1- CHI HA VISTO LAPO ELKANN NELLE ULTIME ORE LO HA TROVATO CON IL CUORE NEI CALZINI. LA DICHIARAZIONE DI MONTEZEMOLO DI NON FARSI MASSACRARE DALLA POLITICA HA ARCHIVIATO L’IPOTESI CHE IL SIMPATICO LAPO POSSA GUIDARE IL VOLANTE DELL’AZIENDA DI MARANELLO 2- LA TELA DI CINCINNATO MONTI: DALL’ATTACCO DI “LE MONDE” PER PRESUNTI RAPPORTI CON LA MASSONERIA INTERNAZIONALE, ALL’UOMO IDEALE PER GUIDARE L’EUROPA TUTTA 3- NELLE STANZE DEL GOVERNO CIRCOLA L’IPOTESI DI UN NUOVO ORGANIGRAMMA IN FINMECCANICA DOVE AL POSTO DI ORSI ARRIVERÀ UN TECNICO (DINI PER LA PRESIDENZA?) AFFIANCATO DA DUE DIREZIONI GENERALI PER L’INDUSTRIA MILITARE, ENERGIA E TRASPORTI 4- LA BATTAGLIA DI CALTARICCONE CONTRO ZINGARETTI PER LA NUOVA SEDE DELLA PROVINCIA

1- CINCINNATO MONTI
Mario Monti torna in Italia con la valigia stracolma.

Nessuno l'ha visto bazzicare i negozi e le boutiques della V Strada perché ci ha pensato lui stesso più volte a mostrare la sua frugalità e lo stile severo della famiglia. Questa volta le valigie sono gonfie per i consensi che ha raccolto durante la tre giorni americana che ha avuto il culmine nell'incontro al Council of Foreign Policy, il think tank di Park Avenue dove ieri era schierato il gotha della finanza.

I giornalisti che sono riusciti a entrare nella piccola sala sono usciti letteralmente estasiati dallo show del Premier che agli occhi della platea è apparso un italiano "molto al di sopra della media" (il paragone implicito era con il suo predecessore di Arcore). Per un'ora e mezza Monti ha sfoderato un inglese brillante e ha suonato le corde dello statista e dell'ironia che lo ha portato a gigioneggiare come un politico consumato.

A dargli lo spunto per squarciare il velo sulla sua disponibilità per dare una mano dopo le elezioni, è stato David Rubenstein, il ricco finanziere di origine ebraica che nel 1987 ha fondato insieme ad altri due partner il Fondo Carlyle, rappresentato in Italia da Marco De Benedetti.

Qualcuno tra i giornalisti più smaliziati ha pensato che l'endorsement iniziale di Monti sia stato concordato con Rubenstein per seguire un copione destinato a far salire l'adrenalina nella platea e a rimbalzare come una bomba nella politica italiana. Questa versione non ha un valore particolare, ma non c'è dubbio che la disponibilità dichiarata sin dall'inizio da Monti è servita a tagliare il fiume di domande che i finanzieri di Manhattan gli avrebbero posto sul futuro di quell'Italia.

Ad impressionare i presenti, più delle battute sulla Merkel, su Draghi e sull'ex-ambasciatore Gardner che si è permesso di fare una domanda indelicata sul futuro dell'unità bancaria, sono state queste parole scandite da Monti: "voglio che le forze politiche, i mercati e la comunità internazionale sappiamo che sarò sempre lì".

Così sui marciapiedi di Park Avenue è caduta l'immagine enigmatica della Gioconda di Varese. Chi fino a ieri pensava che dopo l'esperienza di Governo il Professore sarebbe ritornato alla Bocconi adesso si ritrova con la patente di ignorante. E chi lo reputava un tecnico prestato alla politica si scopre ingenuo perché non ha capito nulla sul tasso di presunzione e ambizione che si nasconde dietro il volto umile del Professore.

Nei mesi scorsi su "Repubblica" si leggeva perfino che il Professore avrebbe potuto ritirarsi per ragioni "strettamente personali", ma oggi è lo stesso giornale a ricordare (in un bel articolo di Filippo Ceccarelli) la metamorfosi dei tecnici come Dini, Carli, Ciampi e Prodi che si affezionano alla politica e scendono dal mondo degli alieni per andare in soccorso dei partiti in crisi.

Nella sua infinita miseria Dagospia aveva annusato fin dal marzo scorso la voglia di Monti di fare la parte del Cincinnato che nella Roma del ‘400 a.C. fu richiamato all'età di 80 anni per salvare la Repubblica. E non era sfuggita la tela che "SuperMario" (come lo ha salutato ieri a New York il miliardario di Carlyle) ha tessuto in giro per l'Europa e per il mondo con un'abilità insospettabile. Basti pensare ad esempio che un giornale francese come "Le Monde" dopo averlo attaccato con un articolo terribile per presunti rapporti con la massoneria internazionale, si è riconvertito dopo un paio di mesi invocandolo come l'uomo ideale per guidare l'Europa.

Adesso il Monti che sta scendendo dall'aereo può essere soddisfatto per i risultati della missione americana. La roccaforte del potere finanziario lo ha applaudito, gli è stato accanto al ristorante "Le Cirque" mentre mangiava gli spaghetti cremolati, e lo considera la carta più sicura per evitare intralci alle elezioni di Obama.

Allo "strano" uomo di uno "strano" Governo che è riuscito abilmente a trasformare l'economia in Egonomia, la finanza d'Oltreoceano ha dato il passaporto per entrare a piedi giunti nella politica italiana.


2- NELLE STANZE DEL GOVERNO DOVE COMINCIA A CIRCOLARE L'IPOTESI DI UN NUOVO ORGANIGRAMMA PER FINMECCANICA
Gli uscieri di Finmeccanica hanno seguito minuto per minuto il viaggio americano del presidente del Consiglio.

Per loro le vicende della Polverini sono semplicemente miserabili anche se ricordano la visita che la massaia di "Ballarò" ha compiuto il 10 luglio al Salone aeronautico di Farnborough per firmare un protocollo spaziale.

La curiosità più forte è rivolta al progetto di fusione tra i due colossi Eads e Bae che rischiano di spiazzare il Gruppo dal business internazionale. Le ultime notizie segnalano che il matrimonio tra tedeschi, francesi e inglesi sta incontrando delle difficoltà e che la data del 10 ottobre prevista per celebrare le nozze potrebbe slittare. A opporsi sono soprattutto i tedeschi che non vogliono lasciare la leadership del merger a Eads, ma qualche osservatore ritiene che in realtà dietro le quinte si stiano muovendo gli americani per sabotare l'intesa.

In questo scenario diventa importante capire se Monti tra una cena e una conferenza ha trattato la questione decisiva per le sorti di Finmeccanica dove il comandante supremo Giuseppe Orsi sta cercando di strizzare l'occhio agli americani di Northorp per non essere emarginato.

Da parte loro i ministri continuano a tacere. Tace Corradino Passera perché un argomento del genere è chiaramente superiore alle sue forze, e tace anche il pallido Vittorio Grilli che l'altro ieri era in Germania insieme al presidente della Bundesbank. Probabilmente entrambi i ministri aspettano il rientro di Monti per capire dove si andrà a parare. Nel frattempo Orsi scalpita perché vorrebbe portare avanti la cessione di Ansaldo Energia in modo da portare a casa 1 miliardo prezioso per i conti della società.

Ai piani alti si sta lavorando alacremente sulla semestrale che è già in ritardo rispetto ai tempi previsti e si cerca di parare le obiezioni (raccolte ieri dal quotidiano "MF") sulla marcia dei tedeschi che hanno affidato all'advisor Deutsche Bank il compito di seguire il dossier. Da parte sua l'azienda fa sapere che la scelta di Deutsche Bank e di Banca Imi come i due soggetti più adatti a seguire la dismissione di Ansaldo Energia, "è frutto di un processo di selezione strutturato e rigoroso".

Gli uscieri di Finmeccanica continuano a pensare che il Governo dovrebbe intervenire per impedire il passaggio in mani straniere delle attività nel settore civile. E non è escluso che il loro lamento arrivi anche nelle stanze del Governo dove comincia a circolare l'ipotesi di un nuovo organigramma dove al posto di Orsi, indebolito dalle vicende giudiziarie, arriverà un tecnico (si è fatto anche il nome di Lamberto Dini per la presidenza) affiancato da due direzioni generali per le attività nell'industria militare, energia e trasporti.


3- LAPO, ADDIO SOGNI DI MARANELLO.
Chi ha visto Lapo Elkann nelle ultime ore lo ha trovato con il cuore nei calzini.

Il 35enne secondogenito di Margherita Agnelli e fratello di Yaki Elkann ha perso quell'aria da campione sublime dell'effimero che lo ha portato a diventare una star nel circuito della mondanità.

A dargli un colpo di grazia sono le notizie emerse al Salone dell'Automobile di Parigi dove Sergio Marpionne ha scoraggiato Luchino di Montezemolo a scendere in politica riconfermandogli la fiducia al vertice della Ferrari. Luchino da parte sua ha risposto al manager dal pullover sgualcito: "quasi sempre seguo i suoi consigli". E queste parole aggiunte alle voci sempre più forti che il futuro di Montezemolo sarà legato da un filo sempre più sottile a "ItaliaFutura", hanno archiviato l'ipotesi che il simpatico Lapo possa guidare il volante dell'azienda di Maranello.

Dopo l'incidente del 2005 quando fu ricoverato all'ospedale Mauriziano di Torino per giochetti troppo pericolosi, Lapo ce l'ha messa tutta per ricostruire la sua identità di manager, e nel 2008 ha fondato insieme all'avvocato Andrea Tessitore una holding attiva nella produzione di occhiali che ha chiuso il 2011 con ricavi per 10,5 milioni di euro.

Anche in tempi più recenti il fratello sbarazzino di Yaki si è dato da fare buttando sul mercato un nuovo cellulare per clienti di lusso e candidandosi addirittura all'acquisto della Ducati, l'azienda bolognese poi finita nelle mani dell'Audi. Per difendere il suo profilo di manager non si è tirato indietro nemmeno dalla joint-venture stretta due anni fa con Arrigo Cipriani per vendere la vodka.

È notizia di ieri che la società i Spirits, fondata nel 2010, ha perso l'anno scorso 500mila euro, ma Lapo - come si leggeva su "MF" - ha messo mano al portafoglio per ripianare le perdite riprendendosi in mano la quota del fondatore dell'Harry's Bar.

Questo impegno non sembra però aver convinto l'uomo nero del Lingotto, quel Marpionne che non ha mai creduto alle qualità manageriali di Lapo e preferisce farsi accompagnare in giro per il mondo dall'ombra silenziosa di Yaki Elkann.


4- LA BATTAGLIA DI CALTARICCONE CONTRO ZINGARETTI PER LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA SEDE DELLA PROVINCIA

Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che Maurizio Stirpe, l'imprenditore di Frosinone nominato due giorni fa al vertice degli Industriali del Lazio, ha esordito con una pallonata in faccia alla politica.

Nella conferenza stampa dove ha presentato le linee programmatiche dell'Associazione ha sparato a zero sui rapporti "inesistenti" con la Regione Lazio e ha giurato di impegnarsi per favorire la crescita di una classe dirigente competente e onesta. L'esordio di Stirpe ha sorpreso gli ambienti capitolini che giudicano la sua strategia diversa da quella di tipo "relazionale" del suo predecessore Aurelio Regina.

Nessun commento è arrivato però dal quartier generale di Caltariccone, che nel panorama romano è considerato una colonna portante. A quanto pare il Calta è più interessato a continuare la sua battaglia contro Zingaretti e la costruzione della nuova sede della Provincia. Per raggiungere il suo obiettivo ha messo da parte definitivamente qualsiasi altro argomento compresa la realizzazione di un inserto economico dentro il "Messaggero" affidato alle cure del nuovo vicedirettore Osvaldo De Paolini".

 

 

MARIO MONTI E TERZI DI SANTAGATA A NEW YORK jpegMARIO MONTI A NEW YORK jpegMARIO MONTI A NEW YORK SETTEMBRE jpegMARIO MONTI A NEW YORK jpegMARIO MONTI A NEW YORK ONU jpegFINMECCANICA giuseppe orsi CORRADO PASSERALAPO ELKANN LAPO ELKANN ALLA GUIDA DELLA SUA FERRARI MIMETICA Marchionne John Elkann e Luca Cordero di Montezemolo NICOLA ZINGARETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MAURIZIO STIRPE

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…