zingales merkel renzi

MI PIACE TALMENTE L’EURO CHE NE VOGLIO DUE - LA RICETTA DI ZINGALES PER SALVARE L’EUROPA DALLA MONETA UNICA: UN EURO PER LA GERMANIA ED UNO PER IL GLI ALTRI - ''TRUMP FAREBBE UNA POLITICA KEYNESIANA, MENTRE SE VINCE HILLARY NON CAMBIA NULLA'' - WALL STREET VOTA CLINTON

 

Francesco Rigatelli per “Libero Quotidiano

 

Di duri e puri del liberismo ne sono rimasti pochi e lui sta asserragliato nel loro fortino, la Scuola Booth di Business dell' Università di Chicago.

LUIGI ZINGALES LUIGI ZINGALES

 

Luigi Zingales, 53 anni, padovano, bocconiano, economista al Mit di Boston prima di approdare nella città di Barack Obama sulle rive del Lago Michigan, affronta in questa intervista i temi dei suoi libri più noti: Salvare il capitalismo dai capitalisti (Einaudi), che ricorda una frase di Montanelli secondo cui «il problema del capitalismo sono i capitalisti» e Europa o no (Rizzoli), da cui è nato il suo blog www.europaono.com.

 

Secondo l' economista Geminello Alvi l' economia è gonfiata da una serie di bolle dagli anni di Bill Clinton alla Casa Bianca, che ne pensa?

«Ci sono state bolle, ma oggi il problema maggiore a livello mondiale è che il risparmio totale eccede la domanda di investimento, per questo i tassi sono così bassi.

Il tasso d' interesse altro non è che il prezzo che uguaglia la domanda di investimento all' offerta di risparmio. Con i tassi bassi, il rischio di bolle speculative è elevato».

Geminello AlviGeminello Alvi

 

La speculazione è la grande malattia della nostra epoca oppure qual è?

«No, il problema più grande è l' influenza che le grosse imprese hanno nello scrivere le regole del gioco. È come se Higuain non fosse solo giocatore, ma anche arbitro».

 

Regole indipendenti limiterebbero la speculazione?

«Se lei compra una casa o un quadro nell' aspettativa che il prezzo di questi beni salga è un investitore o uno speculatore? Se per speculatori intendiamo solo coloro che di professione comprano e vendono titoli o beni senza alcun desiderio di detenere o consumare questi beni, costoro svolgono un ruolo fondamentale in un' economia di mercato. Senza la speculazione i prezzi sarebbero molto più erratici e le bolle finanziarie più pronunciate».

 

Trova anche lei come Alvi che ci sia una specie di accordo paradossale non scritto tra speculazione e sinistre?

«Sono d' accordo che paradossalmente possa esistere una comunanza di obiettivi tra la grande impresa e la sinistra. Bisognerebbe approfondire poi su cosa si intenda oggi per sinistra. Guardi per esempio cosa avviene negli Stati Uniti: la grande finanza è compatta nel votare Hillary Clinton».

 

Come mai ora si alzano i tassi Usa?

MARK CARNEY JANET YELLEN MARIO DRAGHIMARK CARNEY JANET YELLEN MARIO DRAGHI

«Perché l' economia americana sta crescendo, la domanda di investimento sale e quindi il prezzo di equilibrio del capitale sale. Se la Federal Reserve non aumentasse i tassi, questo eccesso di domanda si tradurrebbe in inflazione».

 

Gli Stati Uniti che Europa desiderano?

«Innanzitutto un' Europa stabile».

 

E che euro vogliono?

«Un euro stabile».

 

Se lei fosse a Bruxelles e avesse la bacchetta magica che Europa disegnerebbe?

«Coordinerei un' uscita della Germania e dei paesi satelliti dall' euro, per formare un euro del Nord Europa. È dal 2010 che sostengo che due euro sarebbero meglio di uno».

 

E Renzi cosa può fare con l' Unione europea?

«Smettere di elemosinare decimali di flessibilità e forzare un dibattito serio sul futuro dell' euro. La proposta di Padoan sull' assicurazione europea sulla disoccupazione è un ottimo primo passo. Su questa proposta va condotta la vera battaglia per la sopravvivenza dell' Europa, altrimenti meglio l' uscita della Germania e di altri ».

 

E in Italia?

«Smettere con manovre ad hoc. Tagliare la spesa pubblica improduttiva e ridurre in maniera permanente le imposte su imprese e lavoro».

RENZI EUROPA TASSERENZI EUROPA TASSE

 

Lei ha fatto parte di alcuni consigli d' amministrazione in imprese italiane, ma ha mollato. Come mai?

«Ho rappresentato per sette anni gli investitori istituzionali in Telecom. Dopo tanto tempo ho trovato giusto non farmi rinnovare, perché un ricambio al vertice è utile, ma soprattutto perché se eletto avrei perso la qualifica di indipendente e non volevo rimanere in consiglio da non indipendente. Per quanto riguarda l' ultima esperienza in Eni, sono stato nominato in consiglio dal Governo e ho accettato pensando ci fosse una visione condivisa su come la società andava gestita. Quando mi sono reso conto che il consiglio non condivideva questa visione, ho preferito farmi da parte. E non lo considero affatto mollare, anzi».

 

Cosa manca alle imprese italiane per crescere?

«Manager di qualità e capitali. Con qualche notevole eccezione, la nostra cultura manageriale è ferma all' Ottocento e il nostro mercato dei capitali anche. Anzi, all' inizio del Novecento era più sviluppato».

 

cina e stati uniti cina e stati uniti

Come vede l' evolversi del mondo del lavoro?

«Il progresso implica il cambiamento. Molti dei lavori che facciamo oggi non erano neppure pensabili quindici anni fa».

 

Ma continuerà la deindustrializzazione?

«In Italia e in Europa sì».

 

L' economia digitale toglie posti di lavoro o li crea?

«Calcolo difficile da fare, ma qualsiasi sia la risposta cosa si può fare? Abolire l' innovazione per legge?».

 

Quali rischi intravede sul tema del lavoro e quali opportunità?

«Che la nostra scuola non prepari abbastanza i giovani per l' economia del futuro».

 

Ci aspettano ondate migratorie notevoli. Dal punto di vista economico sono un bene o un male?

XI JINPING CINA USA TRUMPXI JINPING CINA USA TRUMP

«Dal punto di vista economico, sono un beneficio netto. Ma non di solo pane... Molti cittadini italiani ed europei si sono espressi contro l' immigrazione per motivi socio-culturali. Possiamo non essere d' accordo, ma in una democrazia non possiamo non tenerne conto».

 

Arriviamo al resto del mondo: le economie emergenti sono davvero importanti o alla fine si sono rivelate fragili, dalla Cina al Brasile, e contano solo gli Stati Uniti?

«La Cina è diventata una superpotenza mondiale. Rischia una crisi ciclica, ma crisi o non crisi, rimane una superpotenza. Il Brasile non è riuscito a fare il salto di qualità. Ma data la dimensione della sua popolazione, non può essere ignorato».

 

Come vede il rapporto economico e di debito tra Stati Uniti e Cina?

il secondo confronto tv tra trump e hillary clinton 8il secondo confronto tv tra trump e hillary clinton 8

«Le due economie sono diventate molto integrate, quindi sono condannate ad andare d' accordo».

 

Per lei che vive a Chicago quali sono i pregi economici americani e i difetti?

«Il maggior pregio dell' economia americana è la sua capacità di innovazione. Il maggior difetto, l' influenza del potere economico sulla politica».

 

Come cambierebbe la politica economica se vincesse Donald Trump?

«Difficile a dirsi. Ha detto tutto e il contrario di tutto. Paradossalmente l' esito più probabile è che Trump aumenti la spesa pubblica in infrastrutture e difesa e riduca le imposte, quindi un grande stimolo keynesiano».

 

E se vincesse Hillary Clinton cosa farebbe di diverso da Barack Obama?

«Niente».

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?