leonardo del vecchio delvecchio ghizzoni palenzona

MILANO CRESCE (+1,2%) CON LE BANCHE ECCITATE DALLA GARANZIA GOVERNATIVA SUGLI AUMENTI DI CAPITALE - DEL VECCHIO INCONTRA DONNET E 'SALVA' GHIZZONI DOPO AVERLO SCARICATO: ''CAMBIARE I VERTICI UNICREDIT NON SERVE, GHIZZONI NON CONTA NIENTE, IL TITOLO È SALITO DEL 15% PERCHÉ LE BANCHE HANNO TROVATO L'ACCORDO''

1.BORSA: MILANO CHIUDE A +1,25%, BANCHE ANCORA PROTAGONISTE

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Ancora una giornata di forti acquisti sui titoli degli istituti di credito mentre avanza il piano del governo per creare un veicolo che garantira' gli aumenti di capitale delle banche. Il balzo piu' consistente e' stato realizzato dal Banco Popolare (+10,3%), ma anche Mps (+9,78%) e Ubi (+7%) si sono ben comportate. E' stato grazie a questi rialzi se il Ftse Mib ha chiuso a +1,25% e il Ftse All Share a +1,33%. L'attenzione degli operatori, pero', oggi guardava anche a Rcs dopo l'offerta pubblica di scambio annunciata venerdi' sera da parte di Cairo.

urbano cairourbano cairo

 

La proposta dell'imprenditore alessandrino valorizzava il gruppo che edita il Corriere della Sera circa 770 milioni, vale a dire 0,551 euro per azione. Il titolo, pero', oggi e' balzato a 0,586 euro, sopra il livello proposto da Cairo, dopo aver messo a segno un progresso del 28,79%. Piu' contenuto il rialzo dei titoli Cairo Communication (+2,07%) con cui verrebbero scambiati i titoli Rcs. Sempre nel settore editoriale, Mediaset ha chiuso a +2,57% dopo l'accordo con Vivendi.

 

Sul fronte dei cambi, l'euro si mantiene sopra la soglia di 1,14 dollari conquistata venerdi' a 1,1429 dollari (venerdi' in chiusura era a 1,1409). Il rapporto fra euro e yen si attesta a 123,39 (123,53), mentre quello fra dollaro e yen e' pari a 107,93 (108,2). Per quanto riguarda il greggio, il Wti guadagna l'1,66% a 41,67 dollari al barile.

 

2.GENERALI: IN MEDIOBANCA VERTICE DEL VECCHIO-DONNET

Leonardo Del VecchioLeonardo Del Vecchio

(IlSole24Ore Radiocor Plus) - Summit in Mediobanca per Leonardo Del Vecchio e il nuovo ceo di Generali, Philippe Donnet. Il patron di Luxottica, secondo azionista della compagnia assicurativa con il 3,17% (alle spalle della stessa Mediobanca che ha il 13,2%), e' giunto nella sede dell'istituto attorno alle 12.30 e si e' trattenuto fino dopo le 15, mentre Donnet ha lasciato Piazzetta Cuccia una mezzora prima.

 

'Si, ho visto Donnet', ha dichiarato Del Vecchio all'uscita dalla banca. Il patron di Luxottica era accompagnato da Romolo Bardin, il cfo di Delfin (la hoding della famiglia Del Vecchio), che entrera' nel cda di Generali che sara' eletto dall'assemblea del prossimo 28 aprile. A quanto si apprende, all'incontro era presente l'a.d di Mediobanca, Alberto Nagel.

 

philippe donnet generaliphilippe donnet generali

3.UNICREDIT: DEL VECCHIO, GHIZZONI ADEGUATO? NON SONO PER CAMBIAMENTI

(IlSole24Ore Radiocor Plus) -  'Io non sono per troppi cambiamenti'. Questa la risposta di Leonardo Del Vecchio ai cronisti che gli chiedono se ritenga adeguato il ceo di Unicredit, Federico Ghizzoni. 'Perche' - aggiunge il patron di Luxottica azionista della banca con una quota sotto il 2% - non si sa cosa farebbe chi arriverebbe al suo posto. Resterebbe sempre una domanda: quella che ci facciamo adesso, ce la faremmo anche domani'.

 

Intercettato nel centro di Milano e interpellato su Unicredit e in particolare su Ghizzoni, Del Vecchio sottolinea poi con soddisfazione che 'il titolo della banca e' salito del 15% in due giorni'. Ma - aggiunge - 'non e' Ghizzoni che conta, Ghizzoni non conta niente. Conta che le banche, per fortuna, hanno fatto questo accordo che praticamente risolve i problemi degli istituti che possono fallire e far perdere soldi alla povera gente e ai risparmiatori. Gia' questo fatto e' importante'.

 

4.GENERALI: LANCIA NUOVO PROGRAMMA BOND, ALZATO TETTO EMISSIONI A 15 MLD

ghizzoni montezemolo   ghizzoni montezemolo

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Le Generali puntano su un nuovo programma di emissioni di bond da 15 miliardi di euro per 'poter fare fronte alle esigenze di finanziamento attuali e prospettiche approfittando delle eventuali e vantaggiose finestre di mercato che dovessero aprirsi in un arco di circa tre anni, anche ai fini di un'ottimizzazione del capitale regolamentare'.

 

La decisione, secondo quanto risulta a Radiocor Plus, e' stata presa da un cda del Leone che si e' tenuto settimana scorsa, in cui Alberto Minali - nominato il mese scorso direttore generale (ricopriva gia' la carica di direttore finanziario) - ha illustrato il progetto che prevede nel dettaglio l'innalzamento del tetto del precedente programma di emissioni Emtn, in scadenza proprio questo mese, dai 'vecchi' 12 miliardi a quota 15 miliardi.

 

alberto minalialberto minali

Di questi, va ricordato, 10,069 miliardi sono stati comunque gia' utilizzati negli anni scorsi. Il nuovo Emtn avra' effi cacia fi no a fine 2019 ma tutto cio', precisano fonti vicine alla societa', non avra' alcun riflesso sulla leva ne' andra' ad aumentare lo stock del debito: offrira' invece ulteriori margini di manovra per approfittare delle condizioni vantaggiose dei tassi sul mercato per ridurre gli oneri finanziari.

 

In sostanza, servira' ad una 'gestione attiva' delle passivita' della compagnia. Le emissioni del nuovo programma Emtn potranno essere sia di tipo senior (con scadenza fra tre e 50 anni) sia di tipo subordinato e computabili quindi tra gli strumenti di Tier 2 e Tier 3. Allo stesso tempo, il cda - sempre su proposta di Minali - ha deciso di revocare le delibere per il cosiddetto 'Programma Consob', destinato all'emissione di obbligazioni destinate al retail poiche' le stesse' non hanno mai trovato attuazione, avendo ritenuto la compagnia di ricorrere al mercato istituzionale'.

 

5.OCSE: SUPERINDICE, A FEBBRAIO CRESCITA RALLENTA MA STABILE IN EUROZONA

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Crescita in lieve rallentamento nell'insieme dell'area Ocse ma stabile nell'Eurozona. E' quanto emerge dal super-indice Ocse di febbraio. Per l'area dei 34 Paesi piu' industrializzati, l'indicatore che anticipa i segnali di svolta dell'attivita' economica rispetto al trend a febbraio e' sceso a 99,6 (contro la media di lungo periodo pari a 100) da 99,7 a dicembre. La zona euro e' stabile a 100,5, con l'Italia in lieve calo a 100,7 da 100,8 di gennaio, comunque il secondo punteggio piu' elevato dopo la Francia, stabile a 100,9.

 

ocse ocse

Segnali di indebolimento della crescita emergono per il Giappone (99,5 a febbraio da 99,6 a gennaio), la Germania (99,7 da 99,8), la Gran Bretagna (99,1 da 99,2) e Stati Uniti (98,9 da 99). Stabile, oltre alla Francia, il Canada (99,4). Tra i non-Ocse, restano stabili l'India (100,1), la Cina che va verso una stabilizzazione della crescita (98 ,4). C ontinuano a perdere slancio Brasile (stabile a 97,7) e Russia (stabile a 98,2). Per i cinque principali Paesi dell'Asia il super-indice sale a 99,2 da 99,1 e per il G7 e' stabile a 99,4.

 

6.BANKITALIA: CON CESSIONE CREDITI A FEBBRAIO CRESCITA SOFFERENZE CALA AL 4,7%

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Crescita delle sofferenze bancarie in flessione, grazie alla cessione di crediti. Secondo Bankitalia, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze, senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuita' statistiche, e' stato pari al 4,7%, in diminuzione rispetto al tasso di crescita su base annua registrato a gennaio, pari al 9%.

IGNAZIO VISCOIGNAZIO VISCO

 

Tale diminuzione, sottolinea via Nazionale nel Supplemento al Bollettino statistico 'Moneta e banche', dipende da operazioni di cessione di crediti in sofferenza realizzate nel mese di febbraio. Se si corregge il tasso di crescita per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, analogamente a quanto si fa per il totale dei prestiti, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze risulta pari al 13,4%, come in gennaio.

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…