creval credito valtellinese

L'ITALIANITÀ SI DIFENDE SOLO CON MEDIASET? - CREDIT AGRICOLE LANCIA L'OPA SUL 100% DEL CREDITO VALTELLINESE: CHIUSO IL DIALOGO CON BANCO BPM, ORA I FRANCESI CHE GIÀ POSSIEDONO CARIPARMA SI ESPANDONO SUI MONTI - E SE DUMONT TACE, ALGEBRIS SALE SUBITO A BORDO: I 737 MILIONI MESSI SUL PIATTO SONO UN PREMIO DEL 20,4% RISPETTO AL PREZZO DI VENERDÌ. E DEL 50,2% RISPETTO AL 21 FEBBRAIO, DATA ANTE COVID

creval credito valtellinese 4

Rosario Dimito per “il Messaggero

 

Mossa del cavallo di Credit Agricole nello scacchiere del risiko bancario italiano: chiuso il dialogo con Banco Bpm, ieri mattina a sorpresa il gruppo italo-francese ha fatto un affondo su CreVal, istituto di Sondrio di cui da tre anni aveva il 5%, arrotondato nelle scorse settimane al 9,5%, e sul quale ieri ha lanciato un' opa totalitaria.

PHILIPPE BRASSAC CREDIT AGRICOLE

 

Dopo settimane di indiscrezioni e ipotesi riguardanti giri di valzer fra Banco Bpm, Unicredit, Mps, Bper, lo stesso Agricole, che è la più italiana delle banche estere operanti nel Paese - intervenne nel 1989 come cavaliere bianco di Ambroveneto per respingere l' assalto di Mediobanca tramite Gemina e nel 94, di fronte al secondo attacco di Comit, arrotondò la quota al 30% - Parigi prende una direzione di cui da tempo si sospettava ma nessuno avrebbe scommesso avvenisse ora.

 

L' affondo è gestito da Giampiero Maioli, country manager in Italia dal 2007 e artefice del consolidamento del gruppo transalpino (8 operazioni straordinarie) che nella Penisola si rafforza con CreVal come settimo gruppo per attivo (100 miliardi) e filiali (1.234), vanta il secondo mercato domestico e contribuisce per il 15% all' utile di gruppo attraverso anche società prodotto come Agos, Fca Bank, Amundi, Indosuez.

 

L' offerta su CreVal è di 10,50 euro per ogni azione, pari a un investimento totale di 737 milioni da parte di Crédit Agricole Italia, con un premio che va dal 20,4% rispetto al prezzo di venerdì scorso al 50,2% del 21 febbraio, data ante Covid. La Borsa non ha esitato ad allinearsi con un balzo del titolo del 23,7% a 10,76 euro. Crédit Agricole Italia ha già ricevuto un impegno a vendere da parte di Algebris, per la sua quota del 5,4%. Nel contesto dell' offerta, Crédit Agricole Assurances venderà a Crédit Agricole Italia la quota del 9,8%.

 

LA POSIZIONE DEL VERTICE

CREDIT AGRICOLE

L' operazione è «amichevole» e il Valtellinese «entrerà in un grande gruppo internazionale», ha sottolineato Maioli in una call con le agenzie. A supporto dell' operazione ci sarà un aumento di capitale per Credit Agricole Italia aperto a tutti i soci (quindi anche le fondazioni Parma, Spezia, Piacenza) di circa 700 milioni «per consentire di rispettare i ratio», ha aggiunto.

 

«Abbiamo intenzione di fare investimenti ulteriori in tecnologie, formazione», sottolinea ancora Maioli che stima dall' integrazione 150 milioni di sinergie. Domenica sera l' operazione è stata anticipata al presidente Alessandro Trotter, all' ad Luigi Lovaglio, ad alcuni grandi soci (Davide Serra, Denis Dumont col 9,8%) e ieri mattina al cda. Trapela contrarietà da parte del top management. Gli osservatori ritengono che l' Opa rilanci il CreVal dove c' è un diffuso malessere a causa dell' assenza di indirizzo strategico da troppo tempo.

 

palazzo sertoli sede credito valtellinese

Dai sindacati, il manager ha ricevuto consenso. Il gruppo si aspetta entro 60 giorni l' ok finale di Bce mentre la fine del periodo di offerta sul Creval e il regolamento della stessa a maggio 2021. La banca invierà il documento di offerta alla Consob entro le prime due settimane di dicembre. Entro il medesimo termine, presenterà alle autorità regolamentari competenti le comunicazioni e le domande volte ad ottenere le autorizzazioni regolamentari necessarie. A seguito dell' ottenimento delle autorizzazioni (attese nel primo trimestre del 2021), il documento di offerta verrà pubblicato, previa approvazione dello stesso da parte di Consob che è attesa per il mese di marzo-aprile 2021. Subito dopo avverrà la fusione in Agricole Italia.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni ursula von der leyen donald trump dazi matteo salvini

DAGOREPORT – LA LETTERINA DELL’AL CAFONE DELLA CASA BIANCA È UNA PISTOLA PUNTATA ALLA TEMPIA DEI LEADER EUROPEI, CUI È RIMASTA UNA SOLA VIA DI USCITA, QUELLA COSIDDETTA “OMEOPATICA”: RISPONDERE AL MALE CON IL MALE. LINEA DURA, DURISSIMA, ALTRIMENTI, ALLE LEGNATE DI TRUMP, DOMANI, ALL’APERTURA DELLE BORSE, SI AGGIUNGERANNO I CALCI IN CULO DEI MERCATI. LA CINA HA DIMOSTRATO CHE, QUANDO RISPONDI CON LA FORZA, TRUMP FA MARCIA INDIETRO - SE LA “GIORGIA DEI DUE MONDI” ORMAI È RIMASTA L’UNICA A IMPLORARE, SCODINZOLANTE, “IL DIALOGO” COL DAZISTA IN CHIEF, NEMMENO LE CIFRE CATASTROFICHE SULLE RIPERCUSSIONI DELLE TARIFFE USA SULLE  AZIENDE ITALIANE, TANTO CARE ALLA LEGA, HA FERMATO I DEMENZIALI APPLAUSI ALLA LETTERA-RAPINA DA PARTE DI MATTEO SALVINI – ASCOLTATE JOSEPH STIGLITZ, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA: “TRUMP NON AGISCE SECONDO ALCUN PRINCIPIO ECONOMICO, NON CONOSCE LO STATO DI DIRITTO, È SEMPLICEMENTE UN BULLO CHE USA IL POTERE ECONOMICO COME UNICA LEVA. SE POTESSE, USEREBBE QUELLO MILITARE’’

steve witkoff marco rubio sergei lavrov

RUBIO, IL TAJANI STARS AND STRIPES – IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO NON TOCCA PALLA E SOFFRE IL POTERE DI STEVE WITKOFF, INVIATO DI TRUMP IN MEDIO ORIENTE CHE SE LA COMANDA ANCHE IN UCRAINA. IL MINISTRO DEGLI ESTERI USA PROVA A USCIRE DALL’ANGOLO PARLANDO DI “NUOVA IDEA” DELLA RUSSIA SUI NEGOZIATI IN UCRAINA. MA IL MINISTRO DEGLI ESTERI DI PUTIN, LAVROV, SUBITO VEDE IL BLUFF: “CONFERMIAMO LA NOSTRA POSIZIONE” – TRUMP AVEVA OFFERTO DI TUTTO A WITKOFF, MA L’IMMOBILIARISTA NON HA VOLUTO RUOLI UFFICIALI NELL’AMMINISTRAZIONE. E TE CREDO: HA UN CONFLITTO DI INTERESSE GRANDE QUANTO UN GRATTACIELO...

diletta leotta ilary blasi stefano sala pier silvio berlusconi

FLASH – IL BRUTALE AFFONDO DI PIER SILVIO BERLUSCONI SU ILARY BLASI E DILETTA LEOTTA (“I LORO REALITY TRA I PIÙ BRUTTI MAI VISTI”), COSÌ COME IL SILURAMENTO DI MYRTA MERLINO, NASCE DAI DATI HORROR SULLA PUBBLICITÀ MOSTRATI A “PIER DUDI” DA STEFANO SALA, AD DI PUBLITALIA (LA CONCESSIONARIA DI MEDIASET): UNA DISAMINA SPIETATA CHE HA PORTATO ALLA “DISBOSCATA” DI TRASMISSIONI DEBOLI. UN METODO DA TAGLIATORE DI TESTE BEN DIVERSO DA QUELLO DI BABBO SILVIO, PIÙ INDULGENTE VERSO I SUOI DIPENDENTI – A DARE UNA MANO A MEDIASET NON È LA SCURE DI BERLUSCONI JR, MA LA RAI: NON SI ERA MAI VISTA UNA CONTROPROGRAMMAZIONE PIÙ SCARSA DI QUELLA CHE VIALE MAZZINI, IN VERSIONE TELE-MELONI, HA OFFERTO IN QUESTI TRE ANNI…

giorgia meloni elly schlein luca zaia vincenzo de luca eugenio giani elly schlein elezioni regionali

PER UNA VOLTA, VA ASCOLTATA GIORGIA MELONI, CHE DA MESI RIPETE AI SUOI: LE REGIONALI NON VANNO PRESE SOTTOGAMBA PERCHÉ SARANNO UN TEST STRADECISIVO PER LA MAGGIORANZA – UNA SPIA CHE IL VENTO NON SPIRI A FAVORE DELLE MAGNIFICHE SORTI DELL’ARMATA BRANCA-MELONI È IL TENTATIVO DI ANTICIPARE AL 20 SETTEMBRE IL VOTO NELLE MARCHE, DOVE IL DESTRORSO ACQUAROLI RISCHIA DI TORNARE A PASCOLARE (IL PIDDINO MATTEO RICCI È IN LEGGERO VANTAGGIO) – IL FANTASMA DI LUCA ZAIA IN VENETO E LE ROGNE DI ELLY SCHLEIN: JE RODE AMMETTERE CHE I CANDIDATI DEL PD VINCENTI SIANO TUTTI DOTATI DI UN SANO PEDIGREE RIFORMISTA E CATTO-DEM. E IN CAMPANIA RISCHIA LO SCHIAFFONE: SI È IMPUNTATA SU ROBERTO FICO, IMPIPANDOSENE DI VINCENZO DE LUCA, E SOLO UNA CHIAMATA DEL SAGGIO GAETANO MANFREDI LE HA FATTO CAPIRE CHE SENZA LO “SCERIFFO” DI SALERNO NON SI VINCE…

marina pier silvio berlusconi giorgia meloni

NULLA SARÀ COME PRIMA: PIER SILVIO BERLUSCONI, VESTITO DI NUOVO, CASSA IL SUO PASSATO DI RAMPOLLO BALBETTANTE E LANCIA IL SUO PREDELLINO – IN UN COLPO SOLO, CON IL COMIZIO DURANTE LA PRESENTAZIONE DEI PALINSESTI, HA DEMOLITO LA TIMIDA SORELLA MARINA, E MANDATO IN TILT GLI OTOLITI DI GIORGIA MELONI, MINACCIANDO LA DISCESA IN CAMPO. SE SCENDE IN CAMPO LUI, ALTRO CHE 8%: FORZA ITALIA POTREBBE RISALIRE (E MOLTO) NEI SONDAGGI (IL BRAND BERLUSCONI TIRA SEMPRE) – NELLA MILANO CHE CONTA IN MOLTI ORA SCOMMETTONO SUL PASSO INDIETRO DI MARINA DALLA GESTIONE “IN REMOTO” DI FORZA ITALIA: D'ALTRONDE, LA PRIMOGENITA SI È MOSTRATA SEMPRE PIÙ SPESSO INDECISA SULLE DECISIONI DA PRENDERE: DA QUANTO TEMPO STA COGITANDO SUL NOME DI UN SOSTITUTO DI TAJANI?