inflazione

INFLAZIONE, IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE - L’ULTIMO DATO DELL’ISTAT, DI MARZO, SEGNA UN +6,7% DEI PREZZI, MA NELLO SCENARIO PEGGIORE DI BANKITALIA, CHE INCLUDE IL BLOCCO ALLE IMPORTAZIONI DI GAS RUSSO, POTREBBE ARRIVARE ALL’8% - PER CAPIRE IL MOTIVO BISOGNA PERCORRERE LE FILIERE PRODUTTIVE: DALLE CAMPAGNE ALLE INDUSTRIE FINO AGLI SCAFFALI DEL SUPERMERCATO, TENENDO PRESENTE CHE GLI AUMENTI NON SONO ANCORA TUTTI A REGIME E CHE IN MOLTI TEMONO DI NON RIUSCIRE PIÙ A RECUPERARE I MAGGIORI COSTI…

Estratto dell'articolo di Vittoria Puledda e Raffaele Ricciardi per “la Repubblica”

 

rincari dell agricoltura

Bella, no. Temporanea, neanche. Giunta al picco, con ogni probabilità, nemmeno: mese dopo mese, l'inflazione sta mostrando artigli e determinazione. Confermando il vecchio adagio, secondo cui la corsa dei prezzi è come il dentifricio: una volta uscito dal tubetto è difficilissimo rimetterlo a posto.

 

INFLAZIONE

Siamo ormai a questo punto? L'ultimo dato dell'Istat di marzo, ancora provvisorio, dice +6,7%, al top dal 1991: un'ondata che parte dalle bollette (+59,2% a marzo i beni energetici), ma si allarga anche al "carrello della spesa", che sale del 5%.

 

Potrebbe arrivare fino all'8% nello scenario peggiore di Bankitalia, con un blocco alle importazioni di gas russo. L'invasione dell'Ucraina ha provocato una nuova scossa ai prezzi, in aggiunta alla "crisi da ripresa" che il mondo post-Covid già stava vivendo, con troppi soldi da investire e tanta voglia di rifarsi dalla recessione virale.

 

rincari dell industria

In un anno appena il mondo si è rovesciato, riportando alla memoria i tempi degli shock petroliferi - sempre loro - degli anni '70, quando l'inflazione toccò il +20%. Nessuno oggi si aspetta di vedere cifre simili. Eppure in molti sono convinti che l'impennata non sia finita.

 

Per capirne il motivo bisogna percorrere le filiere produttive, la cinghia di trasmissione dei prezzi, dai campi di pomodoro, passando per l'industria di trasformazione, fino alla scatola di pelati al supermercato.

 

Le evidenze sono due: gli aumenti non sono ancora tutti "a regime" e, nello stesso tempo, i diversi anelli della catena, gli imprenditori, temono di non riuscire a recuperare i maggiori costi. E così i rincari non si sono ancora del tutto manifestati alla fine del percorso, nel portafoglio dei consumatori. "C'è una inflazione ancora non trasmessa interamente dalla produzione al consumo", spiega Stefania Tomasini, economista e senior partner di Prometeia, "il picco non c'è ancora stato".

CARO BOLLETTE GAS

 

Dai rincari non nasce niente

Quindi è dal principio, dalle campagne, che bisogna partire. Sandro Passerini è il titolare con il fratello dell'azienda agricola Cirenaica, sul fiume Ticino che divide le province di Milano e Novara.

 

Alleva 580 suini e una trentina di bovini dell'antica razza Varzese, coltiva frumento e cereali per alimentarli, e ha un salumificio. Dal computer stampa alcune fatture: la crusca costava 12,8 centesimi al chilo a ottobre del 2020, a febbraio scorso il prezzo è salito a 20,1. La farina di soia era a 52 centesimi, diventati 72,5 a fine 2021.

 

(…) "L'elettricità è rincarata almeno del 40%. In zootecnia utilizziamo molto il gas, ad esempio per il riscaldamento delle 'sale parto' dei suini: siamo passati da 45-55 centesimi al metro cubo a 80-90 centesimi durante l'ultimo inverno. (…)

 

rincari carrello della spesa

Proprio dall'energia, elettricità e gas, è cominciata l'ondata inflattiva. E ora la crisi ucraina rappresenta un'incognita difficile da decifrare. Passerini ha in casa parte della soluzione: "Abbiamo un impianto fotovoltaico che copre il 70% del fabbisogno", racconta. "E con la legna dei boschi che abbiamo acquistato autoproduciamo una quota simile all'energia termica che ci serve".

 

(…)

 

Tutto si trasforma

In mezzo a questa emergenza ogni passaggio della filiera è una lotta di spinte e controspinte: tra chi prova a scaricare - almeno in parte - a valle gli aumenti, e l'anello successivo, in questo caso l'industria della trasformazione, che cerca di resistere. Nel Sud la negoziazione sul prezzo del pomodoro da industria non è ancora nemmeno partita.

 

CARO BOLLETTE

Il riferimento dell'anno scorso è di 115 euro a tonnellata per la varietà più costosa, ora la parte agricola potrebbe puntare su 150. Al Nord, dove si partiva dai 92 euro del 2021, gli agricoltori chiedono 110, l'industria è ferma a 100 euro.

 

(…)

 

Fino allo scaffale

aumento prezzi spesa 3

Con una pressione del genere, gli argini che trattengono l'inflazione dentro la filiera produttiva non potranno tenere a lungo. Vale anche per l'ultimo passaggio, quello dall'industria al supermercato, quindi al consumatore finale. E dove pure le grandi insegne stanno cercando di moderare, per non rischiare di perdere clienti. Albino Russo, direttore dell'Ufficio studi Coop, fa un calcolo approssimativo: tra i prezzi cui la grande distribuzione compra dai fornitori e quelli che verranno scaricati sullo scaffale ci sarà un delta negativo tra i 2 e i 4 punti percentuali a scapito della distribuzione.

 

L'ondata sta arrivando sul carrello della spesa, certificano i dati Istat di marzo: pane (+5,8%), pasta (+13%) e farina (+10%), per l'interruzione della filiera che riguarda l'Ucraina, ma anche il Canada; pollame (+8,4%); poi pesce (+7,6%), verdura (+17,8%) e frutta (+8,1%).

inflazione 1

 

(…)

 

Il costo per le famiglie

Per tante famiglie far quadrare i conti sarà un'impresa. Qualche piccola astuzia può aiutare. "Rinviare gli acquisti non necessari", suggerisce Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori; fare "zapping" tra i punti vendita, cercando il miglior prezzo per ogni prodotto. Soprattutto, confrontare i prezzi reali (ad esempio al chilo): "Sempre più frequente è la shrinkflation, la riduzione delle quantità nelle confezioni: sembra di risparmiare, ma si porta a casa meno prodotto".

 

INFLAZIONE ISTAT

Sul fronte dell'energia, è arrivata una prima boccata d'ossigeno, con lo sconto del governo sulle accise dei carburanti (-25 cent fino al 2 maggio) e il taglio delle bollette decretato dall'Arera (l'Autority di settore): intorno al -10% per luce e gas, nel secondo trimestre. Però, tra luglio 2021 e giugno 2022, la spesa per la famiglia-tipo per la bolletta del gas salirà del 71% rispetto a un anno prima, per quella elettrica sarà l'83% in più. Il conto complessivo, stima l'Unc, del caro-inflazione per una coppia con un figlio arriva fino a 2.217 euro in più in un anno, con tre raggiunge i 2.648 euro.

 

(…)

 

L'ultimo anello: i salari

INFLAZIONE IN AUMENTO

I più giovani questo fenomeno non l'avevano neppure mai visto: la perdita del potere d'acquisto, scoprire che con lo stipendio, se resta uguale, si possono comprare meno cose. È l'ultimo anello della cinghia di trasmissione dell'inflazione, ed è anche il più delicato.

 

Il timore delle banche centrali è che si inneschi la spirale sul modello degli anni Ottanta: che un aumento delle paghe possa trasformarsi in un ulteriore moltiplicatore dei prezzi. Entro fine anno ci sarà un'importante stagione di rinnovi contrattuali, ma il rischio, se i salari non dovessero tenere il passo, è vedere le famiglie impoverirsi ancora di più.  (…)

aumento prezzi spesa 2AUMENTANO I PREZZI DELLE MATERIE PRIMEaumento prezzi spesa 1

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