marchionne

CI VUOLE LA FACCIA COME IL CULO DI MARCHIONNE - ''IL CAPITALISMO VA RIVISTO, OLTRE UN CERTO LIMITE IL PROFITTO DIVENTA CUPIDIGIA, SERVE UNA BUONA COSCIENZA'', DISSE IL MANAGER CHE INCASSA 7 MILIONI DI STIPENDIO E 60 MILIONI DI EURO IN STOCK OPTION L'ANNO! - LA LEZIONCINA AGLI STUDENTI LUISS, CHE SCOPIAZZA LE UNIVERSITÀ AMERICANE CON GLI 'SPEECH' - DOMANI INTANTO LA EXOR ORMAI OLANDESE PREPARA L'INGRESSO DI SOCI E LA VENDITA DI PEZZI (ITALIANI)

 

sergio marchionne john elkannsergio marchionne john elkann

 

 

1. "C' È UN LIMITE AL PROFITTO, CAPITALISMO DA RIVEDERE"

Marco Patucchi per ''la Repubblica''

 

L' arte di arringare gli studenti. In principio fu il «siate affamati, siate folli» di Steve Jobs. Ieri è toccato a Sergio Marchionne: «Siate come i giardinieri, investite le vostre energie e i vostri talenti in modo tale che qualsiasi cosa fate duri una vita intera o perfino più a lungo». Ma a modo loro hanno lasciato il segno anche l' ironia di Oscar Farinetti e lo straight talk di Francesco Starace, per non parlare dell' allora Ceo di Twitter, Dick Costolo, che nel 2013 vide bene di iniziare il suo discorso alla University of Michigan twittando la foto della platea («Sono un professionista, ci vorrà solo un minuto »).

 

MARCHIONNE FERRARIMARCHIONNE FERRARI

Dal mitico commencement speech del fondatore di Apple alla Stanford University di Palo Alto (12 giugno 2005), il discorso dei manager ai giovani è ormai un classico. Talvolta spiazzante, come nel caso dell' amministratore delegato dell' Enel, Starace, che qualche mese fa ha spiegato senza mezzi termini agli studenti della Luiss la tecnica per «distruggere» i centri di resistenza al cambiamento in un' azienda.

 

Ma anche con ironia, come quella del patron di Eataly, Farinetti, che nel maggio scorso davanti ai giovani dell' American University di Roma ha chiuso a braccio il discorso citando Jobs pro domo sua (i manicaretti di Eataly, appunto): «Siate folli, ma non siate affamati… ». Ieri sera, alla Luiss di Roma, l' amministratore delegato di Fca, ha parlato ai ragazzi della Rotman European Trading Competition, gara universitaria internazionale di simulazione finanziaria.

 

MARCHIONNEMARCHIONNE

Un discorso che, tra una citazione di Mark Twain e una di Ray Bradbury (è in "Fahrenheit 451" il confronto tra il tocco del semplice tosaerba e quello di un vero giardiniere), ha suonato come mea culpa della globalizzazione finanziaria. «Il potere che il libero mercato assicura in un' economia globale non è in discussione - ha spiegato a scanso di equivoci Sergio Marchionne - . Nessuno può trattenere il mercato o frenarlo, né cambiare le modalità con le quali funziona».

 

Punto. Ma dietro questa affermazione di principio, anche un super-manager come Marchionne vede incrinarsi tante certezze e scopre gli effetti di quella che l' Economist ha battezzato "la fragilità della perfezione". «Un sistema che per secoli si era basato su integrità, responsabilità e fiducia - ha detto Marchionne - all' improvviso è stato completamente ribaltato da due fattori: l' affermarsi di una cultura egocentrica e guidata dall' avidità, e l' inadeguatezza dei meccanismi di pianificazione e controllo a livello di consigli di amministrazione».

 

sergio marchionnesergio marchionne

È l' epicentro della grande crisi finanziaria innescata dal crac dei subprime e con la quale stiamo ancora facendo i conti. Un punto di non ritorno, secondo Marchionne, perché «gli eventi hanno sottolineato l' esigenza di rivedere il capitalismo stesso, il ristabilimento dei mercati come struttura portante che disciplina le economie ma non la società ».

 

Distinzione sottile «ma non irrilevante » che Marchionne ha cercato di spiegare alla platea della Luiss: «Esiste un limite oltre il quale il profitto diventa cupidigia e coloro che operano in un libero mercato hanno anche l' obbligo di agire entro i limiti di ciò che una buona coscienza suggerisce. Tutti noi dobbiamo capire che non potranno mai esserci mercati e crescita razionali e benessere economico se una vasta parte della nostra società non avrà niente da contrattare con l' altra se non la sua stessa vita».

 

Parole ad effetto se pronunciate da chi di quel capitalismo da rivedere è massimo rappresentante. Ancora: «Perseguire il mero profitto, scollegato da qualsiasi responsabilità morale, non soltanto ci sottrae la nostra umanità, ma mette anche a repentaglio la nostra prosperità a lungo termine». Concetti consegnati alla classe dirigente del futuro, alla quale Marchionne raccomanda di «servire uno scopo più alto e nobile, cioè perseguire i nostri obiettivi nel rispetto della dignità umana e delle esigenze della società».

 

Perché in fondo «il valore di un leader non si misura da ciò che ha guadagnato in carriera, ma da quello che ha dato». La parola passa a Mark Zuckerberg: il fondatore di Facebook domani parlerà ai giovani della Luiss. L' epopea dei manager oratori continua.

sergio marchionne (4)sergio marchionne (4)

 

 

2. PER CHI SI FOSSE DIMENTICATO: LO STIPENDIO 2014 DI MARCHIONNE

Da www.corriere.it del 7 marzo 2015

 

L’amministratore delegato di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, ha ricevuto per l’anno 2014 un compenso complessivo di 31,3 milioni di euro. La cifra emerge dal bilancio 2014 di Fiat Chrysler Nv, il primo dopo lo spostamento della sede legale in Olanda, che fornisce in trasparenza una serie di dettagli anche sulla remunerazione futura del top management e del Ceo.

 

L’importo assegnato a Marchionne è suddiviso in uno stipendio di 6,6 milioni, composto da 2,5 milioni di retribuzione fissa e 4 milioni di variabile, più una tantum per «specifiche transazioni ritenute eccezionali in termini di importanza strategica e di effetto sui risultati aziendali». Il riferimento è alla «visione e alla guida di Marchionne nel processo di formazione di Fca che ha creato enorme valore per l’azienda,i suoi azionisti, i suoi dipendenti e i suoi stakeholders».

 

sergio marchionne (3)sergio marchionne (3)

Dal bilancio emerge inoltre che il consiglio ha deciso di sottoporre all’assemblea degli azionisti, convocata per il 16 aprile ad Amsterdam, l’assegnazione a Marchionne di un’ulteriore una tantum, pari a 1,62 milioni di azioni («restricted stock units»), il cui valore ai prezzi attuali di mercato sarebbe pari a 23 milioni di euro. E questo porterebbe la retribuzione complessiva incassata del ceo di Fca nel 2014 a 54 milioni di euro.

 

Nella retribuzione di Marchionne rientra infine anche un bonus da 12 milioni di euro, deciso dai consiglieri indipendenti di Fca, spiega l’annual report depositato dal gruppo automobilistico, che verrà però percepito dal manager solo nel momento in cui lascerà l’azienda.

 

 

 

3. LA EXOR DI DIRITTO OLANDESE APRE LA STRADA A SOCI E FUSIONI MARCHIONNE FRENA SU MARELLI

Paolo Griseri per ''la Repubblica''

 

Il cda di Exor apre domani la settimana decisiva per il trasferimento ad Amsterdam della sede legale della finanziaria degli Agnelli. Operazione che a Torino considerano necessaria "per rendere omogenea" la filiera che dalla holding arriva alle controllate, prima fra tutte Fca. In questo modo la galassia di Torino diventa a tutti gli effetti olandese e questa potrebbe diventare una carta importante nelle trattative dei prossimi anni in vista di fusioni o dell' arrivo di nuovi soci.

 

 I tempi non sarebbero brevissimi. E comunque a Torino fanno capire di non avere fretta. Così proprio alla vigilia del cda di domani, è Sergio Marchionne, ad di Fca ma anche vicepresidente della finanziaria degli Agnelli, ad annunciare che «per il momento Marelli è essenziale per il gruppo perché ci dà una base tecnologica per lo sviluppo dell' auto che non avremmo altrimenti». Anche se, probabilmente, «nel medio lungo periodo il suo futuro sarà altrove».

marchionnemarchionne

 

Si spengono così gli entusiasmi di Borsa che puntavano su una cessione immediata della controllata della componentistica, fiore all' occhiello della tecnologia italiana che fa gola a molti costruttori. Dall' Asia era rimbalzato nelle scorse settimane l' interessamento di Samsung, che Torino aveva preferito non commentare lasciando capire che una qualche forma di trattativa, anche solo un abboccamento, è davvero iniziata.

 

Ma da qui a immaginare una cessione immediata il passo è ancora lungo. La stampa sudcoreana aveva annunciato nei giorni scorsi l' arrivo a Torino del vicepresidente della Samsung Jae Yong Lee legando il viaggio alla fase conclusiva della trattativa su Marelli. Ancora ieri Exor non confermava l' arrivo di Lee. Ma il numero 2 di Samsung è nel cda di Exor dal 2012 come amministratore indipendente e dunque la sua presenza di persona alla riunione di domattina non significherebbe automaticamente che il dossier Marelli è giunto a maturazione.

elkann e marchionne nella sede di google a mountain viewelkann e marchionne nella sede di google a mountain view

 

Certo il trasferimento dell' intera galassia in Olanda favorisce le trattative future. Non solo quelle nell' auto ma anche negli altri campi in cui interviene la finanziaria degli Agnelli. Oggi la principale partecipazione di Exor è la società di riassicurazione Partner Re che John Elkann e i suoi uomini hanno voluto diventasse una società con sede legale ad Amsterdam. Il trasloco e non riguarderà solo Exor.

 

Sabato le assemblee straordinarie in programma saranno due perché dopo la riunione dei soci della finanziaria sarà la volta dei membri della Giovanni Agnelli Sapaz, l' accomandita della Famiglia che controlla il 51% di Exor. Anche la Giovanni Agnelli diventerà olandese, sarà una "Bv", una sorta di srl. Rimarranno le regole interne che impongono l' assenso dei due terzi della Giovanni Agnelli e l' unanimità del cda per scendere sotto il 51% di Exor.

 

renzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrarirenzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrari

La differenza è che la soglia di controllo non sarà il 51 delle azioni ma il 51% dei diritti di voto che, grazie al sistema olandese dei voti multipli per gli azionisti di lungo corso, potrebbe essere rappresentato anche da meno della metà delle azioni. Ma a Torino fanno sapere di non avere alcuna intenzione di vendere quote di Exor. Rimarrà in Italia solo la Dicembre, la società semplice che garantisce agli eredi dell' Avvocato di controllare la Giovanni Agnelli Sapaz. Il cuore del controllo, insomma, resta a Torino.

 

 

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