luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps

AIUTO, VOGLIONO MANAGEMENT CHE PARLI INGLESE! – FRATELLI D’ITALIA INSORGE PERCHE’ IL CDA DI GENERALI CHIEDE PIÙ AMMINISTRATORI INTERNAZIONALI - E IL GOVERNO CHIEDE GARANZIE SULL'ACCORDO CON LA FRANCESE NATIXIS PER CREARE UN COLOSSO DA 2 MILA MILIARDI DI EURO: L’ESECUTIVO VUOLE CHE TRIESTE MANTENGA IL PIENO CONTROLLO DELLA GESTIONE DEI RISPARMI RACCOLTI IN ITALIA (LA RICCHEZZA FINANZIARIA DELLE FAMIGLIE È CRUCIALE PER RIFINANZIARE IL DEBITO PUBBLICO) – LA PARTITA SI INTERSECA CON L’ASSALTO DI MPS A MEDIOBANCA (MOODY'S TAGLIA L'OUTLOOK DI PIAZZETTA CUCCIA DOPO L'OPS DI MONTEPASCHI E ALZA QUELLO DELLA BANCA SENESE)

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “la Stampa”

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse 2

Generali, Mediobanca, Mps. Il più grande risiko che la finanza italiana ricordi dalla fusione tra Banca Intesa e San Paolo, si fa sempre più intricato. Tra pareri legali e dubbi governativi. L'esecutivo chiede al Leone garanzie sull'accordo con Natixis – l'asset manager francese del gruppo Bpce – per creare un colosso da 2 mila miliardi di euro: il governo vuole che Trieste mantenga il pieno controllo della gestione dei risparmi raccolti in Italia perché la ricchezza finanziaria delle famiglie è cruciale per rifinanziare il debito pubblico.

 

philippe donnet 4

Per ora, le conversazioni tra Generali e il governo non sono bastate a rassicurare Palazzo Chigi, ma il Leone è convinto che una volta avviato il processo tecnico autorizzativo per il golden power ci saranno molti meno dubbi.

 

D'altra parte, l'ad del gruppo, Philippe Donnet, ha già detto che la società si impegnerà […] con le autorità per ottenere l'autorizzazione. Ad alimentare le tensioni con il governo, però, contribuisce anche l'indicazione del cda uscente affinché il board venga rinnovato il prossimo 8 maggio con componenti che parlino anche l'inglese «considerando profili con esperienza in ambiti geografici diversificati e in mercati in cui è più marcata la presenza del Gruppo».

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Tradotto: più sono gli amministratori dal profilo internazionale, meglio è. Un'indicazione che ricalca la falsa riga di quella inviata nel 2022, ma che dopo l'accordo con Natixis ha fatto insorgere Fratelli d'Italia secondo cui è «un pessimo segnale». […]  Sull'operazione Generali-Natixis sono intervenuti in maniera critica i soci Delfin (9,9%), la finanziaria della famiglia Del Vecchio, e Caltagirone (6,9%)i cui consiglieri hanno votato contro il piano.

 

Ed è qui che la partita si intersecano con Mediobanca ed Mps: Piazzetta Cuccia è primo azionista di Generali (13,1%) ed è grande sponsor del matrimonio con i francesi. Ma Delfin e Caltagirone sono a loro volta soci di Mediobanca con il 19,8% e il 7,66% e lo sono anche di Mps - con il 9,9% e il 5% - che ha lanciato un'Ops sulla banca d'affari milanese: un intreccio fortemente criticato dal cda di Mediobanca che ha sottolineato la divergenza d'interessi tra i due investitori e il resto del mercato.

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

 

Un'accusa a cui ieri ha risposto il comitato per le operazioni con parti correlate di Mps escludendo che Delfin e Caltagirone possano beneficiare di «vantaggi particolari» rispetto agli altri soci del Monte nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio su Mediobanca. Il comitato, inoltre, «ha preso atto del non coinvolgimento di alcun socio rilevante nella strutturazione dell'operazione che è unicamente frutto della discrezionalità gestionale del management e delle valutazioni del consiglio di amministrazione, non ravvedendo alcuna estrazione di benefici, né alcuna attribuzione di vantaggi particolari a favore delle parti che il regolamento Mps ritiene, su base discrezionale, presuntivamente correlate».

 

ALBERTO NAGEL

[…] se l'adesione all'Ops su Mediobanca arrivasse a un'adesione del 66,7%, Delfin si troverebbe ad avere il 19,6% della nuova entità mentre il gruppo Caltagirone avrebbe il 6,77% del capitale. Intanto, a una settimana dall'annuncio, resta ampia la forbice che in Borsa separa l'Ops di Monte dei Paschi di Siena dalla capitalizzazione di Mediobanca.

 

Il gap si attesta a 1,27 miliardi, con Rocca Salimbeni in calo del 9,8% dall'annuncio (-0,22% la chiusura di ieri) e il titolo di Piazzetta Cuccia che registra un rialzo del 4,7% (-0,78%, ieri). Moody's, intanto, ha tagliato a stabile l'outlook di Piazzetta Cuccia per timori legati all'operazione, mentre ha alzato a stabile quello di Siena. Rischi nell'esecuzione dell'Ops anche secondo Fitch.

philippe donnet 3

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)