BANCHE SENZA PALANCHE - L’IPOTESI CHE UN EURO-CRAC SCATENI LA CORSA A RITIRARE I SOLDI IN BANCA, FA SCATTARE IL PIANO ANTI-PANICO DI DRAGHI SULLA GARANZIA DEI DEPOSITI - SE I SOLDI INIZIASSERO A SPOSTARSI DALL’EUROPA, LE BANCHE DI IRLANDA, ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO PERDEREBBERO TRA I 90 E I 340 MLN € - ALCUNE POTREBBERO FALLIRE, LE PIÙ SOLIDE DOVREBBERO RIDURRE FORTEMENTE IL CREDITO, A QUEL PUNTO LA BCE SAREBBE COSTRETTA A NUOVI PRESTITI A BASSO COSTO…

Elena Polidori per "la Repubblica"

Sulle banche europee incombe lo spettro di una fuga dai depositi. Il Wall Street Journal lancia l´allarme: c´è la paura che lunghe file agli sportelli, come già accaduto in Grecia (e per un attimo s´è temuto pure in Spagna), possano ripetersi anche in altri paesi Ue, se davvero Atene dovesse lasciare la moneta unica. La Bce si starebbe attrezzando a studiare un piano pan-europeo di garanzie sui depositi, che andrebbe a sommarsi a quelli nazionali già esistenti, tra loro oltretutto molto diversi.

Preoccupate, le autorità Ue esaminano i diversi scenari nei conciliaboli riservati e informali, a margine del vertice di Chicago. Il premier italiano Mario Monti, a sorpresa, decide di invitare anche lo spagnolo Mariano Rajoy al vertice ristretto con il cancelliere tedesco Angela Merkel e il neopresidente francese Francois Hollande, considerato cruciale per il futuro di Eurolandia: si terrà a Roma in giugno, prima del consiglio Ue fissato per il 28 del mese prossimo.

Il giornale americano già calcola che, in caso di fuga, le banche di Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna potrebbero perdere rapidamente tra i 90 e il 340 miliardi di euro se la Grecia dovesse uscire dall´euro. La Spagna sarebbe il paese più colpito con una cifra compresa tra i 38 e i 130 miliardi. Ammette però che non è ancora chiaro, al momento, quanto sia sviluppato questo piano di garanzie, anche perché finora Atene resta ancorata all´euro, e a Chicago tutti, da Obama a Merkel, da Monti a Hollande, ribadiscono che faranno il massimo per lasciare il paese all´interno del club.

Nessun commento neppure dalla Bce, sebbene all´Eurotower gli studiosi sentano l´esigenza di armonizzare i diversi regimi di tutela della clientela bancaria. Oggi, le garanzie sono le più disparate: alcune più alte, altre più basse; certe sono offerte da Stati con bilanci molto solidi, certe altre da governi con conti pubblici fragili. In alcuni casi poi le tutele non ci sono proprio. In Italia, attualmente, le garanzie offerte ai clienti sui loro conti in banca ammontano a 103 mila euro.

A livello politico il timore condiviso è che, se la crisi greca dovesse degenerare fino alle estreme conseguenze e dunque se anche il secondo appuntamento elettorale del paese fissato per il 17 giugno non fosse capace di assicurare la governabilità, le garanzie finora esistenti potrebbero non bastare; le disparità di trattamento potrebbero generare flussi di depositi da un Stato membro ad un altro. Di qui l´idea di un "patto" europeo sulla materia. Nell´analisi del Wall Street Journal, qualora ci fosse sul serio una fuga dai depositi, le conseguenze per le banche sarebbero potenzialmente disastrose.

Alcune potrebbe trovarsi a corto di fondi e fallire, mentre le più solide si troverebbero a dover ridurre fortemente il credito. La Bce potrebbe evitare questo scenario catastrofico con nuovi prestiti a basso costo. Secondo fonti tedesche, del ruolo complessivo dell´Eurotower nella crisi di Eurolandia si parlerà domani nel vertice informale di Bruxelles tra le autorità Ue. Joerg Asmussen, del board dell´istituto conferma che Francoforte lavora solo perché Atene resti nell´euro e dunque non considera nessun "piano B".

 

 

MARIO DRAGHI MARIO MONTI MARIO DRAGHI ALLA BCE angela_merkelFRANCOIS HOLLANDE ANGELA MERKEL

Ultimi Dagoreport

matteo renzi sergio mattarella elly schlein maurizio landini

DAGOREPORT – IL REFERENDUM ANTI JOBS-ACT PROMOSSO DALLA CGIL DI LANDINI, OLTRE A NON ENTUSIASMARE MATTARELLA, STA SPACCANDO IL PD DI ELLY SCHLEIN - NEL CASO CHE UNA DECINA DI MILIONI DI ITALIANI SI ESPRIMESSERO A FAVORE DELL’ABOLIZIONE DEL JOBS-ACT, PUR NON RIUSCENDO A RAGGIUNGERE IL QUORUM, LANDINI ASSUMEREBBE INEVITABILMENTE UN'INVESTITURA POLITICA DA LEADER DELL'OPPOSIZIONE ANTI-MELONI, EMARGINANDO SIA SCHLEIN CHE CONTE - E COME POTRANNO I RIFORMISTI DEM, I RENZIANI E AZIONE DI CALENDA VALUTARE ANCORA UN PATTO ELETTORALE CON UN PD "LANDINIZZATO", ALLEATO DEL POPULISMO 5STELLE DI CONTE E DE SINISTRISMO AVS DI BONELLI E FRATOIANNI? - A MILANO LA SCISSIONE DEL PD È GIÀ REALTÀ: I RIFORMISTI DEM HANNO APERTO UN CIRCOLO IN CITTÀ INSIEME A ITALIA VIVA E AZIONE. MA BONACCINI DIFENDE ELLY SCHLEIN

sergio mattarella giorgia meloni

DAGOREPORT - L'ARDUO COMPITO DI MATTARELLA: FARE DA ARBITRO ALLA POLITICA ITALIANA IN ASSENZA DI UN’OPPOSIZIONE - IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON VUOLE SOSTITUIRSI A QUEGLI SCAPPATI DI CASA DI SCHLEIN E CONTE, NÉ INTENDE SCONTRARSI CON GIORGIA MELONI. ANZI, IL SUO OBIETTIVO È TENERE IL GOVERNO ITALIANO DALLA PARTE GIUSTA DELLA STORIA: SALDO IN EUROPA E CONTRO LE AUTOCRAZIE – IL PIANO DI SERGIONE PER SPINGERE LA PREMIER VERSO UNA DESTRA POPOLARE E LIBERALE, AGGANCIATA UN'EUROPA GUIDATA DA FRANCIA, GERMANIA E POLONIA E LONTANA DAL TRUMPISMO - LE APERTURE DI ''IO SONO GIORGIA" SUL 25 APRILE E AFD. MA IL SUO PERCORSO VERSO IL CENTRO E' TURBATO DALLL'ESTREMISMO DI SALVINI E DALLO ZOCCOLO DURO DI FDI GUIDATO DA FAZZOLARI...

francesco micheli

DAGOREPORT - IN UNA MILANO ASSEDIATA DAI BARBARI DI ROMA, SI CELEBRA LA FAVOLOSA CAPITALE DEGLI AFFARI CHE FU: IL CAPITALISMO CON IL CUORE A SINISTRA E IL PORTAFOGLIO GONFIO A DESTRA - A 87 ANNI, FRANCESCO MICHELI APRE, SIA PURE CON MANO VELLUTATA E SENZA LASCIARE IMPRONTE VISTOSE, IL CASSETTO DEI RICORDI: “IL CAPITALISTA RILUTTANTE” È IL DIARIO DI BORDO DELL’EX BUCANIERE DELLA FINANZA CHE, SALITO SULL’ALBERO PIÙ ALTO DEL VASCELLO, HA OSSERVATO I FONDALI OSCURI INCONTRATI NEL MARE MAGNUM INSIDIOSO DELL’ECONOMIA, SOMMERSA E SPESSO AFFONDATA - “IO E LEI APPARTENIAMO A ZOO DIVERSI”, FU IL VATICINIO DI CUCCIA – LUI, UNICO TESTIMOME A RACCOGLIERE LO SFOGO DI EUGENIO CEFIS SU QUEL “MATTO” DI CUCCIA CHE NEL GIORNO DELLE SUE CLAMOROSE DIMISSIONI DA MONTEDISON L’AVEVA ACCOLTO CON UN BEFFARDO: “DOTTORE, PENSAVO VOLESSE FARE UN COLPO DI STATO…”

romana liuzzo

DAGOREPORT! UN MOTO DI COMPRENSIONE PER I TELESPETTATORI DI CANALE5 CHE HANNO AVUTO LA SFORTUNA DI INTERCETTARE LA MESSA IN ONDA DELLO SPOT AUTO-CELEBRATIVO (EUFEMISMO) DEL PREMIO “GUIDO CARLI” - CONFUSI, SPIAZZATI, INCREDULI SI SARANNO CHIESTI: MA CHE CAZZO È ‘STA ROBA? - AGGHINDATA CON UN PEPLO IN STILE “VESTALE, OGNI SCHERZO VALE”, PIAZZATA IN UN REGNO BOTANICO DI CARTONE PRESSATO, IL “COMMENDATORE”  ROMANA LIUZZO REGALA 20 SECONDI DI SURREAL-KITSCH MAI VISTO DALL'OCCHIO UMANO: “LA FONDAZIONE GUIDO CARLI VI SARÀ SEMPRE ACCANTO PER COSTRUIRE INSIEME UN MONDO MIGLIORE”. MA CHI È, LA CARITAS? EMERGENCY? L'ESERCITO DELLA SALVEZZA? - VIDEO!

friedrich merz - elezioni in germania- foto lapresse -

DAGOREPORT – LA BOCCIATURA AL PRIMO VOTO DI FIDUCIA PER FRIEDRICH MERZ È UN SEGNALE CHE ARRIVA DAI SUOI "COLLEGHI" DI PARTITO: I 18 VOTI CHE SONO MANCATI ERANO DI UN GRUPPETTO DI PARLAMENTARI DELLA CDU. HANNO VOLUTO MANDARE UN “MESSAGGIO” AL CANCELLIERE DECISIONISTA, CHE HA STILATO UNA LISTA DI MINISTRI SENZA CONCORDARLA CON NESSUNO. ERA UN MODO PER RIDIMENSIONARE L’AMBIZIOSO LEADER. COME A DIRE: SENZA DI NOI NON VAI DA NESSUNA PARTE – DOMANI MERZ VOLA A PARIGI PER RIDARE SLANCIO ALL’ALLEANZA CON MACRON – IL POSSIBILE ANNUNCIO DI TRUMP SULLA CRISI RUSSO-UCRAINA