cinema vuoto

OSCAR UN CORNO: NELL’ULTIMO ANNO LE MAJOR DEL CINEMA, DA FOX A WARNER FINO ALLA PARAMOUNT, HANNO PERSO IL 40% DEL LORO VALORE A WALL STREET - MALGRADO GLI INCASSI RECORD, GLI INVESTITORI TEMONO LA CONCORRENZA DEL WEB, DA AMAZON A NETFLIX

Maria Teresa Cometto per “CorrierEconomia - Corriere della Sera”

festa fox a villa aureliafesta fox a villa aurelia

 

Gli Oscar non sbancano Wall Street. Malgrado gli incassi record (11,1 miliardi), i titoli di Hollywood registrano nell' ultimo anno perdite fino al 40 per cento. Il botteghino incorona «The Martian», ma la Borsa punisce le major. Da Fox a Viacom, da Paramount a Disney ora tutti temono la concorrenza del web.

 

La notte degli Oscar quest' anno è stata meno festosa del solito. Non solo per il boicottaggio che una parte degli attori e registi hanno organizzato, in polemica contro la scarsa diversità razziale delle candidature. Ma anche perché gli azionisti dei grandi studios hollywoodiani non erano in vena di brindare.

 

Paramount logo Paramount logo

Tutte le principali società quotate a Wall Street e impegnate nel business cinematografico hanno infatti perso una buona fetta di valore negli ultimi 12 mesi, nonostante gli incassi complessivi del 2015 siano stati record: 11,1 miliardi di dollari negli Stati Uniti e in Canada, il 7% più del 2014 .

 

I NUMERI

L' Oscar al botteghino l' ha conquistato The Martian, con 620 milioni di dollari realizzati in tutto il mondo nel 2015. Ma la major che l' ha prodotto, la Fox della famiglia Murdoch, vale in Borsa un quarto meno di un anno fa nonostante avesse oltre al marziano altre due nomination per il Miglior film, fra cui un altro campione d' incassi, The Reventant (383 milioni di dollari). Di poco meno (21%) sono scese le azioni di Time Warner, che controlla la Warner Bros. e aveva in lizza Mad Max: Fury Road, al terzo posto per il successo commerciale con 377 milioni di dollari .

 

VIACOM VIACOM

La casa cinematografica che piace meno a Wall Street è la Paramount, che ha prodotto La grande scommessa , la spettacolare denuncia sulla crisi del 2008: il gruppo Viacom che la controlla è sotto del 40%, ma non si tratta di una vendetta contro quel film, peraltro poco amato anche dal pubblico, avendo incassato solo 67,4 milioni di dollari nelle sale americane e 54,3 nel resto del mondo. Il problema è che l' intera Hollywood sta attraversando cambiamenti profondi e gli investitori sono molto preoccupati circa la sua capacità di reagire alle nuove tendenze.

 

Da una parte deve fronteggiare la concorrenza crescente dei nuovi protagonisti digitali dello show business come Netflix e Amazon con il suo servizio Prime video. Occupato a guardare ore e ore di film e telefilm via Internet, il pubblico non solo va di meno nelle sale con il grande schermo, ma anche disdice l' abbonamento alla TV tradizionale, che è una delle fonti importanti di introiti per le media company produttrici di contenuti video.

netflixnetflix

 

Per fidelizzare poi i propri utenti con lavori originali, Netflix e Amazon stanno rubando a Hollywood registi e attori di fama: l' anno scorso hanno debuttato nelle sale cinematografiche di Cary Joji Fukunaga prodotto da Netflix e Chi-Raq di Spike Lee prodotto da Amazon. Alla prossima notte degli Oscar le due Internet company sperano di conquistare qualche statuetta, come hanno già fatto con i Golden Globes. Dall' altra parte le major di Hollywood sono vittime del circolo vizioso scatenato da loro stesse: puntano sempre più sulle grandi produzioni, le serie con titoli popolari e il potenziale di sbancare il botteghino. Ma il costo dei film di questo genere è esploso, i margini di profitto per quelli di successo sono scesi e ci sono anche molti flop .

 

PROBLEMI

amazon logoamazon logo

 A tutto questo si aggiungono i problemi specifici di ogni gruppo. Il crollo delle quotazioni di Viacom per esempio si spiega con la situazione poco chiara nel suo azionariato e nel suo management, che si trascina da tempo, ma è esplosa lo scorso 4 febbraio, quando il novantaduenne Sumner Reston, suo azionista di controllo, la lasciato la carica di presidente all' amministratore delegato Philippe Dauman, contro cui si sono levati numerosi soci.

 

Disney ha avuto un anno d' oro grazie a Star Wars-Il Risveglio della Forza, il primo film a fruttargli 1 miliardo di dollari di incassi nel primo trimestre dall' uscita, arrivando poi a guadagnare 2 miliardi in tutto. L'intero fatturato da pellicole è cresciuto nel 2015 del 46% e il successo delle «Guerre Stellari» ha trascinato al rialzo anche gli introiti da merchandising, videogiochi e vendite di dvd.

una scena del film the martianuna scena del film the martian

 

Ma le azioni di Disney sono scese lo stesso per le nubi sul futuro del business televisivo di Espn, la rete specializzata in sport e importante fonte di reddito: gli abbonati sono in calo mentre i costi dei programmi salgono. E finora il ceo Robert Iger non è riuscito a tranquillizzare il mercato, pur spiegando che con un nuovo episodio di Star Wars all' anno si aspetta continui profitti dalla serie.

 

Gli incassi delle pellicole Fox nel 2015 sono stati invece inferiori del 14% rispetto all' anno prima, nonostante The Martian . E la società, che controlla anche reti tv e da oltre due si è separata dall' impero di carta di Murdoch ( Wall Street Journal e altri giornali), è in una fase di ristrutturazione e taglio dei costi sotto la nuova guida di uno dei figli del magnate australiano, James, ceo dallo scorso luglio .

 

matt damon   the martianmatt damon the martian

Eccezioni Comcast, il gruppo che possiede Universal e Focus features, registra le perdite più contenute (-5%) perché è l' unico che va controtendenza. Il suo business principale infatti è la TV via cavo, cioè il servizio di connessione delle case ai contenuti delle vari reti televisive, con in più l' accesso a Internet. Migliorando l' assistenza ai clienti e offrendo pacchetti di canali più flessibili Comcast è riuscita nell' ultimo trimestre a guadagnare abbonati, invece che a perderli e il ceo Brian Roberts si è dichiarato fiducioso di poter continuare su questa strada.

silicon valley la serie hbosilicon valley la serie hbo

 

Anche il ceo di Time Warner Jeff Bewkes si è detto ottimista sul futuro del suo gruppo, che comprende i canali tv Cnn e Hbo, oltre allo studio cinematografico Warner Bros. Ma Wall Street non gli crede e sta spingendo per lo spin-off di Hbo, la rete più famosa per la produzione di serie di successo come Il Trono di Spade. Un' ultima conferma del divorzio sempre più evidente fra Hollywood e Wall Street viene dalla Sony, che nonostante gli 879 milioni incassati con Spectre , l' ultimo film della saga dello 007 James Bond, e nonostante la forza degli affari legati alla sua PlayStation, negli ultimi dodici mesi in Borsa ha perso il 25% .

 

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....