MOTORE GIA' IN PANNE PER ALITALIA - LA LIQUIDITA' SCARSEGGIA E GLI ARABI DI ETIHAD, CHE STANNO STUDIANDO IL DOSSIER, DICONO DI NON AVERE FRETTA - ASPETTANO PER PAPPARSI LA COMPAGNIA DI BANDIERA PER UN PIATTO DI LENTICCHIE?

1-ALITALIA VARA IL CDA E TRATTA CON LE BANCHE
Gianni Dragoni per "Il Sole 24 ore"

Con tre nuovi soci e qualche incrinatura nell'azionariato, evidenziata anche dalla scelta di Atlantia (Benetton) di presentare da sola la lista dei suoi candidati al nuovo consiglio di amministrazione e di non convertire le obbligazioni in azioni, Alitalia-Cai cerca di ripartire con i "nuovi" vecchi vertici.
La compagnia sta discutendo con le banche perché la liquidità scarseggia, ha detto Gabriele Del Torchio, il "ducatista" confermato amministratore delegato con in più il grado di vicepresidente, nel nuovo cda che durerà, parole di Del Torchio, «fino all'approvazione del bilancio 2014», quindi circa 16 mesi. Confermato anche Roberto Colaninno presidente, è in carica dalla fine del 2008, quando prese forma l'Alitalia dei Capitani coraggiosi, i «patrioti» di Silvio Berlusconi.

Alitalia ha troppi debiti rispetto al flusso di cassa della gestione, come hanno sottolineato sia Air France-Klm sia il potenziale nuovo alleato Etihad. La discussione con le banche, che già hanno prestato 200 milioni di euro al termine della ricapitalizzazione di 300 milioni, potrebbe estendersi alla rinegoziazione del debito. Questa condizione è stata posta dal potenziale partner di Abu Dhabi per investire fino a 350 milioni in un nuovo aumento di capitale. Anche Air France-Klm aveva chiesto di rinegoziare il debito, ma avendo ottenuto un diniego i franco-olandesi non hanno partecipato all'aumento di capitale, diluendosi dal 25 al 7% circa.

«Con Etihad siamo ancora in fase esplorativa, ci scambiamo idee e progetti, ma se il buongiorno si vede dal mattino io sono ottimista», ha spiegato Del Torchio. I contatti procedono, con le incertezze per le fragilità finanziarie e di mercato di Alitalia. L'a.d. di Etihad, James Hogan, ha parlato ieri di «fase preliminare dell'analisi su Alitalia», spiegando che «Etihad non è interessata all'aeroporto» di Fiumicino, togliendo così dalla trattativa un elemento che sta a cuore ad Atlantia, che controlla Fiumicino.

Fonti finanziarie riferiscono che, se ci sarà una convergenza con Etihad, l'intesa potrebbe concretizzarsi per marzo-aprile con un aumento di capitale riservato, con il quale la compagnia di Abu Dhabi potrebbe diventare azionista fino al 49% di Alitalia. La liquidità affluita con la ricapitalizzazione ha permesso a Del Torchio di pagare i debiti più urgenti, evitando la paralisi, ma non consentirà di arrivare senza allarmi all'estate. I conti di Alitalia restano in rosso, è aperto il confronto sindacale su 1.900 esuberi, la compagnia ha deciso di mettere a terra 11 Airbus a medio raggio su una flotta già ridotta a 137 aerei (di cui solo 22 a lungo raggio).

«Ci siamo rafforzati sul piano patrimoniale, ora dobbiamo farlo sotto il profilo finanziario e per questo - ha spiegato Del Torchio - stiamo discutendo con le banche per farci accompagnare nel piano di crescita con ulteriore apporto di liquidità». Il nuovo cda ridotto da 19 a 11 componenti, eletto dall'assemblea, tiene conto del peso dei soci dopo la ricapitalizzazione di 300 milioni. Sono state inoltre convertite in azioni 91,543 milioni di obbligazioni, compresi gli interessi. Nel cda anche le Poste, che hanno versato 75 milioni nel piano di salvataggio per volontà del premier Enrico Letta, il quale il 10 ottobre aveva posto come condizione dell'intervento pubblico nella compagnia privata «discontinuità e rinnovamento» e «nuovi organi societari».

Parole rimaste inascoltate, perché i vertici di Alitalia sono stati confermati. Intesa Sanpaolo è il socio più forte, sia per le quote dirette (20,59%) sia per i finanziamenti ad altri soci, tra cui la "new entry" Odissea di Antonio Percassi: la banca ha nominato in cda Fabio Canè e Amedeo Nodari, tratti dalla sua lista anche Colaninno, Davide Maccagnani (azionista al 3,69%) e Mario Volpi, commercialista di Percassi. La lista Poste-Unicredit ha eletto tre consiglieri, due di Poste, Alessandro Zurzolo e Paolo Luca Stanzani Ghedini e uno della banca, Ranieri de Marchis. Air France-Klm ha scelto il suo nuovo direttore finanziario, Pierre Francois Riolacci, Atlantia ha votato Antonino Turicchi in solitudine.

Alitalia ha scelto la continuità «temporanea», come dimostra la dichiarazione di Colaninno, che si è rimangiato le dimissioni da presidente: «Accolgo tale designazione allo scopo di garantire il completamento di questa fase operativa e di transizione della società».

2-"Alitalia ci interessa ma non c'è fretta"
Mara Monti per "Il Sole 24 ore"

«Siamo ancora in una fase preliminare dell'analisi del dossier su Alitalia. Stiamo lavorando alla due diligence, ma alla fine sarà il board della compagnia a decidere». Sono le prime parole del presidente e Ceo di Etihad, James Hogan sull'ipotesi di alleanza con il vettore italiano, rilasciate a Berlino nel corso di una conferenza stampa al fianco dell'amministratore delegato di airberlin, Wolfgang Prock-Schauer per annunciare gli sviluppi dell'alleanza con la compagnia tedesca.

L'interesse sul dossier italiano è forte, ma per ora il Ceo non si sbilancia, a cominciare dai tempi: «Non ho alcuna intenzione di fare alleanze per la fine del mese». Il numero uno della compagnia di Abu Dhabi ha assicurato che nonostante la stretta alleanza commerciale che lega Etihad ad Air France-Klm, nessuna di loro potrà influenzare la decisione finale perché «stiamo parlando solo con Alitalia». Smentito anche l'interesse per l'aeroporto di Fiumicino.

La conferenza di Berlino è stata l'occasione per chiarire i principi della strategia di Etihad che in pochi anni ha acquisito numerose quote in vettori europei e asiatici per penetrarne i mercati domestici: «Siamo stati sempre chiari nel nostro obiettivo di volere creare un network» con vettori che devono rispettare princìpi quali la riduzione dei costi e la possibilità di «portare una compagnia aerea a fare profitti sostenibili. Questi sono i criteri chiave. Quello che non facciamo è dirigere le compagnie partner negli affari correnti. Noi dirigiamo Etihad».

Da questi principi non è esclusa Alitalia, puntualizzando che «se arriveremo a chiarire tutti i punti chiave, renderò nota la situazione al mio board a cui è demandato il compito di prendere la decisione finale. Quello che non vogliamo fare è prendere decisioni affrettate».

Su un punto Hogan è stato chiaro: «Nei prossimi anni vogliamo costruire una rete» con altri operatori, ma di certo non «vogliamo costruire un vettore europeo». Nel carnet dell'equity alliance di Etihad al momento oltre airberlin con il 29% (ad essa fanno capo anche l'austriaca Niki e Belair), ci sono Air Lingus (3%), Air Serbia (49%), la svizzera Darwin (33,3%) che da questa settimana diventerà Etihad regional (Hogan sarà a Zurigo giovedì per la presentazione della nuova alleanza). A queste partnership si aggiungono Virgin Australian (19,9%) e l'indiana Jet Airways (24%). Una rete di alleanze con cui Etihad a partire da Abu Dhabi conta di raggiungere 400 destinazioni nel mondo e servire 91 milioni di passeggeri con una flotta di 500 aerei. Tutto questo perché nel difficile mercato delle compagnie aeree i «progressi si fanno con le partnership». Alitalia è avvertita.

 

ETHIAD ALITALIA x alitalia vignettaGiancarlo Schisano, Il direttore operativo di AlitaliaALITALIACARLO DE BENEDETTI ROBERTO COLANINNO FOTO LAPRESSE ANDREA RAGNETTI E ROBERTO COLANINNOGABRIELE DEL TORCHIOhostess etihad a sidney

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