LUGANO ADDIO CANTAVI - LE BANCHE SVIZZERE STANNO INVIANDO AGLI ITALIANI CHE HANNO I SOLDI LI' LETTERE IN CUI SI CHIEDE DI DIMOSTRARE LA LEGALITA' DEGLI INVESTIMENTI - ATTACCHI DI PANICO, MENTRE L'AGENZIA DELLE ENTRATE SI FREGA GIA' LE MANI

Paolo Biondani per "L'Espresso"

 

Addio Lugano bella? Da qualche mese, centinaia di italiani con i soldi nascosti nelle banche svizzere stanno ricevendo lettere di questo tipo: «Egregio signor cliente, la informiamo che, in base alle nuove direttive, lei è tenuto a trasmetterci i documenti che dimostrino la regolarità fiscale dei suoi investimenti; in caso contrario, saremo obbligati a chiuderle il conto».

EVASIONE FISCALE EVASIONE FISCALE

 

Il testo cambia da un istituto all'altro, alcune comunicazioni sono drastiche, altre più morbide e indirette, ma l'effetto generale è un'ondata di panico tra gli evasori nostrani che fino a ieri confidavano nell'assoluta incrollabilità del segreto bancario elvetico.

 

E che ora cominciano ad affollare gli studi professionali di Milano e altre città per informarsi sulla "voluntary disclosure", la procedura eccezionale per regolarizzare i patrimoni esteri non dichiarati, varata il 28 gennaio con un decreto legge del governo Letta, ma congelata dal 28 marzo e ora rilanciata in Parlamento. Con molte incognite.

 

evasione-fiscaleevasione-fiscale

Avvocati e commercialisti, con le loro lobby, attendono l'esito della battaglia politica sugli emendamenti, per misurare costi, benefici e rischi penali del meccanismo di autodenuncia che verrà consacrato nel testo definitivo, che i relatori del Pd sperano di far ridiventare legge entro luglio.

 

L'Agenzia delle Entrate si prepara a incassare il gettito di un provvedimento che, nei soli 60 giorni in cui è rimasto in vigore nella sua prima versione, ha già portato nelle casse dello Stato più di mezzo miliardo di euro. Mentre i magistrati più esperti avvertono che, senza il bastone del nuovo reato di auto-riciclaggio, la carota della disclosure potrebbe risultare inutile e provocare addirittura contraccolpi indigeribili: una nuova fuga di capitali neri, come accadde nel 2004 per sottrarsi alla "euro-ritenuta", questa volta verso paradisi fiscali ancora più inaccessibili della Svizzera.

 

«Non sarà un condono», spiega Marco Causi, il parlamentare del Pd che è il primo firmatario del disegno di legge: «Il contribuente dovrà versare tutte le imposte sui redditi non dichiarati e otterrà solo uno sconto sulle sanzioni, nel rispetto delle linee-guida dettate dall'Ocse e già applicate in Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna.

EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE

 

Stiamo lavorando a un'intesa su pochi emendamenti, soprattutto per semplificare i calcoli del fisco, ma il testo base votato dalla commissione Finanze resta fermo: la disclosure sarà una vera autodenuncia, paragonabile al tradizionale "ravvedimento operoso", che stiamo discutendo di rendere applicabile anche a chi ha nascosto capitali qui in Italia, per evitare una paradossale discriminazione a favore dei soli evasori con i conti all'estero».

 

Una cauta apertura arriva dal professor Vincenzo Visco, ex ministro del centrosinistra e nemico giurato degli scudi «anonimi e criminogeni» dell'era berlusconiana di Giulio Tremonti: «Se l'evasore si consegna al fisco prima di essere scoperto e paga tutte le tasse e multe, non mi sembra scandaloso riconoscergli la non punibilità per il reato minore di evasione semplice, purchè non ci si inventi un'amnistia anche per le frodi sistematiche.

 

BANCA CENTRALE SVIZZERA BANCA CENTRALE SVIZZERA

Piuttosto ho qualche dubbio sul gettito: perchè dovrebbero autodenunciarsi ora gli evasori che non hanno approfittato del favoloso scudo con garanzia di anonimato del 2009-2010?». Un possibile movente sono le pressioni internazionali che, dopo anni di crisi economica, hanno costretto perfino la Svizzera - sospettata di custodire almeno 70 miliardi di capitali in fuga dal fisco italiano - a siglare l'accordo dell'Ocse per lo scambio di informazioni sull'evasione internazionali.

 

Per ora c'è stata solo un'adesione politica, la prima tappa di un cammino che dovrebbe concludersi con nuove leggi elvetiche entro il 2017. L'avvocato Gianluca Gigantino, ex ufficiale della Guardia di Finanza, avverte però che «il vero problema, per le maggiori banche svizzere, è l'allargamento del reato di riciclaggio, che in passato colpiva solo fatti di mafia, terrorismo o frodi criminali, mentre ora sta diventando applicabile anche all'evasione in sé».

Sede della Banca Centrale SvizzeraSede della Banca Centrale Svizzera

 

Di qui le lettere-ultimatum, che le banche svizzere hanno cominciato a spedire anche in Italia già nel 2012. Con significative varianti: fino a pochi mesi fa, le richieste di regolarizzazione fiscale riguardavano solo i «nuovi conti» o «nuovi depositi» ed erano indirizzate soprattutto ai gestori patrimoniali e procacciatori di clienti, tanto da sembrare quasi un alibi per scaricare eventuali violazioni sui consulenti esterni.

 

Ora invece le banche elvetiche iniziano a recapitare comunicazioni molto più rigide direttamente ai clienti italiani, probabilmente selezionati tra i più indifendibili e quindi chiamati non solo a giustificarsi, ma a dare la prova preventiva di aver pagato le tasse in patria.

 

logo agenzia delle entrate logo agenzia delle entrate

L'avvocato Andrea Mifsud conferma che solo il suo studio è stato già contattato da più di cinquanta clienti: «E ora cominciano ad arrivare anche lettere da banche di Montercarlo». Per uscire dalla lista nera Ocse, stanno promettendo collaborazione fiscale, almeno a parole e per un futuro più o meno prossimo, perfino paradisi fiscali come Singapore.

 

Il procuratore aggiunto Francesco Greco, capo dei pm milanesi specializzati nei reati societari, che ha collaborato come tecnico a stendere il testo base sulla disclosure, ha segnalato nelle audizioni in parlamento un grave pericolo, che sintetizza così: «L'Italia rischia di perdere alcuni miliardi di nuove entrate.

Vincenzo Visco Vincenzo Visco

 

Come scrive l'Ocse, è fondamentale introdurre il reato di auto-riciclaggio insieme alla disclosure. In questo momento siamo nella situazione peggiore: gli italiani che hanno nascosto soldi in Svizzera non hanno una strada legale per denunciarli senza auto-incriminarsi, mentre possono spostarli liberamente in un altro paradiso fiscale». Le banche elvetiche, in effetti, non minacciano di denunciare gli evasori, ma solo di chiudere i loro conti.

 

Anche il relatore Causi è convinto che «la disclosure va approvata insieme all'autoriciclaggio». Il nuovo reato, che permetterebbe di incriminare direttamente i padroni dei tesori neri (e non solo i complici esterni che aiutano a occultare i soldi dei mafiosi, bancarottieri o evasori) è un cavallo di battaglia del nuovo capo dell'Anticorruzione, il magistrato anti-camorra Raffaele Cantone.

 

Tra giugno e luglio, nei passaggi tra Camera e Senato, potrebbero però spuntare le sorprese, travestite da emendamenti con l'alibi di rendere più appetibile e aumentare il gettito della disclosure: Forza Italia, con l'ex radicale Daniele Capezzone, già propone di far pagare solo metà delle imposte evase, scelta che trasformerebbe la disclosure nel cinquantanovesimo condono della storia d'Italia.

VINCENZO VISCO VINCENZO VISCO

Sul tema chiave del gettito, non va dimenticato che l'Ucifi, il nuovo ufficio per la lotta all'evasione internazionale diretto da Antonio Martino, storico braccio destro del pm Greco, ha siglato già l'anno scorso, senza bisogno di nuove leggi, una lunga serie di accordi, tra cui spiccano i circa 400 milioni versati dal gruppo Prada per chiudere ogni vertenza.

 

Secondo l'avvocato Sebastiano Stufano, un altro ex ufficiale che fu tra i protagonisti delle indagini fiscali di Mani Pulite, proprio le società, con adeguati incentivi, potrebbero garantire un gettito-record alla disclosure: «I casi di persone fisiche che hanno ereditato conti esteri da un parente defunto esistono, ma sono marginali.

 

Molto più numerosi sono i titolari di società che sarebbero pronti a riportare i soldi in Italia, ma temono ripercussioni sulle loro aziende o di dover denunciare gli amministratori e i dirigenti che hanno creato quel nero. Questo aspetto va regolato in modo chiaro dalla legge».

 

la guardia di finanza ispeziona la sezione fallimentare del tribunale civile la guardia di finanza ispeziona la sezione fallimentare del tribunale civile

Di qui l'idea di Stufano e del collega Gigantino: «Prevedere una "causa di non procedibilità condizionata", che non condona nulla del passato, ma anzi incentiva a rispettare la legge per il futuro: quando lo Stato incassa tutti i soldi, il processo penale resta sospeso, ad esempio per cinque anni, ma il reato si estingue solo se per tutto quel periodo la società non commette alcuna nuova evasione. Con una norma del genere patteggerebbero in molti»

I fratelli Guzman postano la loro montagna di soldi I fratelli Guzman postano la loro montagna di soldi Capezzone Capezzone

Ultimi Dagoreport

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?