NIKE MOLLA IL MANCHESTER UNITED - TIM E VODAFONE FANNO PROVE DI “ALLEANZA” - SAMSUNG IN CALO, LA CINA AVANZA - TERMINI IMERESE SALVATA DAL BRASILE? - INDESIT LANGUE - MORETTI RINEGOZIA IL PRESTITO FINMECCANICA

 

1. PARTERRE

Da “Il Sole 24 Ore

 

Marco Sala Marco Sala

LA DOPPIA PARTITA ESTERA DI GTECH

C'è una doppia partita estera che, se dovesse andare a buon fine, potrebbe cambiare totalmente le dimensioni di Gtech, la ex-Lottomatica che nel 2002 è stata oggetto di un'Opa da 1,2 miliardi da parte di De Agostini. Le due partite si giocano in Turchia e, soprattutto, negli Stati Uniti. A Istanbul il gruppo guidato da Marco Sala ha infatti presentato un'offerta per la lotteria Milli Piyango assieme agli alleati Kkcg e Emma Capital. Il governo turco, a giorni, darà una risposta sull'esito dell'asta dove favorito sembra il gruppo Turkcell.

 

Ma la partita più importante si gioca negli Stati Uniti, dove sta per essere presentata (supportata da Credit Suisse, Barclays e Citi) un'offerta per la International game technology di Las Vegas, società Usa quotata a Wall Street dove vale 4 miliardi di dollari. L'operazione, se andrà in porto, farà raddoppiare le dimensioni di Gtech, imporrà un rifinanziamento di parte del debito e, in prospettiva, potrebbe spostare sempre più il baricentro del gruppo italiano negli Usa. (C.Fe.)

 

TRATTATIVE E SILENZI IN INDESIT

LOGO INDESITLOGO INDESIT

Sarà l'americana Whirlpool lo sposo di Indesit? Il D-Day per decidere il compratore della storica azienda della famiglia Merloni si avvicina (fine luglio) e le indiscrezioni che si fanno sempre più insistenti. Eppure, qualcosa non torna. Fioccano report che fissano in oltre 12 euro il prezzo giusto del titolo, Indesit langue attorno a 10,5 euro. Il tutto a poche settimane dalla presunta deadline e dall'annuncio di una possibile Opa. Perché? Forse perché ormai da troppo tempo è un fiume di rumors senza mai informazioni ufficiali, nè sulla tempistica, nè tantomeno sui nomi. Nessuno parla. Né Fineldo, la cassaforte dei Merloni.

MERLONI MERLONI

 

Nè l'advisor Goldman Sachs. Né Indesit. E nemmeno il candidato, dai giornali, Whirlpool. Le prime indiscrezioni su una vendita sono circolate più di un anno fa. Ma tutto tace a Fabriano. Ovvio, la riservatezza è d'obbligo. Soprattutto per una società quotata. A questo punto, però, il mercato non può vivere di soli rumors. Sacrosanta la riservatezza. Ma altrettanto lo è la trasparenza. (S.Fi.)

 

LO UNITED RADDOPPIA, NIKE LASCIA

Nike non ci sta al gioco al raddoppio del Manchester United e lascia i «red devils» dopo aver vestito per 12 anni i suoi successi. L'azienda statunitense deve aver giudicato eccessivo il ritocco del contratto chiesto a partire dal 2015 - si vocifera di 60 milioni di sterline rispetto agli attuali 22,3 milioni - per una squadra che, almeno nella stagione che sta per iniziare, resterà addirittura lontana dalle coppe europee dopo l'annata disastrosa seguita al ritiro di «sir» Alex Ferguson.

 

wayne rooney monster wayne rooney monster

Certo, da agosto a guidare Wayne Rooney e soci dalla panchina sarà addirittura il «mago» Louis van Gaal che questa sera con la sua Olanda contenderà all'Argentina l'ingresso al Maracanà per la finale mondiale, comunque vada però per Nike sarà la stagione d'addio. Le tradizionali casacche rosse dello United potrebbero passare alla rivale di sempre, quell'Adidas che nella Premier League veste già il Chelsea, oppure all'outsider Warrior, sponsor tecnico del Liverpool. La Nike si consolerà comunque con i «cugini» del City. (Ma.Ce.)

 

LA COREANA SAMSUNG E I CONCORRENTI CINESI

Non ci sono porti sicuri, c'è sempre un concorrente che sulla politica dei prezzi riesce ad essere più competitivo. Ieri anche la sudcoreana Samsung ha accusato il colpo: il numero uno al mondo per gli smartphone, che per anni ha insidiato Apple nel settore dei telefoni cellulare di nuova generazione e dei tablet, ha annunciato di prevedere un calo tendenziale del 25% dell'utile operativo nel secondo trimestre del 2014.

 

il nuovo smartwatch samsungil nuovo smartwatch samsung

La ragione? Il gruppo sudcoreano ha spiegato l'allarme utili con la crescita della concorrenza degli smartphone cinesi e il rafforzamento della moneta nazionale won. Samsung stima 7.200 miliardi di won (5,23 miliardi di euro) come risultato operativo nel secondo trimestre a fronte dei 9.530 miliardi di won dell'anno precedente, con un calo del 24,4 per cento. Il fatturato è atteso a 52mila miliardi di won, in calo del 9,5% su anno e del 3,1% rispetto al trimestre precedente. Il gruppo pubblicherà i suoi risultati finali entro la fine del mese. (R.Fi.)

 

2. IL RILANCIO DI TERMINI PASSA ANCHE DA RIO

Da "il Giornale"

 

Ci sarà anche una banca brasiliana, il Banco Brj di Rio de Janeiro, tra i soci di Grifa, la società guidata da Augusto Forenza che intende rilevare l'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, alle porte di Palermo, per produrre mini-car ibride ed elettriche a basso costo.

 

 Fiat TERMINI IMERESE Fiat TERMINI IMERESE

Nel nuovo cda del gruppo, il cui riassetto è previsto in queste settimane, siederà anche un rappresentante dell'istituto carioca, che finanzierà l'operazione attraverso un proprio fondo d'investimento. Il piano di Grifa – che coinvolge anche due ex dirigenti di Fiat – prevede la produzione a regime di circa 30mila automobili l'anno da immettere nel mercato italiano, con l'assorbimento di almeno 400 dei 680 operai in cassa integrazione. Nessuna garanzia, invece, è stata data per i lavoratori dell'indotto. Nuovo tavolo al ministero dello Sviluppo il 23 luglio.

 

3. VODAFONE E TIM PROVE DI "ALLEANZA"

Da "il Giornale"

 

COLAO COLAO

Prime prove di alleanza a fine di business per Tim e Vodafone. Dal 21 luglio prossimo, infatti, i servizi di avviso di chiamata, fino a questo momento gratuiti, saranno a pagamento. Il servizio costerà 6 cent al giorno per i clienti Vodafone, per un totale di 21,90 euro in un anno se usato tutti i giorni, mentre con Tim si pagherà un importo fisso di 1,90 euro una volta al mese, per un totale di 7,60 euro l'anno.

 

Le associazioni dei consumatori sono già insorte contro la misura che, secondo loro, è volta a recuperare i minori costi del roaming a carico degli utenti, dimezzati a partire dall'1 luglio scorso. I clienti potranno comunque disdire il servizio chiamando i rispettivi numeri di customer care. Da notare che Wind e «3» continueranno, invece, a mantenere gratuito il servizio, usato però da un minor numero di clienti.

 

4. SUSSURRI & GRIDA

Dal “Corriere della Sera

 

CLESSIDRA VUOLE IL POLO DELL’ACETO BALSAMICO

CLAUDIO SPOSITOCLAUDIO SPOSITO

(c.tur. ) Un polo made in Italy dell’aceto balsamico, degli aceti speciali e dei condimenti. Imperniato su una partnership con Cesare Mazzetti e la famiglia Bombarda, i due soci-imprenditori del gruppo Acetum con l’azienda collegata Fini Modena. Clessidra, il private equity fondato da Claudio Sposito, è pronto a scommettere sull’agroalimentare di qualità dopo aver negoziato quello che sarà con tutta probabilità l’ultimo investimento del suo secondo fondo (già avviata la raccolta del terzo).

 

La sgr si appresta infatti a entrare, tramite un aumento di capitale, nel gruppo Acetum che vale circa 100 milioni di ricavi con una marginalità non lontana dal 15%. Come dire il leader mondiale dell’aceto balsamico di Modena (25% della produzione nazionale con disciplinare Igp) con una quota export che supera l’80 per cento. Il fondo di Sposito dovrebbe avere la maggioranza azionaria ma nel quadro di una governance a controllo congiunto con Mazzetti e Bombarda, che resteranno alla guida con ruoli di rilievo e un pacchetto azionario importante.

 

Ma questo è solo il primo passo previsto dal nuovo business plan. I capitali apportati da Clessidra serviranno per sviluppare un polo di specialità del settore. A partire da alcuni target d’acquisizione nell’aceto balsamico, tutti nel Modenese, già condivisi con i soci di Acetum e Fini, per poi estendere le aggregazioni al mondo degli altri condimenti di qualità. L’ingresso nell’azienda fondata nel oltre vent’anni fa a Cavezzo, forte sia di marchi propri sia di produzioni per private label, è il secondo passo di Clessidra nel food dopo la Balconi (prodotti da forno).

 

FINMECCANICA RINEGOZIA IL PRESTITO

(d.pol.) Mauro Moretti incassa il via libera dalle banche e si appresta a mettere nuovo fieno in cascina per Finmeccanica. E’ infatti previsto oggi, salvo slittamenti, il closing del rifinanziamento di una linea da 2,4 miliardi di euro concessa cinque anni fa da 24 istituti che partecipavano alla sindacazione con tranche differenti. Nel nuovo giro Moretti e il capo della finanza Gian Piero Cutillo hanno però deciso di limitare a 2,2 miliardi le nuove risorse che andranno a scadenza nel 2019, anche se l’offerta delle banche è risultata ampiamente superiore alle richieste della holding industriale dell’aerospazio.

 

Mauro Moretti Mauro Moretti

E’ il primo atto della direzione finanza sotto la guida del neo amministratore delegato Moretti che ha lanciato una ridefinizione dell’intero gruppo, con un nuovo piano industriale promesso per l’autunno. E che ha quindi bisogno di maggiore flessibilità finanziaria. In dettaglio, si tratta di una linea «revolving», cioè con la destinazione prioritaria di aumentare il cuscinetto di liquidità, indispensabile per le agenzie di rating che, come ha detto Moretti, «ci hanno dato sei mesi di fiducia per elaborare il nuovo piano».

 

Le risorse serviranno naturalmente anche a finanziare la stagionalità del capitale circolante. Coordinatori globali del prestito sono stati Unicredit e Bnp Paribas seguiti da una schiera di una ventina di banche che all’incirca replica quella di cinque anni fa. Al drappello si sono aggiunte Crédit Agricole, Ge capital e Bank of China, mentre non ha aderito Goldman Sachs. Quanto alle condizioni, il prestito bancario prevede il pagamento di uno spread di 180 punti base sopra l’Euribor. Cinque anni fa la stessa linea pagava 75 punti base (da incrementare in scaglioni). Ma all’epoca Finmeccanica era investment grade.

 

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LA SARDEGNA ENTRA IN VERTIS

(a.pu.) Il confermato presidente della fondazione, Antonio Cabras, l’ha fatto per «favorire lo sviluppo della Sardegna», dice, e perché ha «valutato positivamente l’esperienza fin qui compiuta». L’amministratore delegato della sgr, Amedeo Giurazza, ha apprezzato perché «questa è la più importante fondazione del Mezzogiorno e la Sardegna la seconda regione dove abbiamo investito, dopo la Campania:13 milioni in sei aziende».

 

Così la Fondazione Banco di Sardegna è entrata con il 10% in Vertis sgr, che gestisce gli omonimi fondi di private equity e venture capital specializzati nel Sud. Si affianca a soci come Futura Invest (9%), cioè Fondazione Cariplo ed Enasarco. Vertis ha appena lanciato il fondo Venture 2 Tecnologie, che ha l’obiettivo di raccogliere 60 milioni di euro, e il primo luglio ha aperto un ufficio a Milano: ora vuole investire in tutta Italia.

 

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