GROSSI GUAI SELEX-ZIONATI- LA ‘MARITA’ DEL GUARGUAGLIONE SILURATO, NONOSTANTE SIA INDAGATA PER CORRUZIONE E FRODE FISCALE NON MOLLA LA POLTRONA - LA SUA DIFESA È TUTTO UN BLA BLA SUL “PIENO RISPETTO DELLE REGOLE, MORALITÀ E TRASPARENZA” - MA CHE QUALCOSA NON TORNI è EVIDENTE: NEL 2005 FU BUTTATO FUORI IL DIRETTORE GENERALE PRUDENTE PER “CESSATA FIDUCIA SULLA GESTIONE COMMERCIALE”, NEL 2006 UN FORNITORE PRESENTÒ FALSE FATTURE PER 2 MLN € E OGGI ABBONDANO ATTI GIUDIZIARI SULLA SELEX…

Marco Ludovico per il "Sole 24 Ore"

Ingegner Grossi, amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati, azienda ormai da mesi al centro delle cronache giudiziarie: perché non si è ancora dimessa?
Non ho nulla da nascondere e al momento non ho l'intenzione di dimettermi.

Lei è indagata per corruzione e frode fiscale. Letizia Colucci, condirettore generale, per frode fiscale e false fatturazioni, così come Manlio Fiore, che da ieri il gip ha confermato agli arresti.
Io sono certa di aver agito sempre nel rispetto di ogni legge dello Stato. Ma anche delle regole di etica, di moralità, di trasparenza e di responsabilità.

Dimettersi potrebbe essere, o apparire, un'ammissione implicita di colpevolezza?
Molti potrebbero interpretare così una decisione del genere .

Se è certa della sua posizione personale, potrebbe anche non esserlo dei suoi collaboratori. Qual è la sua valutazione su Colucci e Fiore?
Considero Letizia Colucci, senza dubbi, una dirigente leale, scrupolosa e onesta. Quanto a Fiore, ha avuto il ruolo di responsabile commerciale perché considerato molto professionale. Poi aspetto fiduciosa l'esito dell'inchiesta.

Gli atti giudiziari su Selex S.I. sono decine. Se ci sono stati illeciti, possibile che lei non si sia accorta di nulla?
I livelli di controllo sono molteplici, ma anche frazionati. In ogni caso, con 4.200 dipendenti, non posso garantire il comportamento di tutti i singoli.

Lei però è amministratore delegato dal 2005. In tutti questi anni avrà trovato qualche anomalia, o no?
Certo. Non molto dopo il mio arrivo ho fatto uscire il direttore generale, Paolo Prudente.

Motivazioni?
In gergo aziendale si chiama «cessata fiducia sulla gestione commerciale». Poi, nel 2006, ho denunciato un fornitore che aveva presentato una fattura falsa da due milioni di euro.

Una delle ultime accuse giudiziarie parla di fatture e appalti «clonati» per gonfiare gli affari e far girare soldi in nero.
Non esiste. È un'ipotesi priva di ogni fondamento.

Agli atti c'è anche un'intesa triennale 2009/20011 tra Selex S.I. e Print System.
Non è un contratto ma un accordo di collaborazione. Non c'è una riserva di esclusiva per la Print System e l'atto non è vincolante per la mia azienda, che in qualsiasi momento avrebbe potuto scegliere un fornitore più vantaggioso. Lo riprova il fatto che dal 2009 al 2011 Print System ha ricevuto solo il 15% dei contratti affidati per le opere civili.

Il ciclone giudiziario l'ha indotta a fare controlli interni?
Il nostro audit li ha sempre svolti. Fatto sta che proprio di recente il presidente del collegio sindacale, professor Anselmi, mi ha trasmesso un documento che attesta la correttezza del lavoro aziendale.

Ingegner Grossi, lei ha incontrato Tommaso Di Lernia, uno dei suoi principali accusatori?
Mai. E ho dato mandato ai miei legali, Virga e Dinacci, di attivare ogni azione contro di lui a mia tutela.

Avrà conosciuto bene Lorenzo Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica.
L'ho incontrato più volte. Lui mi diceva che si sarebbe fatto carico di informarsi ed evitare che ci fossero illeciti.

Ha visto anche uomini politici?
Pochi, conoscenze comunque superficiali. E, in ogni caso, mai si è parlato di business.

Lei ha conti correnti all'estero?
No. E non ce l'hanno né mio marito (Pier Francesco Guarguaglini, ex presidente di Finmneccanica, n.d.r.) né i nostri figli.

 

MARINA GROSSIMARINA GROSSI GUARGUAGLINI guarguaglini Selex tommaso di lernia jpegLORENZO COLA

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...