vladimir putin

L'ULTIMO TRUCCO DI PUTIN: NASCONDERE LA POVERTÀ CAUSATA DALLE SANZIONI – LA DUMA HA APPROVATO UNA NORMA CHE COSTRINGE I CONDOMINI A PAGARE LE BOLLETTE DELLE FAMIGLIE MOROSE. UNO STRATAGEMMA PER NON FAR RISULTARE NUOVI POVERI – MA È STATA LA STESSA VICEGOVERNATRICE DELLA BANCA CENTRALE RUSSA AD AMMETTERE: “ABBIAMO BRUCIATO 100 MILIARDI DI DOLLARI PER TENERE IN PIEDI L’ECONOMIA” 

 

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

Olga Skorobogatova banca centrale russa

Pagano tutti, anche per quelli che non ce la fanno. Con un colpo di bacchetta magica, anzi con un provvedimento urgente approvato dalla Duma alla sua riapertura, spariscono le famiglie russe che non riescono più a pagare le bollette di gas, luce ed elettricità.

La nuova misura non prevede incentivi ma si limita piuttosto a un'opera di cosmesi introducendo il principio della «corresponsabilità» all'interno dei condomini con più di quattro appartamenti, che stabilisce la presa in carico dei debiti degli inquilini morosi da parte dei vicini.

 

vladimir putin a kaliningrad 1

Alla fine, è sempre una questione di prospettive, e del modo di raccontarle. Il Cremlino parla di giustizia sociale. Gli economisti che studiano la vita russa, ormai a distanza, sostengono che si tratti invece di uno stratagemma, perché in questo modo i nuovi poveri spariscono all'interno di una nuova contabilità.

 

Le sanzioni e la loro presunta inefficacia sono la palestra dell'ardimento della propaganda e di questi giochi di prestigio. «Abbiamo bruciato quasi cento miliardi di dollari per tenere in piedi la nostra economia». Questa frase non è stata pronunciata pochi giorni fa da un bieco occidentalista.

 

la russia dopo le sanzioni 11

A farlo, è stata Olga Skorobatova, vicegovernatrice della Banca centrale russa, a cui è sfuggito un dato chiaro sul costo che la Russia sta pagando con la continua immissione sul mercato interno di denaro pubblico, utile a calmierare i prezzi di beni primari comunque in costante crescita. Come dimostrano pane, carne e verdure, saliti di un altro 5% rispetto allo scorso luglio.

 

L'impoverimento collettivo creato dalle sanzioni è impossibile da negare, anche solo affidandosi all'aneddotica spicciola. Aeroflot è obbligata a smontare i propri aerei che coprivano tratte extra nazionali per trovare pezzi di ricambio.

 

la russia dopo le sanzioni 12

A causa della mancanza di auto occidentali, Yandex, il più diffuso servizio di taxi, che opera quasi in regime di monopolio, è stato costretto a fare ricorso alle auto Lada di produzione russa, meno comode e sicure, chiedendo un aumento delle forniture. Ma la produzione ormai è ferma. Persino il governo ha dovuto stimare un crollo del 90% nel comparto automotive, che resta pur sempre un indicatore affidabile sullo stato di salute di una economia. Per Yandex sono in arrivo auto della bielorussa Unison, che assembla parti delle macchine cinesi Zotye, come accadeva ai tempi dell'autarchia sovietica.

 

L'Istat russa si chiama Rosstat. E fa il suo lavoro, nel silenzio dei media di Stato. Nell'estate del 2022 l'industria nazionale è crollata. Su ventiquattro settori presi in esame, 18 hanno subito un calo che dal 6% del settore alimentare arriva allo sprofondo di quello automobilistico.

 

la russia dopo le sanzioni 3

 L'iniezione di miliardi di denaro pubblico tiene a bada i prezzi, ma nulla può contro la chiusura delle fabbriche dovuta all'abbandono delle aziende occidentali e soprattutto agli embarghi sulla tecnologia che di fatto paralizzano ogni processo produttivo. Gli unici settori che prosperano sono legati alla guerra, soprattutto siderurgia e farmaceutica, per altro beneficiati da uno stanziamento di novanta miliardi di dollari.

 

Ma il Cremlino continua a diffondere una realtà parallela che spesso attecchisce anche dalle nostre parti, basandosi su dati che hanno comunque qualche fondamento di verità. La televisione economica filogovernativa Rbk ha appena affermato che l'impatto negativo delle sanzioni è stato «ampiamente» sopravvalutato e nel 2022 la contrazione del Pil potrebbe fermarsi al 3%, invece del 6 previsto anche dalla Banca mondiale. Anche i redditi della popolazione, che dovevano crollare, sono scesi solo dello 0,8%.

 

la russia dopo le sanzioni 6

«La crisi dell'economia russa non è una caduta rapida ma una contrazione lenta e graduale che durerà per alcuni anni». Ruben Yenikolopov, il rettore della Scuola russa di economia, riassume così la situazione: «Se vi è capita di incontrare un boa che stritola lentamente al posto di una vipera dal morso letale, non è sempre una buona notizia».

 

E spiega come alcuni dati che portano acqua al mulino dei contrari alle sanzioni siano specchietti per le allodole. Perché il Pil non dovrebbe limitarsi a scendere di poco, ma dovrebbe crescere in maniera esponenziale, per compensare la più grande spesa pubblica possibile: la guerra. L'ambiguità maggiore quando di parla di sanzioni riguarda la loro efficacia nel far finire al più presto la guerra.

 

Olga Skorobogatova

Perché la verticale del potere putiniano si basa sugli apparati, ovvero Servizi segreti ed esercito, i cosiddetti Siloviki, gli «uomini della forza». E sulle risorse energetiche che via Gazprom irrorano in modo esclusivo un sistema che non è stato toccato in alcun modo. Ancora Yenikolopov: «La luce russa non si è spenta subito perché l'Europa non ha ridotto e non sta riducendo così rapidamente l'acquisto delle nostre risorse energetiche».

 

Olga Skorobogatova

Le ragioni di questa riluttanza sono note e se ne discute ormai da sei mesi. Vladimir Milov, ex deputato ed ex presidente dell'Istituto di politica energetica, è convinto che il blocco delle tecnologie finirà per colpire anche l'industria bellica. Ma con il gas e con il petrolio, Putin guadagna più di prima e può continuare la sua guerra almeno per un altro anno. Le sanzioni che non funzionano sono quelle che non ci sono ancora.

 

 

vladimir putin in una scuola di kaliningrad 2vladimir putin a kaliningrad 3vladimir putin a kaliningrad 2

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…