DE OLIVETTI - IL TEAM DI ESPERTI SULLE TRACCE DELL’AMIANTO E DELLE (EVENUALI) RESPONSABILITA’ DELL’“INGEGNER BOROTALCO”

Giacomo Amadori per "Liberoquotidiano"

L'ingegner Carlo De Benedetti e il fratello Franco erano già stati iscritti dalla procura di Ivrea sul registro degli indagati per omicidio colposo, almeno per tutto il 2010 e fino al 2011, come risulta da alcuni atti di cui Libero è entrato in possesso. Poi però la loro posizione era stata archiviata. Il procedimento era quello per la morte di un'operaia dello stabilimento Olivetti di San Bernardo di Ivrea. In quel caso rimase alla sbarra solo l'ex amministratore delegato Ottorino Beltrami, defunto l'estate scorsa a 96 anni.

E con lui i due processi in cui era imputato. Oggi però, nel nuovo procedimento, i casi di morte e malattia contestati agli ex vertici di Olivetti sono molti di più e relativi a un periodo più esteso. E non sembra che l'ex presidente De Benedetti (dal 1983 al 1996, dal 1978 vicepresidente) possa sperare di trovare inquirenti inesperti. Anche perché a Ivrea è iniziato un nuovo corso, legato anche all'ingrandimento del tribunale (diventerà il secondo o terzo del Piemonte).

Da settembre si è insediato ufficialmente sulla poltrona di procuratore Giuseppe Ferrando, ex pm a Torino, città specializzata nelle indagini legate alle malattie professionali. Qui il pm Raffaele Guariniello ha fatto scuola e sempre qui è stato incardinato il primo processo-monstre sul tema dell'asbesto, quello contro i padroni della Eternit di Casale Monferrato (Alessandria).

In estate a Ivrea è stata applicata, sempre da Torino, come procuratore facente funzioni, Gabriella Viglione, altro magistrato di grande esperienza che ha dato ulteriore impulso all'inchiesta. Tanto che oggi sulla scrivania del sostituto procuratore Lorenzo Boscagli ci sono i nomi di almeno 21 operai morti o malati.

Nell'ufficio del pm, decorato da una sciarpa della fiorentina, si lavora pure il sabato. Le notizie però circolano a fatica. Si sa che gli indagati sono più di venti, ma che solo undici hanno ricevuto un avviso di proroga delle indagini. Tra questi l'ex presidente De Benedetti e gli ex amministratori delegati Corrado Passera e Franco Debenedetti. La loro iscrizione non è certo stata fatta a cuor leggero, ma è stata ritenuta doverosa.

In questa inchiesta i magistrati hanno fatto tesoro dei precedenti procedimenti e del lavoro degli avvocati di parte civile, quello della Cgil Laura D'Amico ed Enrico Scolari, un eporediese doc, cresciuto a pane e Olivetti, azienda di cui ricorda le colonie estive e i corsi d'inglese, ma a cui non ha intenzione di fare sconti.

Tra i nemici giurati dei presunti avvelenatori di operai ci sono anche i sindacalisti della Cgil locale, guidati dalla segretaria Rita Castelnuovo. Forse perché tra i casi di morte segnalati in procura c'è quello di un ex delegato Fiom di Mercenasco (Torino). Ma la vera arma segreta degli inquirenti è la squadra dei consulenti. Sei in tutto. I cui studi sono già ammonticchiati sul tavolo dei magistrati. È sulla base del loro lavoro che De Benedetti & c. continuano a essere indagati. Si tratta di sei esperti di igiene industriale, di epidemiologia e di medicina del lavoro. Alcuni di loro, a quanto risulta a Libero, hanno fatto parte della squadra di Guariniello nel processo Eternit.

Tra i nomi che circolano ci sono anche quelli di due professionisti consultati nei precedenti processi Olivetti. Di chi si tratta? Del toscano Massimiliano Bugiani, chirurgo specializzato in malattie dell'apparato respiratorio e medicina del lavoro. Anche lui in passato ha collaborato con Guariniello. Un altro studioso di cose olivettiane è l'ingegner Luigi Tirrito.

Nel procedimento contro Beltrami e i fratelli De Benedetti venne incaricato di riferire «quali misure di sicurezza si sarebbero dovute utilizzare» per impedire l'inalazione di fibre d'amianto da parte di una delle vittime. Nella documentazione utilizzata da Tirrito si trova una «lettera riservata» del 1989 (De Benedetti era presidente) firmata da tal ingegner P. Abelli di Olivetti, riguardante alcuni lavori di manutenzione.

Si legge: «È risultato confermato che l'intonaco delle varie campate, anche se di aspetto diverso da campata a campata, contiene fibre d'amianto. (...) Premesso quanto sopra riteniamo che in occasione della sistemazione dell'area si debba escludere, considerata la forma del materiale, l'asportazione e prevedere un buon intervento di mantenimento. Allo scopo si consiglia di applicare una mano di adesivo che fissi le eventuali fibre in via di distacco previo rattoppo, con scagliola o materiali simili nelle zone visibilmente danneggiate».

Una medesima pezza era stata posta nella sede centrale, la Ico. Si tutelava così la salute dei lavoratori in Olivetti nel 1989. L'ultima consulenza consegnata in procura sarebbe quella riguardante la catena di comando in Olivetti, con la mappa certa di divisioni, ruoli e responsabilità.

La parte della polizia giudiziaria in questa complicata inchiesta non è svolta da uomini in divisa, ma dai medici dello Spresal, il Servizio prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro della Asl 4 di Torino, competente anche su Ivrea. Sono loro i custodi del registro mesoteliomi della Regione Piemonte, il sancta sanctorum di questa indagine. È grazie alle loro segnalazioni che si è innescato il terzo procedimento contro gli ex vertici dell'Olivetti, riguardante almeno 21 presunte vittime.

Di venti di queste Libero ha potuto ricostruire l'identità. Si tratta di 17 uomini e 3 donne, di cui quattro ancora vivi. I superstiti hanno rispettivamente 86, 74, 66 e 64 anni. Una sola è donna. Gli altri sedici sono morti tra il 2003 e il 2013, in età compresa tra i 59 e gli 82 anni. Cinque avevano meno di settant'anni. Tutte le vittime sono piemontesi, salvo due veneti.

Di loro, come detto, si sta occupando lo Spresal. Il direttore è un esperto di medicina del lavoro, il cinquantasettenne Lauro Reviglione, che raggiunto da Libero, dichiara: «Io sono il coordinatore, sul campo stanno lavorando altri medici». Il loro quartier generale è al secondo piano del nuovo tribunale, sopra alle stanze dei giudici di pace. È qui che si sta decidendo la sorte degli imputati eccellenti di questo nuovo processo all'amianto.

 

CARLO E FRANCO DE BENEDETTI CARLO E FRANCO DE BENEDETTI ED ENZO BIANCO a olivetti OLIVETTI LOGO OLIVETTI olivetti programma Raffaele GuarinielloCORRADO PASSERA de benedetti

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…