aziende produttrici di armi - andamento in borsa dal 2 gennaio 2022 al 26 febbraio 2024 leonardo roberto cingolani lorenzo mariani stefano pontecorvo

L’ECONOMIA DELLE ARMI? UNA BOMBA! – CON LE GUERRE IN UCRAINA E MEDIO ORIENTE, ESPLODE LA SPESA MILITARE, E LE AZIENDE DELLA DIFESA VOLANO IN BORSA: I TITOLI DELL’ITALIANA LEONARDO SONO AL TERZO POSTO IN EUROPA TRA QUELLI CHE CRESCONO DI PIÙ. MA LA SPESA IN UE È POCO EFFICIENTE E FRAMMENTATA RISPETTO AGLI USA: PER QUESTO SI VA VERSO UNA RAZIONALIZZAZIONE DEL MERCATO (JOINT VENTURE COME QUELLA SIGLATA DALL’EX FINMECCANICA CON KNDS)

Estratto dell’articolo di Gianni Dragoni per “il Sole 24 Ore”

 

AZIENDE PRODUTTRICI DI ARMI - ANDAMENTO IN BORSA DAL 2 GENNAIO 2022 AL 26 FEBBRAIO 2024

La spesa militare mondiale nel 2023 è aumentata per il nono anno consecutivo in termini reali, a una somma che si avvicina a 2.500 miliardi di dollari. Sono le stime anticipate da Dan Smith, direttore del Sipri, l’istituto di Stoccolma che fa accurate analisi internazionali sul settore delle armi e dell’industria della difesa. I dati definitivi saranno pubblicati in aprile, ma già si sa che «la spesa l’anno scorso è aumentata a un ritmo sostenuto nel 2023 e […] aumenterà anche quest’anno e per i prossimi anni, ma non per sempre».

 

A due anni dall’avvio della guerra della Russia contro l’Ucraina e nel pieno della guerra di Israele contro Hamas a Gaza, l’industria della difesa è in piena espansione, soprattutto in Europa.

 

Le spese in Europa

GIORGIA MELONI GUIDO CROSETTO - FOTOMONTAGGIO IL FATTO QUOTIDIANO

Le spese militari in Europa l’anno scorso sono arrivate intorno a 345 miliardi di dollari, secondo il Sipri, rispetto ai 230 miliardi del 2014, l’anno in cui nel vertice Nato di Newport fu stabilito il controverso obiettivo politico di elevare la spesa militare degli «alleati» degli Stati Uniti almeno al 2% del Pil.

 

Le due guerre in corso hanno dilatato il portafoglio ordini dei grandi produttori del settore e della catena dei fornitori. Gli impegni di aumentare la spesa annunciati dai governi europei hanno incrementato l’interesse degli investitori.

 

rishi sunak joe biden giorgia meloni jens stoltenberg volodymyr zelensky vertice nato di vilnius

Il boom degli ordini

I nuovi ordini hanno trasformato le sorti degli appaltatori europei della difesa, con il portafoglio ordini aggregato delle prime sette aziende - tra cui Bae Systems, Leonardo e Saab - che è salito a livelli quasi record di oltre 300 miliardi di dollari, ha sottolineato il Financial Times.

 

Tra il 2020 e il 2022 i principali 15 gruppi industriali della difesa mondiali hanno aumentato il portafoglio ordini complessivo di 76,4 miliardi di dollari: il carnet di ordini è passato dai 701,2 miliardi di dollari di fine 2020 a 777,6 miliardi a fine 2022.

 

Munizioni esaurite

obice semovente M109 italiano

La guerra in Ucraina ha portato all’esaurimento delle scorte nazionali di munizioni e altra artiglieria, ne hanno beneficiato soprattutto la tedesca Rheinmetall e la finnico-norvegese Nammo, insieme agli altri produttori di munizioni, la francese Nexter e la britannica Bae Systems.

 

Circa un anno fa la Commissione Ue si è impegnata a consegnare un milione di proiettili di artiglieria all’Ucraina entro la fine di marzo, finora ne sono stati consegnati circa 300mila. La produzione nelle fabbriche militari è al massimo e gli investimenti per potenziare la capacità produttiva richiederanno ancora un paio d’anni per essere completati.

 

RHEINMETALL

Anche i fornitori di esplosivi e propellenti, tra cui la britannica Chemring e la francese Eurenco, sono stati i vincitori. L’italiana Avio Spa, che produce il lanciatore spaziale Vega, ha visto triplicare a circa il 12% dei ricavi il peso della produzione militare, per i motori dei missili di Mbda.

 

Missili Mbda

Mbda è l’azienda missilistica europea partecipata da Bae, Airbus (37,5% ciascuna) e da Leonardo (25%). Dopo essersi assicurato ordini per un valore di 9 miliardi di euro nel 2022, il più grande produttore di missili europeo MBDA, l’anno scorso ha ottenuto contratti per 6 miliardi di sterline per attrezzature di difesa aerea con la Polonia, nonché contratti con Germania e Francia per aumentare la produzione di missili. […]

 

Giovanni Soccodato

Anche Mbda, che in Italia è guidata da Giovanni Soccodato dopo la nomina di Lorenzo Mariani a condirettore generale di Leonardo, ha avuto una forte espansione degli ordini e del giro d’affari (circa 4,5 miliardi nel 2023). Negli ultimi due anni gli ordini ricevuti sono stati più del doppio dei ricavi e c’è una forte crescita dell’occupazione.

 

Rheinmetall al primo posto

Tra i principali produttori, Rheinmetall ha goduto del più grande cambiamento nelle sue fortune. È passata dall’essere trascurata da molti investitori per considerazioni etiche a «star della nuova era della difesa del paese», ha scritto il Financial Times.

 

roberto cingolani stefano pontecorvo lorenzo mariani

«Alcuni mesi fa, la gente voleva vietarci, per dire che questa industria è un’industria molto cattiva, è un’industria dannosa», ha dichiarato l’amministratore delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, al quotidiano britannico poco dopo l’annuncio del cancelliere tedesco, Olaf Scholz, nel febbraio 2022 che la Germania avrebbe incrementato con un fondo straordinario di 100 miliardi le spese militari, in risposta all’invasione russa dell’Ucraina.

 

«Ora è un mondo completamente diverso». Quest’anno la Germania dovrebbe per la prima volta raggiungere una spesa di almeno il 2% del Pil. L’Italia ha speso l’1,46% del Pil nel 2023 e ha l’obiettivo di arrivare al 2% entro il 2028.

 

Chi guadagna di più in Borsa

In Borsa le azioni aumentate di più sono quelle di Rheinmetall, azienda che produce cannoni, munizioni, blindati e partecipa alla costruzione del carro armato Leopard, di cui è capofila la Kmw (Krauss-Maffei Wegmann). Le azioni sono salite da 83,06 euro del 2 gennaio 2022 agli attuali 411 euro, con un incremento del 494%, quasi quantuplicate.

 

JENS STOLTENBERG - JOE BIDEN - VERTICE NATO VILNIUS

[…] La svedese Saab, che è una sorta di piccola Leonardo, produce dai caccia (Gripen) ai missili, è stata la seconda per incremento di valore in Borsa, +339% da inizio 2022 al 26 febbraio.

 

La crescita di Leonardo

Al terzo posto in questa graduatoria l’ex Finmeccanica, il cui titolo è stato a lungo depresso negli ultimi anni, è decollato quando Vladimir Putin ha invaso l’Ucraina. A fine 2021 le azioni Leonardo valevano 6,30 euro, il 26 febbraio 19,98 euro, più che triplicate (+217%). «Ha fatto più Putin per il nostro settore che gli amministratori delegati delle aziende degli ultimi 20 anni», osserva in via confidenziale l’a.d. di un’azienda italiana che ha fatto acquisizioni nel Nord America e in Gran Bretagna.

 

Europei meglio degli Usa

rolls royce 6

Seguono per l’andamento in Borsa la britannica Rolls-Royce (+189%), la norvegese Kongsber (+149%), la britannica Bae (+113%), la principale azienda europea del settore. In Borsa le società europee hanno avuto un andamento ampiamente migliore rispetto alle grandi aziende degli Stati Uniti, come Lockheed Martin (+20%), General Dynamics (+29%), Huntington Ingalls (+54%), produttrice di navi militari.

 

[…] Spesa frammentata

L’altra faccia della medaglia dell’andamento così positivo delle aziende europee che producono armi e apparati di difesa è che la spesa europea è frammentata in tanti rivoli nazionali ed è poco efficiente rispetto agli Stati Uniti. In altre parole, in Europa si spende molto di più ma con minor efficienza.

 

rolls royce 4

Le mosse di Leonardo

In particolare negli armamenti terrestri in Europa ci sono 17 sistemi d’arma diversi, negli Stati Uniti sono 4. Si segnala il recente accordo preliminare di Leonardo con Knds, la joint venture che unisce Nexter con Kmw, per collaborare nella produzione di nuovi carri armati, sia i Leopard 2 per sostituire gli Ariete dell’Esercito italiano sia un progetto di collaborazione per nuovi mezzi per l’export. Le parti stanno negoziando per arrivare a chiudere un’intesa finale entro quest’anno.

 

i tank della rheinmetall 4

I vertici di Leonardo, l’a.d. Roberto Cingolani e il condirettore generale Lorenzo Mariani, esplorano anche un possibile accordo con Rheinmetall per i blindati. L’obiettivo è sostituire i vecchi Dardo dell’Esercito, il mezzo candidato è il Lynx tedesco (già comprato dall’Ungheria), che verrebbe italianizzato con forniture dell’Oto Melara. Attenta alla partita è anche Iveco Defence (gruppo Iveco-Exor), che collabora con Leonardo nel consorzio Cio per gli armamenti terrestri. […]

soldati israeliani armi trovate ospedale al shifa a gazarolls royce 3ROBERTO CINGOLANI LORENZO MARIANI CARRO ARMATO RHEINMETALL obice semovente M109 italiano

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