mario draghi spread

NON SIAMO QUI AD ABBASSARE LO SPREAD MA AD AZZERARLO - CON MARIO DRAGHI IN SELLA, IL DIFFERENZIALE BTP-BUND E' AI MINIMI DAL 2015 - LA BORSA AZZERA LE PERDITE E RITROVA IL SEGNO PIÙ DA INIZIO ANNO - VOLETE INVESTIRE I VOSTRI SOLDI? DAI CCT AI TITOLI INDICIZZATI ALL'INFLAZIONE FINO ALLA VENDITA DEI TITOLI A LUNGA SCADENZA - I CONSIGLI

Angelo Drusiani per www.corriere.it

Mario Draghi

 

REDDITO FISSO: LE STRATEGIE PER INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI

Lo spread è ai livelli minimi dal 2015. In attesa dell’esito delle consultazioni per il nuovo governo di Mario Draghi, il differenziale di rendimento del Btp rispetto al Bund tedesco si è portato a 93 punti base. La Borsa azzera le perdite e ritrova il segno più da inizio anno. I mercati, come ci si immaginava, dimostrano così il loro gradimento a Mario Draghi.

 

Le diverse fasi economico-politiche di un Paese influenzano le caratteristiche degli strumenti finanziari. Quando queste fasi attraversano momenti incerti si accompagnano rendimenti cedenti. A quelle brillanti rendimenti crescenti. I capitali investiti in titoli obbligazionari, siano essi emissioni governative o societarie, non devono essere fermi per sempre. Bisogna seguire il portafoglio e gestirlo, seguendo le tendenze dei tassi di interesse. Vediamo come.

L EFFETTO DI DRAGHI SULLO SPREAD

 

La strategia in due tempi: vendere i titoli lunghi rende fino al 14%

Qui spieghiamo la ragione di una strategia in due tempi, esemplificata dai diversi gruppi di titoli elencati nelle due tabelle. Il primo, quello dei Btp classici e forieri a oggi di discrete plusvalenze se acquistati in emissioni, deve pian piano lasciare il passo ai Cct o più in generale ai titoli indicizzati all’inflazione che invece potrebbero dare il meglio se il costo del denaro dovesse cominciare a salire.

 

spread

Vendendo titoli brevi e lunghi (da tre a bent’anni di vita residua) due settimane prima del coinvolgimento di Draghi, si portavano a casa rendimenti compresi tra il 2 e il 13%. Oggi per i più longevi si supera il 14%, aggiornando all’8 febbraio la data di vendita delle emissioni prese a titolo di esempio. Un profitto da non disprezzare, che si può incassare solo cogliendo l’attimo.

 

LE NUOVE EMISSIONI

Il secondo tempo della strategia obbligazionaria deve aprire la riflessione sulle nuove emissioni su cui prepararsi a investire, una volta ceduti sul mercato i titoli riportati nella prima tabella.

 

Apportare modifiche alla propria strategia obbligazionaria rappresenta spesso una scelta di non semplice attuazione. Occorre tempo per meditare e per decidere. Ma in questo frangente storico è razionale, prima o poi, passare da un portafoglio prevalentemente caratterizzato dalla presenza di strumenti a cedola fissa a prodotti finanziari le cui cedole assumono un valore variabile.

 

BTP ITALIANI

Un valore che ha come parametro di riferimento il tasso interbancario di Eurozona, nel caso dei Cct. O la dinamica del costo della vita interna, per i Btp Italia o l’Oat francese. Poi ci sono i Btp indicizzati al tasso d’inflazione di Eurozona e, in un caso, all’inflazione d’oltre Oceano. Quella, forse, che, per prima, salirà in tempi non lontani. Spinta, in gran parte, dal maggior dinamismo tipico dell’economia statunitense.

 

LA RIVINCITA DELLA «OLD ECONOMY»?

La valenza politica, legata al cambio di presidenza a Washington, potrebbe, di fatto, ridare fiato alla «vecchia» economia, quella delle infrastrutture con l’insieme di attività che l’accompagnano. Frenando, in parte, l’ascesa della componente tecnologica. La «vecchia» economia necessita di forti finanziamenti e il ruolo del sistema bancario potrebbe tornare centrale, mentre alla crescente richiesta di credito corrisponderebbe un aumento del costo del denaro. Anticipato da un rialzo dei rendimenti di mercato, a cominciare da quelli che ora offrono Btp e Cct e altri ancora.

 

BTP ITALIA

Offrono è un eufemismo, poiché molti rendimenti sono ancora di segno negativo. E proprio quei segni meno che caratterizzano l’ultima colonna della seconda tabella potrebbero gradualmente lasciare spazio a valori diversi. Supportati da un calo, altrettanto graduale, ma costante, delle attuali quotazioni. A prezzi di mercato cedenti corrispondono rendimenti via via in rialzo. Esattamente l’opposto di quanto è accaduto fino ad ora, in parte per timori di economie statiche e in parte per gli acquisti di titoli di Stato che le banche centrali effettuano per riportare il sereno nelle prospettive di crescita economica dell’intero globo.

spread btp bund

 

IL RITORNO ALLA NORMALITÀ E I RENDIMENTI NEGATIVI

Gli attuali rendimenti negativi caratterizzano un’epoca travagliata, ma che, probabilmente, è destinata a lasciare spazio ad un ritorno alla normalità. Alla ripartenza del circuito consumi-produzione, l’unico, al momento, che ha garantito un costante aumento della ricchezza mondiale. A fronte, peraltro, di un analogo aumento del debito privato e di quello pubblico. Debito che si palesa in emissioni di titoli di Stato, di obbligazioni di società, il cui valore complessivo è elevatissimo, ma che rappresenta, nel contempo, una delle tante forme di investimento della ricchezza che aziende e persone producono nel corso degli anni.

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