IN VIGNI VERITAS? - L’EX DG DI MPS, INDAGATO PER ANTONVENETA, BRACCIODESTRO DI MUSSARI, CI FA O C’E’: “E’ TUTTO A POSTO” - E IL DERIVATO ALEXANDRIA? “LE OPERAZIONI DI CUI SI PARLA ORA ERANO GIÀ TUTTE LÌ DALLA GESTIONE PRECEDENTE, NOI LE ABBIAMO GESTITE, LE ABBIAMO RISTRUTTURATE” - TERRIBILE PIZZINO: “ANCHE LE ALTRE BANCHE HANNO COSE SIMILI” - MAZZETTE? QUALCUNO HA RUBATO? “NON CI CREDO. FORSE PUÒ ESSERCI QUALCUNO, MA NON LO SO...”

Fabrizio Massaro per il "Corriere della Sera"

Dal 9 maggio 2012 - giorno delle perquisizioni in banca e perfino a casa sua - è come un fantasma: si vede di rado a Castelnuovo Berardenga, il suo paese d'origine nel quale vive con la famiglia in un bel casale affacciato sulle colline senesi, tantomeno rilascia dichiarazioni pubbliche. Anche ieri Antonio Vigni, direttore generale del Montepaschi dal 2006 a fine 2011, è rimasto a casa, con alcuni amici a pranzo.

Segue con attenzione sui giornali il racconto dell'inchiesta Antonveneta - nella quale è indagato da quel giorno - e lo scandalo politico che ne è seguito: e nonostante sia fuori dalla banca da un anno, chi ci ha parlato sostiene che è molto preoccupato per le sorti dell'istituto. «Tutti quelli che parlano dovrebbero avere in questo momento in mente il bene del Monte, dei clienti, dei dipendenti», è il suo chiodo fisso. Senza entrare nell'inchiesta, però, «per rispetto della magistratura».

Non poteva essere altrimenti per uno come «il Vigni», come lo chiamano da queste parti, entrato in banca a 19 anni nel 1972 e lì rimasto fino alla fine scalandone tutti i gradini: negli anni Ottanta lavora a stretto contatto con l'allora provveditore Carlo Zini, viene promosso vicedirettore generale nel 2000, continua sotto la gestione di Vincenzo De Bustis fino alla direzione generale il 25 maggio 2006 al posto di Emilio Tonini, che gli lascia in eredità il record di utili (790 milioni) del 2005. È lui al vertice operativo quando Mps con il suo presidente Giuseppe Mussari decide la mega-acquisizione da 9 miliardi in contanti di Antonveneta sulla quale la banca s'è bruciata.

Cattolico, militanza nella Dc da giovane, sostenuto dai sindacati della Fisac-Cgil, Vigni ha deciso di portare la croce dell'inchiesta che sta travolgendo tutto il sistema banca-fondazione-città. Ma ai suoi amici ripete di «aver sempre voluto fare il bene del Monte e di aver fatto tutto sempre in buona fede». È convinto che «sia tutto a posto. Magari rivista col senno del poi qualche operazione... Ma se ci sarà qualche cosa, la spiegheremo alla magistratura».

La procura di Siena sta indagando sulle operazioni in derivati e sulle ristrutturazioni dei vecchi finanziamenti, con l'ipotesi che si siano volute occultare le perdite e che qualcuno possa avere preso delle mazzette per realizzare i contratti. I dubbi sull'area finanza - quella guidata da Gianluca Baldassarri - c'erano già in banca, e per questo Vigni l'aveva «passata al pettine. Ho mandato tutte le ispezioni nel 2010, per noi era parzialmente favorevole, per la Banca d'Italia parzialmente sfavorevole. Baldassarri era considerato una persona brava, che sapeva fare il suo mestiere...», è la tesi riferita dai suoi interlocutori.

Anche la vicenda dei derivati va collocata in un contesto storico, riferisce chi gli ha parlato: «Tutte le operazioni di cui si parla ora» (riferendosi ai vari prodotti «Alexandria» e «Santorini») «erano già tutte lì dalla gestione precedente, noi le abbiamo gestite, le abbiamo ristrutturate. Anche le altre banche hanno cose simili...», è lo sfogo raccolto dai suoi interlocutori. In quel periodo in effetti la banca chiude molte posizioni e rompe anche con le coop rosse di Unipol lasciando la holding Finsoe: Siena sanciva in quel momento il divorzio da Bologna, dopo che le strade si erano già divaricate in seguito all'opa di Unipol su Bnl.

L'uscita dalla banca di Vigni di fine 2011, in anticipo sulla scadenza del mandato triennale di aprile 2012, è stato il segnale di una svolta offerto al mercato che in quel periodo stava punendo Mps in Borsa per il crollo di valore dei 22 miliardi di Btp in pancia a causa della crisi dello spread. Nonostante fosse ben voluto in città e in banca e considerato una persona onesta, è stata criticata da qualcuno la buonuscita di 5,8 milioni (tra retribuzione, bonus e trattamento di fine rapporto), nonché l'immediato incarico di consulente per la Fondazione Mps nella ristrutturazione del proprio debito.

Vigni non ci sta: «Io non mi sono arricchito né sono scappato, ho lavorato 40 anni. Sono figlio di contadini. Certo ho una bella casa ma tutto qui, non sono né alle Bahamas né da altre parti». E se si scoprisse che qualcuno ha rubato? «Non ci credo. Forse può esserci qualcuno, ma non lo so...».

 

ANTONIO VIGNI MUSSARI VIGNI Vigni - Mussari VINCENZO DE BUSTIS - copyright Pizzigianluca baldassarri

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...