2006, un'opera di grande interesse anche se conteneva un attacco gratuito a quel sito disgraziato di Dagospia definito "uno dei luoghi in cui viene macinata la reputazione dei manager".

A distanza di anni Mucchetti, verso il quale Dagospia riconosce da tempo la patente di "guru", si preoccupa di salvare la reputazione del suo amico manager ex-McKinsey, Colao-Meravigliao e lo fa parlando di una vicenda che risale addirittura al 2007. In quell'anno la filiale olandese di Vodafone comprò per 11 miliardi di dollari una società delle isole Cayman che, per conto del gruppo cinese Hutchinson Wampoa, controlla la compagnia di telefonia mobile indiana "Essar".

L'operazione avvenne nei paradisi fiscali e attraverso la finanziaria olandese di Vodafone esente da imposte sulle plusvalenze. Pare che in tutta questa vicenda il governo indiano abbia perso 2 miliardi di gettito fiscale, e per recuperare l'importo abbia chiamato in causa Vodafone con l'invito di anticipare l'imposta stabilita (salvo riaversi sul venditore cinese).

È curioso che Mucchetti in un momento in cui non mancano argomenti ben più caldi sul terreno dell'economia e della finanza, si prenda il cruccio di difendere la causa di Vodafone e dell'amico Colao-Meravigliao. Ancora più sorprendente è la solennità con cui conclude la sua memoria difensiva dove segnala all'Europa intera che non bisogna restare ostaggio di un mercato come quello indiano che fino a 30 anni fa i paesi europei erano convinti di padroneggiare.


4- PERISSINOTTO, LA VOCE DEL LEONE, SI SCAGLIA CONTRO LA FINANZA (E MEDIOBANCA

Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che l'aria di Roma fa molto bene al "polizzaro" delle Generali, Giovanni Perissinotto.

Durante il suo intervento a un convegno che si è svolto alla Luiss venerdì scorso il capo delle Generali ha abbandonato la tradizionale prosa burocratica e ha lanciato messaggi forti sulla crisi. "La finanza - ha esclamato con vigore - è un ostacolo alla crescita delle aziende. La Borsa non funziona, c'è troppa speculazione e prezzi preoccupanti".

Poi in un crescendo che ha entusiasmato le studentesse della Luiss ha concluso: "le nostre aziende sono sottovalutate in modo pericoloso. Tra poco, anzi già adesso saranno tutti attaccabili dall'estero".

Parole da autentico Leone.

 

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