FUOCO DI PAGLIA: ‘L'AVANGUARDIA È STATA UCCISA DA ANDY WARHOL. OGGI IL VERO LUOGO DEL DISSENSO POLITICO È LA RETE COI SUOI BLOG, PIÙ INCISIVI DI OGNI QUALSIVOGLIA FORMA D’ARTE’ – ‘IL POP È MERAVIGLIOSO MA NON LADY GAGA, SOLO UN’IMITAZIONE DI MADONNA: CHE VERGOGNA!’

Camilla Tagliabue per ‘Il Sole 24 Ore'

Nonostante non sia una fan del film di Paolo Sorrentino, non le è difficile riconoscere che l'Italia è la patria della "Grande Bellezza": «La mia visione del mondo è totalmente frutto della cultura italiana. Dopotutto, i miei quattro nonni e mia madre erano nati lì: la mia famiglia emigrò dalla Ciociaria per lavorare in un calzaturificio a Endicott (New York). Benché provenissero da una terra povera e contadina, tutti i miei famigliari rispettavano l'arte: nella cultura italiana l'arte non è elitaria, ma superbo artigianato, onorato e apprezzato da chiunque».

Così parla Camille Paglia, blasonata intellettuale americana, antropologa e sociologa, allergica al conformismo e alle etichette, in primis quella di "femminista" con cui si è fatta conoscere al mondo dacché, nel 1990, pubblicò Sexual Personae. Da poco l'autrice è tornata in libreria con un altro accattivante e provocatorio saggio, Seducenti immagini. Un viaggio nell'arte dall'Egitto a Star Wars, edito dal Mulino (pagg. 328, € 35,00) e presentato settimana scorsa a Roma, durante il festival «Libri Come»: quest'opulenta pubblicazione è un personalissimo e caleidoscopico «canone occidentale» che rilegge la storia attraverso 29 opere d'arte, numinose, icastiche e paradigmatiche, «rappresentative della magnifica successione di stili dall'antichità attraverso il Rinascimento fino alla contemporanea arte digitale...

Oggi il mercato dell'arte è mercenario fino alla nausea. L'arte è trattata semplicemente come un investimento finanziario per acquirenti multimilionari, che pensano alle opere come a prodotti morti da comprare e accumulare». Il verdetto è impietoso: «L'avanguardia è morta», insieme «al cinico e beffardo gioco postmoderno o poststrutturalista... Il mio metodo di analisi è completamente all'opposto. Io credo ancora nell'entusiasmo, nella spiritualità, nella visione, nell'estasi!».

Paglia riesce a essere eretica anche quando si dichiara esplicitamente atea, prendendosela intanto con «il mondo dell'arte contemporanea, diventato angusto e parrocchiale. Benché io sia atea, non posso non notare che l'umanesimo laico si sia infilato in un vicolo cieco: finché gli artisti non recupereranno la propria spiritualità, l'arte non rivivrà. Per me l'arte è una religione, una filosofia che ho appreso da Baudelaire e Oscar Wilde. Ma nel mondo artistico "religione" suona come una parola blasfema: questo è il motivo per cui gran parte dell'arte contemporanea è vuota e insensata». Anche da qui la necessità di scrivere un articolato studio d'estetica.

Lei dice che «dobbiamo reimparare a guardare»: cosa significa? A chi spetta il compito di educare lo sguardo? «Tutto il mondo oggi è aggressivamente preso d'assalto da immagini intermittenti e messaggi intrusivi sul web o sul proprio smartphone. Io adoro internet, ma siamo di fronte a una grave crisi culturale: le giovani generazioni sono invase e imprigionate da questo eccesso, da questa proliferazione di immagini, e stanno perdendo la capacità di pensare, ragionare e giudicare. Il mio libro è nato proprio per rallentare, focalizzare e disciplinare lo sguardo, rieducare l'occhio attraverso la contemplazione dell'arte: bella, equilibrata e complessa».

Perché allora attribuisce così tanta importanza al Pop? «Il Pop è meraviglioso: la malinconica Rihanna strizzata nel suo vestito all'ultima moda; la generosa Adele con la sua voce potente e lirica; Eminem l'eremita, con il suo rap feroce e violento... Ma non Lady Gaga, finta e ladra, capace solo di esibire pretenziose pose per i paparazzi. È soltanto una spudorata imitazione di Madonna: che vergogna!», commenta in italiano.

Fili rossi del saggio, ma pure dell'intera carriera accademica di Paglia, sono le donne e l'eros, dalla Venere allo specchio di Tiziano all'"asessuato" Mondrian, dall'omoerotismo greco al bordello più famoso di sempre, dove le Demoiselles d'Avignon posano senza «humour né piacere.

Al contrario, sembra di essere finiti in una stanza della tortura». Come vede le donne oggi? Cosa pensa del femminismo contemporaneo e di movimenti come le Femen o le Pussy Riot? «Sono una femminista delle "pari opportunità", cioè chiedo che vengano rimosse tutte le barriere che impediscono alle donne di avanzare nel mondo del lavoro e della politica. Tuttavia, sono contraria a protezioni speciali o alle "quote rosa": le donne devono imparare a competere sullo stesso terreno degli uomini.

Attualmente il movimento femminista è caotico e confuso, soprattutto in materia di sesso. Io sono stata una delle più accanite sostenitrici del femminismo "pro sesso": ho difeso la pornografia, gli strip club, l'erotismo hollywoodiano e l'industria della moda. Però trovo che le proteste a seno nudo delle Femen siano incoerenti e ridicole, e penso che l'incursione delle Pussy Riot in una chiesa sia stata infantile e deleteria per il femminismo. La fede e i luoghi sacri degli altri devono essere rispettati. Il femminismo dovrebbe avere come obiettivo l'espansione dei diritti civili delle donne, non essere un atto di vandalismo o una provocazione puerile».

Arte e potere, politico o religioso che sia, sono da sempre indissolubilmente intrecciati: in che modo? Come è cambiato il rapporto tra arte e politica? «Oggi solo le grandi multinazionali, più che la Chiesa o lo Stato, finanziano i progetti architettonici, e secondo me i fondi pubblici non dovrebbero essere destinati ai singoli artisti, perché sarebbe come corromperli, ma agli spazi d'arte della comunità, alle scuole, ai musei». Ma c'è ancora spazio per la contestazione? L'artista può ancora considerarsi un rivoluzionario, un idealista, un fomentatore di visioni e spacciatore di utopie?

«Il Romanticismo, più di due secoli fa, inventò l'avanguardia, e l'arte "passò all'opposizione", contro la politica, la religione o l'establishment culturale. Tuttavia, come ho già detto, quella stagione è finita: l'avanguardia è stata uccisa dal mio eroe Andy Warhol. Oggi il vero luogo del dissenso politico è la rete con i suoi blog, molto più importanti e incisivi di ogni qualsivoglia forma d'arte».

 

Camille Paglia intervistata Camille Paglia durante il suo intervento alla sala Petrassi lady gaga madonna MADONNA CONTRO LADY GAGA Rihanna e Eminem sul palco Le Femen al Parlamento europeo femen and aliaa elmahdy protest morsi in stockholm pIV YFnHN

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