MPS SOSPESA IN BORSA: GLI SQUALI SCOMMETTONO SU UN INTERVENTO PUBBLICO "ALLA PORTOGHESE". MA SE RENZI SCEGLIE IL MODELLO GRECO RISCHIA LA CORSA AGLI SPORTELLI - SE NON LO FA, SALTA SIENA - PER LA UE, LA BORSA PERDERA' QUEST'ANNO IL 28% ED IL 25% NEL 2017 -

Federico Fubini per il “Corriere della Sera

 

giuseppe mussari monte paschi interrogato giuseppe mussari monte paschi interrogato

«La palla è nel campo dell' Italia», si dice da Bruxelles. L' unico problema è che è un pesantissimo pallone medicinale, uno di quelli che è quasi impossibile ributtare indietro senza slogarsi un polso o rompersi una caviglia.

 

È per questo che il gioco per adesso è interrotto: i negoziati tecnici fra Roma e Bruxelles sul Monte dei Paschi di Siena sono fermi dalla fine della settimana scorsa. Potrà riavviarli solo una decisione al più alto livello politico della Commissione europea e dei governi coinvolti.


Non solo di quello di Matteo Renzi, perché anche da Berlino, dall' Aia, da Parigi e da Madrid la saga sulle banche italiane viene seguita ormai con attenzione pari solo a una diffidenza più o meno sincera - più o meno opportunistica - verso le richieste avanzate da Roma.


L' offerta lanciata nel campo dell' Italia dalla Commissione Ue per rafforzare il Monte dei Paschi ricalca quanto accaduto l' anno scorso con le banche greche. L' obiettivo è trovare una clausola che permetta alle autorità di versare capitale nella banca - alle condizioni attuali, nessun privato è disposto a farlo - senza innescare le norme europee che impongono di falcidiare i depositanti e alcuni obbligazionisti in caso di aiuto di Stato.

 

L'iceberg della Monte dei Paschi di SienaL'iceberg della Monte dei Paschi di Siena

Colpirli nelle banche di Atene, avrebbe significato distruggere quanto resta della liquidità delle imprese in un' economia ormai in ginocchio. Farlo su Mps espone invece al rischio di diffondere il panico anche fra i clienti di altre banche, di spingerli a chiudere i loro conti, e generare talmente tanti timori sui loro titoli che per gli istituti diventerebbe costosissimo finanziarsi.

 

L' idea della Commissione Ue è in una clausola dell' articolo 32 della direttiva sulle banche in vigore da gennaio: permettere una ricapitalizzazione pubblica «preliminare» senza staccare la spina a un' azienda, quando questa fallisce uno stress test - una prova da sforzo in un ipotetico scenario di crisi - dell' Autorità bancaria europea (Eba).

 

Quest' agenzia sta ultimando i suoi esami e il suo scenario di crisi immaginario per l' Italia nei prossimi tre anni appare improbabile, ma non irrealistico: caduta del Pil dello 0,4% quest' anno, dell' 1,1% il prossimo e crescita zero nel 2018; crollo di Borsa del 28% quest' anno e del 25% il prossimo; aumento dell' 1% dei rendimenti dei titoli di Stato decennali.

il palazzo della commissione europea a bruxelles il palazzo della commissione europea a bruxelles


Se questo quadro diventasse realtà, Mps andrebbe incontro a una seria carenza di patrimonio: quanto basta perché l' Eba il prossimo 29 luglio lo segnali alla vigilanza della Banca centrale europea e quest' ultima chieda a Siena di trovare in tempi rapidi precisamente il capitale che oggi il mercato è molto riluttante a offrire a quasi qualunque banca medio-piccola.


Si può dubitare del metodo dell' Eba, ma ormai la clessidra è rovesciata. La sabbia scorre contro il Monte dei Paschi. Non a caso la stessa Bce ha già anticipato le sue richieste con una lettera recente a Siena.

david rossi mussaridavid rossi mussari


La banca toscana non sarebbe a questo punto, se esattamente due anni fa le autorità italiane le avessero impedito di rimborsare troppo presto 3,12 miliardi di prestiti del Tesoro (con l' effetto collaterale di allentare i vincoli sui compensi a certi manager esecutivi). Ma quello ormai è latte versato. Ora conta la proposta di Bruxelles che l' Italia, per adesso, respinge.

monte dei paschi di siena monte dei paschi di siena


L' idea sarebbe di concedere appunto una ricapitalizzazione pubblica «preliminare» senza colpire i depositi, né le obbligazioni ordinarie esistenti che oggi varrebbero 10 miliardi a scadenza. Quanto alle obbligazioni subordinate per circa 6 miliardi di valore teorico, questi titoli più redditizi ma più esposti verrebbero convertiti in azioni; quindi il valore del capitale di tutti i soci vecchi e nuovi della banca ne risulterebbe enormemente diluito.

monte dei paschi di sienamonte dei paschi di siena


La Commissione indica però un modo per salvaguardare decine di migliaia di famiglie che posseggono quei titoli subordinati: il governo può ricomprare le obbligazioni dai privati stessi a prezzi elevati, oppure può compensarli ex post perché i risparmiatori avrebbero subito una vendita «abusiva» di quella carta. In caso di ricapitalizzazione pubblica, le perdite sarebbero dunque tutte concentrate sui cosiddetti investitori istituzionali: assicurazioni, banche o fondi esposti sui titoli subordinati di Montepaschi per circa due miliardi di euro.


L' Italia ha risposto di no. C' è una logica in questo rifiuto, perché esiste un precedente che scoraggia: a metà dicembre scorso, di fronte a un dilemma simile su Novo Banco, il governo di Lisbona aveva scelto di salvaguardare le famiglie in modo da evitare un panico finanziario; furono colpiti solo i grandi investitori istituzionali.

padoan renzipadoan renzi

 

Il risultato si è rivelato disastroso, perché questi ultimi hanno concluso che il Portogallo non era più un Paese affidabile e da allora lo disertano. Il costo del debito pubblico di Lisbona è esploso per carenza di compratori. Fra dicembre e febbraio i rendimenti dei titoli di Stato portoghesi a dieci anni sono quasi raddoppiati (dal 2,2% al 4%) malgrado gli acquisti massicci della Bce; ancora oggi quel rendimento è appena sotto al 3%, contro l' 1,2% dell' Italia, e Lisbona è di nuovo a un passo dalla richiesta di un ulteriore salvataggio europeo.

monte-dei-paschi-di-siena-sedemonte-dei-paschi-di-siena-sede


Distorsioni del genere mostrano quante falle abbiano le regole europee oggi al cuore dell' unione bancaria. Quelle norme in vigore dal gennaio, in caso di aiuti di Stato, impongono perdite a risparmiatori e investitori che sono in una banca da molti anni prima. Intanto le stesse norme consentono sussidi continui e senza penalità, purché esistano da anni come i circa 500 miliardi di garanzie pubbliche sul sistema bancario tedesco.


L' unione bancaria centralizza la vigilanza e il potere di imporre la ricapitalizzazione di una banca (contro la minaccia di liquidarla), ma non prevede fondi comuni europei e lega le mani ai governi.

grillo arriva al monte dei paschigrillo arriva al monte dei paschi


Roma chiede ora che a queste norme si applichino le deroghe previste in caso di instabilità. Per ora però Spagna e Francia, non solo Germania e Olanda, mostrano scarsa simpatia.

matteo renzi pier carlo padoanmatteo renzi pier carlo padoan


Pesa la sfiducia per una politica economica generale dell' Italia giudicata da molti priva di strategia e di credibilità. Pesa anche il sospetto che qualcuno in Europa voglia stabilire un precedente mandando Montepaschi in «risoluzione», ossia in liquidazione ordinata. E magari l' Italia al fondo salvataggi europeo, per gestire una volta per tutte la questione bancaria sotto il controllo della Troika.

 

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...