francesco gaetano caltagirone milleri alberto nagel philippe donnet generali luigi lovaglio

IL LEONE STA A CUCCIA (PIAZZETTA) – L’AD DI GENERALI, PHILIPPE DONNET DÀ UN SOSTANZIALE VIA LIBERA ALL’OPERAZIONE DI MEDIOBANCA SU BANCA GENERALI: “SIAMO INTERESSATI A PROSEGUIRE LE DISCUSSIONI” – L’OBIETTIVO DI ALBERTO NAGEL, AD DI MEDIOBANCA, È CHIUDERE LA PARTITA PRIMA DELLA FINE DELL’OPS DI MPS SUL SUO ISTITUTO. IL CEO DEL “MONTE”, LOVAGLIO: “LA NOSTRA OFFERTA MIRA A LIBERARE IL POTENZIALE…”

Generali: Donnet, risposta a Mediobanca su Ops su B. Generali inviata oggi

PHILIPPE DONNET ALBERTO NAGEL

(LaPresse) - La riposta a Mediobanca "è stata mandata oggi dopo la riunione del cda che ha approvato questa risposta" e "a un certo punto ci sarà anche una interlocuzione e una trattativa, noi avremo una posizione definitiva quando l'offerta sarà il risultato di un'interlocuzione e di una trattativa".

 

Così il Group Ceo di Generali, Philippe Donnet, nella call con i giornalisti sui risultati del primo semestre dell'anno, a una domanda sulla Ops di Mediobanca su B. Generali. Alla domanda se la trattativa con Mediobanca sia già partita, Donnet risponde "no".E alla domanda se la decisione del cda del Leone sulla risposta inviata a Piazzetta Cuccia il ceo Donnet si limita a rispondere "non dico queste cose".

 

Generali: Donnet, interessati a continuare discussione con Mediobanca su B. Generali

Lovaglio, Nagel, Caltagirone, Milleri

(LaPresse) - "Siamo interessati a proseguire le discussioni con Mediobanca" sull' offerta pubblica di scambio su Banca Generali" ed "è per noi un'opzione interessante per diventare partner industriale di una società leader nel wealth management in Italia.

 

Gli accordi in essere tra Banca Generali e Generali, in questa nuova situazione, potenzialmente andranno ridefiniti per essere in linea con il potenziale nuovo business.

 

Siamo all'inizio di queste discussioni: non c'è un calendario definito". Così il Group Ceo di Generali, Philippe Donnet, nella call con gli analisti sui risultati finanziari del primo semestre dell'anno, rispondendo a domande sulla offerta lanciata da Mediobanca sulla controllata Banca Generali.

 

alberto nagel

"Siamo consapevoli delle tempistiche dell'offerta ma allo stesso tempo dobbiamo rispettare i processi di governance. E' una transazione complessa che coinvolge le parti correlate, società quotate. E quindi seguiremo tutti gli step necessari a livello di governance e regolamentazione. E' questo che definirà le tempistiche: vogliamo prenderci il tempo necessario per lavorarci seriamente", ha aggiunto il ceo Donnet.

 

Generali: Donnet, nostro dovere valutare offerta Mediobanca nel dettaglio

(LaPresse) - "Siamo orgogliosi del rigoroso processo che abbiamo definito per le operazioni di M&A, basato su stringenti criteri che garantiscono coerenza strategica e finanziaria di ogni possibile transazione, all'interno di un quadro di governance e normativo tra i più solidi del settore.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

Questo processo ci fornisce gli strumenti adeguati per analizzare l'offerta di Mediobanca su Banca Generali. È nostro dovere valutare in tutti i dettagli opportunità come una potenziale partnership industriale con il leader italiano del Wealth management, verificandone la compliance con la nostra strategia e la capacità di generare valore.

 

Il management è fortemente impegnato a dare al Cda il massimo supporto nella valutazione e nella discussione dei potenziali benefici dell'offerta, nella piena compliance dei tempi e dei processi interni al gruppo".Così il Group Ceo di Generali, Philippe Donnet, nella call con gli analisti sui risultati finanziari del primo semestre dell'anno.

 

BANCA GENERALI

Banche, Lovaglio: «Con l’ops su Mediobanca liberiamo il suo potenziale». E Castagna evoca la fusione Bpm-Crédit Agricole Italia

Estratto da www.editorialedomani.it

 

[…] Nel frattempo, però, nella prima parte della mattinata l’attenzione del mercato era tutta per le parole dell’ad di Mps, Luigi Lovaglio, che ha ribadito la sua intenzione di andare fino in fondo con la scalata della banca d’affari milanese in scadenza a inizio settembre e sottolineato di fronte agli analisti la forza dei conti del suo istituto.

 

ALBERTO NAGEL

«Confermiamo la nostra determinazione a creare una nuova forza competitiva leader nel sistema bancario italiano attraverso la nostra offerta per Mediobanca» ha detto il numero uno dell’istituto senese in una call con gli analisti.

 

Lovaglio ha anche criticato la strategia di Nagel: «Vediamo un approccio strategico abbastanza erratico, posizioni che cambiano senza ratio, che cambiano all'improvviso, con un approccio conservativo. La nostra offerta non vuole sostituire i punti di forza di Mediobanca ma mira a liberare il loro potenziale» ha continuato, confermando l’obiettivo di raggiungere nell’ops il 66 per cento del capitale di piazzetta Cuccia.

 

Ma anche se dovesse andare meno bene di così, per Lovaglio il futuro è roseo: «Ci vorrà un po' più di tempo per realizzarle ma noi siamo stati prudenti nel fissare le sinergie a 700 milioni e riteniamo che avendo una visione più ravvicinata di Mediobanca potremo rivedere le sinergie e arrivare a questo tipo di sinergie nei primi tre anni anche con meno del 50 per cento».

 

Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024

Su quanto succederà nella riunione del cda del Leone, Lovaglio non si espone, preferendo invece anticipare agli interlocutori l’intenzione di distribuire tutto l’utile già nel 2025. «È qualcosa a cui stiamo pensando, vedremo come si evolverà la situazione nella seconda parte dell'anno dal punto di vista della perfomance ma siamo fiduciosi che potremo anticipare il payout ratio del 100 per cento nel 2025».

 

[…] Al centro della scena torna anche Banco Bpm grazie alle parole del suo ad Giuseppe Castagna riportate da Class Cnbc. Sventata la scalata ostile di Unicredit, Castagna guarda a nuovi possibili partner per fusioni e acquisizioni.

 

CREDIT AGRICOLE

«Avevamo già comprato, tra noi e Anima, il 9 per cento di Mps, quindi è evidente che ci può essere un interesse» ma «allo stesso tempo Crédit Agricole ha aumentato la sua partecipazione a oltre il 20 per cento. Sono due interlocutori ovvi considerando le partecipazioni azionarie, ma non escludo nemmeno altre possibili operazioni» ha detto.

 

L’ad si dice felice per l’applicazione del golden power in «un momento instabile per la geopolitica». L’intervento del governo aveva “salvato” l’istituto dalle mani di Andrea Orcel, che invece secondo Castagna voleva soltanto «comprare a un prezzo più basso». Ma Castagna si mostra anche pronto a nuove imprese: negli occhi ha Crédit Agricole, che ha aumentato la propria presenza in Bpm, istituto che secondo la Lega andava salvaguardato da appetiti stranieri, oltre il 20 per cento. Ma per l’ad non si tratta di una presenza eccessivamente ingombrante.

GIAMPIERO MAIOLI

 

«Mi sembra di capire che rispetto a un'operazione di acquisizione di una banca grande rispetto a una banca più piccola, in questo caso ci sarebbe piuttosto sul piatto una potenziale fusione tra due banche italiane, Banco Bpm e Crédit Agricole Italia».

Si tratterebbe dunque di un’operazione che non riguarda l’istituto francese, ma la filiale italiana. «Non un'acquisizione da parte della Francia, ma un'operazione italiana con un azionista di minoranza, ma di maggioranza relativa, non italiana» continua l’ad. Con Mps, invece, per il momento, «non ci sono programmi». «Oggi Mps sta facendo un'operazione importante e dovremo inevitabilmente attendere gli esiti per capire che tipo di potenziale operazione possa esserci in piedi».

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….