re salman al saud arabia saudita petrolio

DI MALE IN GREGGIO - IL MONDO VA AL CONTRARIO: PIÙ C'È TENSIONE IN MEDIORIENTE, PIÙ CALA IL PETROLIO - È L'OMICIDIO-SUICIDIO DEI SAUDITI, CHE HANNO DISTRUTTO L'OPEC E PERSO 150 MILIARDI IN SEI MESI PUR DI AMMAZZARE PRODUTTORI AMERICANI E IRAN - MA OBAMA RESTA DALLA PARTE DEI MONARCHI, CHE COMPRANO 100 MILIARDI DI ARMAMENTI IN 5 ANNI

la quota di produzione di petrolio dell opecla quota di produzione di petrolio dell opec

Alberto Negri per "Il Sole 24 Ore"

 

Una guerra del petrolio al contrario: più il conflitto in Medio Oriente si fa distruttivo e complicato e più il prezzo del petrolio scende.

 

Un tempo bastava l’accenno di un conflitto per alzare le quotazioni e rimpinguare le casse dei Paesi produttori. Ma è un paradosso apparente. Oggi l’arma del petrolio si è rovesciata: l’Arabia Saudita ha fatto saltare l’Opec e le quote del tetto produttivo per mettere al tappeto l’Iran, la Russia e fronteggiare l’ascesa dello shale oil americano.

 

pozzi arabia sauditapozzi arabia saudita

I sauditi hanno sbriciolato il Cartello dell’oro nero come l’Isis ha simbolicamente abbattuto con un bulldozer un altro cartello, di cartapesta, con la scritta Sykes-Picot ai confini tra Iraq e Siria, per significare l’affondamento dei confini coloniali.

 

Riad, forte di 700 miliardi di dollari in riserve ma pronta anche a emettere bond per finanziare le sue guerre, è disposta a giocarsi il tutto per tutto. Soltanto nella prima metà del 2015 ha perso 150 miliardi per il calo dei prezzi. La monarchia saudita, guida del fronte sunnita, è in difficoltà come non mai e ha trovato il suo Vietnam arabico in Yemen. Le cose vanno così male che si ritirano investimenti dai fondi sovrani, il sacro Graal della liquidità mondiale.

re salman abdullazizre salman abdullaziz

 

Gli americani pur di tenere in piedi la casa reale, divorata da lotte interne e generazionali tra i principi del sangue, hanno persino bombardato le truppe di Assad in Siria: un segnale di solidarietà a quel fronte sunnita che ha sbagliato clamorosamente i calcoli di un’altra guerra dopo quella condotta, sempre per procura, da Saddam Hussein contro l’Iran di Khomeini. Ma allora il petrolio era schizzato e gli sceicchi versarono 50 miliardi di dollari sonanti nella tasche del raìs iracheno per abbattere la repubblica islamica.

la produzione di petrolio americano la produzione di petrolio americano

 

La guerra sullo Shatt el Arab non modificò il confine di un centimetro ma ora le cose stanno diversamente: i sunniti si trovano la Russia nel Levante che tiene sotto tiro con i missili l’improvvido Tayyp Erdogan, una sorta di piazzista della jihad che buttando a mare Assad voleva mettersi in proprio come Sultano del Levante tra Aleppo, Mosul, intascando anche qualche pozzo di greggio. I prezzi bassi dell’energia aiutano anche lui, in difficoltà con il boom economico che si affloscia e ai ferri corti con Putin, il suo maggiore fornitore di gas.

 

Presidente Hassan Rouhani Presidente Hassan Rouhani

Cambiano i tempi, cambia pure la tattica. Ora si fa destabilizzazione al contrario. Pur di sgretolare l’asse sciita Teheran-Baghdad-Damasco-Hezbollah le monarchie del petrolio sono disposte a bruciare le loro ricchezze, una mossa azzardata perché è proprio con la loro potenza finanziaria che hanno pagato i gruppi radicali islamici per tenerli lontani da casa propria.

 

ASSAD PUTINASSAD PUTIN

Ma non riescono a digerire l’accordo sul nucleare con l’Iran e la prossima fine delle sanzioni che porterà sul mercato altri 500mila barili di petrolio al giorno, con i tank persiani che galleggiano già come cetacei nelle acque del Golfo. Non solo: i nuovi contratti petroliferi iraniani presentati dal ministro Bijan Zanganeh, più appetibili per la major di quanto non si pensasse, sono un altro motivo di acuta irritazione. Per punire il ritorno di Teheran sui mercati i sauditi hanno sgretolato il Cartello.

 

Per questo la guerra del petrolio alla rovescia non annuncia rosei orizzonti. Per quanto vituperata dai consumatori, con l’Opec svanisce un’altra forma di organizzazione dei mercati: il caos del greggio a basso costo si può pagare molto caro in certi Paesi. Se a questo aggiungiamo altri fattori di incertezza, valutari e finanziari, ci rendiamo conto che sta venendo meno un sistema di regolamentazione con mezzo secolo di storia.

 

michelle e barack obama con re salman dell arabia sauditamichelle e barack obama con re salman dell arabia saudita

E non è secondario che le quotazioni in discesa ridurranno ancora utili e investimenti: forse qualche major sparirà. I sauditi e i loro fiancheggiatori arabi, gli esempi peggiori di un Islam conservatore e retrogrado, ballano sul ponte di una petroliera inclinata come il Titanic. Se non fosse per le basi Usa nel Golfo e il patto leonino che lega Riad a Washington ci sarebbe da temere davvero.

 

Ma è noto che gli Stati Uniti sono pronti a correre in soccorso dei prìncipi arabi più di quanto non siano disposti a fare per i traballanti leader europei: in cinque anni i sauditi hanno acquistato sistemi d’arma da Washington per 100 miliardi di dollari. Del resto gli americani ci possono chiedere: «Non volevate il petrolio a buon mercato? Eccovi serviti».

 

putin selfie obamaputin selfie obama

E quanto alla guerra nel Levante, alle sue centinaia di migliaia di morti, ai milioni di profughi e al terrorismo, il punto di svolta potrebbe essere economico. Se gli Usa e l’Europa firmeranno il Trattato transatlantico su commercio e investimenti (Ttip), gli americani torneranno ad avere un forte interesse per il mercato europeo e forse decideranno di sistemare i conflitti intorno all’Unione e con la Russia. Così quando la polvere si depositerà sui campi di battaglia si conteranno gli utili in bilancio, non i morti.

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...