guerra delle tv

LA GUERRA DEL TELECOMANDO - A MEZZANOTTE MEDIASET OSCURERÀ I SUOI CANALI DALLA PIATTAFORMA SKY - IL “BISCIONE” CHIEDEVA DEI DIRITTI DI RITRASMISSIONE CHE IN EUROPA NESSUNO HA MAI PAGATO - LA RAI E’ PRONTA AD ACCHIAPPARE IL CANALE 104 DEL SATELLITARE E METTERCI RAI4

Paola Pica per “Corriere Economia - Corriere della Sera”

 

La decisione è presa. E, salvo sorprese dell' ultima ora, dalla mezzanotte di oggi gli abbonati Sky non avranno più a disposizione nel telecomando della pay tv di Rupert Murdoch le tre reti generaliste di Mediaset.

SKY CONTRO MEDIASET PREMIUMSKY CONTRO MEDIASET PREMIUM

 

A criptare il segnale satellitare free di Retequattro, Canale 5 e Italia 1 è lo stesso gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi che ha scelto di premere il tasto off per affermare quello che a Cologno negli ultimi mesi è stato acquisito come un diritto, la tutela della proprietà intellettuale dei contenuti realizzati per le reti ammiraglie in chiaro (sempre visibili in ogni caso su Tv Sat).

 

Una produzione che per Mediaset rappresenta certo più di un miliardo di investimenti all'anno, ma, al di là di questo, la mossa sembra seguire il disegno strategico introdotto con la separazione di Mediaset Premium dalla casa madre e poi la costituzione in spa della pay tv del Biscione che, al pari di molti broadcaster internazionali, persegue la piena trasformazione in media company.

 

Andrea Zappia ringrazia Andrea Zappia ringrazia

Sky Italia ha sin qui declinato l' invito a sedersi a un tavolo di trattativa economica con il Biscione sui diritti di (ri) trasmissione. E anzi non ha mai nemmeno preso in esame la richiesta considerata evidentemente irricevibile. Per Andrea Zappia, amministratore delegato della piattaforma italiana del gruppo britannico, criptare il segnale è «una libera scelta di Mediaset che non lascia particolarmente sorpresi: procediamo di conseguenza», ha affermato di recente lasciando capire che le strade devono a questo punto separarsi.

 

LOTTE

piersilvio berlusconipiersilvio berlusconi

Non è questo l' unico contrasto tra Sky e Mediaset: tra i due competitor l' annoso confronto è tornato a farsi serrato dopo l' acquisizione da parte della tv di Berlusconi dei diritti della Champions League per i prossimi tre anni, mentre sarebbero per ora congelate, dopo qualche avvicinamento, le riflessioni sull' eventuale cessione di Premium.

 

«Siamo molto tranquilli e stiamo ovviamente già impostando le modifiche necessarie. Oggi gli spettatori sono abituati a guardare la tv su diverse piattaforme, lo faranno anche in questo caso», ha aggiunto Zappia parlando al meeting di Rimini. Il fatto è, ha sostenuto, che Mediaset non può chiedere retransmission fees a Sky perché quest' ultima «non ha mai ritrasmesso il segnale, ma solo ricevuto un segnale free . E nel resto d' Europa, a partire dalla Gran Bretagna, nessuna richiesta di pagamento per i canali free ha mai ottenuto un pagamento».

 

DIRITTI

La questione dei diritti di ritrasmissione, ancora controversa in molti Paesi europei, dove fatta eccezione per la Germania i riconoscimenti sono ancora relativamente pochi, sembrerebbe più lineare negli Stati Uniti, dove questi diritti rappresentano ormai una voce importante dei ricavi per le reti televisive che fanno anche il mestiere di produttori di contenuti. Già a luglio, Gina Nieri, consigliere di amministrazione di Mediaset e figura di riferimento per gli affari istituzionali, aveva preannunciato la decisione «di far valere i nostri diritti con atti formali».

mediaset premiummediaset premium

 

Oggi il giorno dell' addio, un atto formale quello dell' oscuramento delle tre reti generaliste (comunque garantite sulla piattaforma gratuita Tv Sat che vede 2,5 milioni di abbonati italiani, per lo più residenti nelle zone non raggiunte dal digitale terrestre) che gli analisti hanno considerato remoto fino alla vigilia, sulla convinzione che la presenza dei canali Mediaset nella parte alta del telecomando di Sky fosse un accordo di quelli che fan vincere tutti.

 

ANTONIO CAMPO DALL ORTO ANTONIO CAMPO DALL ORTO

Sky che offre anche il pacchetto generalista ai suoi abbonati e Mediaset che potenzia il traffico. A conti fatti, tuttavia, il quadro sembra diverso. Cologno stima in 40-45 milioni il valore dei diritti che vengono calcolati sommando una quota fissa per poter avere il segnale a una fee per abbonato e in solo lo 0,5-0,6% la perdita degli ascolti. L' impatto sui ricavi pubblicitari, inoltre, viene indicato come pari a zero.

 

A questo si aggiunge il fatto che il Biscione sta siglando in queste settimane contratti commerciali con i principali operatori di telefonia, Telecom e Vodafone, per la trasmissione dei contenuti.

 

Anche Sky si sta attrezzando per attribuire i tre tasti di pregio del telecomando che da oggi tornano disponibili: 104, 105 e 106. In avvicinamento c' è la nuova Rai di Antonio Campo Dall' Orto e Monica Maggioni che punterebbero ad estendere le prime tre posizioni (Rai Uno, Rai Due, Rai Tre) al canale 104 con Rai 4. L'iniziativa, che farebbe una commodity della rete di Murdoch il canale Rai nato invece per competere su film e mini-serie, è già stata salutata con entusiasmo dal deputato pd segretario della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi.

 

Ei Towers lancia opa su RaiwayEi Towers lancia opa su Raiway

«L' intuizione di mettere Rai 4 al quarto canale della piattaforma Sky, dopo l' addio di Mediaset, potrà rappresentare un valore aggiunto per gli introiti pubblicitari e qualificherà ancora di più la Rai sulla piattaforma satellitare, il cui pubblico viene considerato di tipo privilegiato dagli investitori - ha detto. Osservando che «la decisione contribuisce a sanare la scelta autolesionista di sei anni fa dell' allora direttore generale Masi, che cancellò il redditizio contratto con Sky per la struttura RaiSat, finita smantellata dopo aver rappresentato per anni un' eccellenza all' avanguardia».

 

Mediaset vuole comprare Rai Way- Ei Towers lancia opa Mediaset vuole comprare Rai Way- Ei Towers lancia opa

Sul canale 105 dovrebbe infine sbarcare SkyUno (al posto di Canale 5) e sul 106 Sky Atlantic (al posto di Italia 1). Il risiko del telecomando potrebbe infine intrecciarsi con la partita più rilevante e solo sospesa delle torri. Dopo lo stop all' Opa della Ei Towers di Mediaset su Rai Way, il mercato non ha smesso di credere alla nascita di un operatore unico.

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAI, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI! I “MARANZA” SONO FREGATI, LE PIAZZE TORNERANNO PACIFICHE! OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: IL NOME DI SIHER ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, E LA SENSAZIONE È CHE SIA STATO TIRATO FUORI DI PROPOSITO COME CAPRONE ESPIATORIO PER ALIMENTARE LA NARRAZIONE DI “ASSEDIO” CHE FA COMODO ALLA DUCETTA (COME SUCCESSO CON LE PROTESTE DEI TIR AL SUD “NASCOSTE” PER DARE SPAZIO ALLE VETRINE SPACCATE DAI TEPPISTELLI DI SECONDA GENERAZIONE) – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE  - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...