1- MENTRE BERSANI CIANCIA DI CASINI E VENDOLA E IL CAV. SI TRASTULLA DI LEGGE ELETTORALE (TANTO CHI GOVERNA È BERLINO), PARTE L’ASSALTO AL SALOTTO BUONO DI MILANO 2- CHI SCALA MEDIOBANCA? CHI TENTA DI CONQUISTARE IL CORRIERE DELLA SERA? LA GIORNATA DI IERI HA REGISTRATO FORTE INTERESSE SULLE DUE SOCIETÀ LEGATE A DOPPIO FILO ESSENDO PIAZZETTA CUCCIA IL PRIMO SOCIO DEL PATTO DI SINDACATO DI VIA RIZZOLI 3- IL CAPATAZ DI MEDIOBANCA NAGEL È MESSO MALE MA NON SI PUÒ PARLARE DI ORE CONTATE. CHI LO FA FUORI? L’UNICREDIT ACCIACCATO? LIGRESTI SUO OSTAGGIO? I FRANCESI CHE HANNO GATTE DA PELARE ASSIEME A LUI? L'UNICO CHE LO PUÓ AZZOPPARE AL MOMENTO È IL MAGISTRATO CON UN COLPO DI TEATRO SULL'INCHIESTA FONSAI-LIGRESTI

1- MEDIOBANCA CORRE IN BORSA ATTESA PER IL CONFRONTO TRA I SOCI
FIAMMATA ANCHE PER RCS: +25,6% SCATTANO RICOPERTURE IN VISTA DEL PIANO
Da La Stampa

Tra scommesse di riassetti e semplici ricoperture, Mediobanca e Rcs catalizzano l'attenzione in Borsa. La banca d'affari milanese corre del 4,53% suonando la carica del comparto bancario, il gruppo editoriale - di cui Piazzetta Cuccia è primario azionista balza addirittura del 25,67%.

Per Mediobanca, che nell'ultimo mese ha visto il valore del proprio titolo crescere di circa il 30%, se qualche osservatore parla di un rialzo in scia al settore, altri lo giustificano con le voci - prive però di qualunque riscontro - di uno scorporo tra le attività di principal investing (gestione delle partecipazioni) e di banca d'affari.

Ma c'è dell'altro ad attrarre l'attenzione di investitori e operatori, per esempio i prossimi appuntamenti di Piazzetta Cuccia, importanti per capire il clima tra soci e management. Il 5 settembre l'amministratore delegato Alberto Nagel, in un cda già convocato, farà il punto sull'operazione Unipol-Fonsai e spiegherà le sue ragioni in relazione ai fatti (il presunto accordo con i Ligresti) per cui la Procura di Milano lo ha indagato ipotizzando il reato di ostacolo all'autorità di vigilanza. Il 20 settembre, invece, sarà giornata di esame per i conti di esercizio.

Tutte occasioni propizie per un confronto tra i soci sull'operato del management e sulla governance di Piazzetta Cuccia su cui alcuni grandi azionisti negli ultimi tempi mostrano - almeno in privato - insoddisfazione.

Quanto a Rcs, sulla corsa del titolo incide la scarsa capitalizzazione (solo l'11% del capitale è costituito da flottante) e per lo più legato a ricoperture sul titolo. Soprattutto di chi scommette che, alla fine, il teorizzato aumento di capitale non ci sarà. Settimana scorsa il neo a.d. Pietro Scott Jovane ha preannunciato per l'autunno un piano di riduzione dell'indebitamento, per i primi di settembre prevede di chiudere la vendita della francese Flammarion. Nessuna fiammata invece da Generali, +0,82%: si registra la vendita da parte del socio ceco Petr Kellner di 1,6 milioni di azioni, quota frazionale rispetto all'1,4% del Leone a cui è accreditato.

2- PER MEDIOBANCA IL MERCATO CREDE A UNA NUOVA EQUITY STORY CHE PREVEDE LO SPIN-OFF - LA BORSA VUOLE IL SALOTTO SEPARATO
Andrea Montanari per MF


II salotto buono di Milano finisce nel mirino della speculazione. La giornata di ieri ha registrato forte interesse sulla principale merchant bank italiana, Mediobanca, e a cascata su una della case editrici più rappresentative, Rcs Mediagroup. Società legate a doppio filo essendo Piazzetta Cuccia il primo socio del patto di sindacato di via Rizzoli. E quindi inevitabile che la forte attenzione sul titolo dell'istituto guidato dall'ad Alberto Nagel abbia avuto ripercussioni su uno dei centri di potere dell'informazione, il Corriere della Sera.

In particolare, su Mediobanca (3,6 euro, 4,53%, miglior performance del Ftse-Mib ma con bassi volumi), l'attenzione della borsa si è concentrata sull'ipotesi di una nuova equity story, differente da quella attuale molto legata alla partecipazione nelle Generali, su pressione dei grandi soci. Venerdì scorso, l'Adnkronos aveva rilanciato la notizia che un gruppo di azionisti avrebbe proposto di separare le attività di advisory, consulenza e quelle tecniche da quella di banca con all'interno le partecipazioni storiche.

Una versione immediatamente smentita, via Ansa, dalla merchant bank e definita quale «ventata d'agosto» da alcuni soci di peso. Ma al di là degli uomini e delle responsabilità, Mediobanca, che dal 24 luglio ha guadagnato il 48%, è arrivata al punto di svolta. Il vero tema non è relativo alla gestione, ma a quelle che devono essere le vere finalità. Insomma, la rinnovata mission di un istituto che con la forza e la tradizione che ha deve fare i conti con un mercato che arriva da sei anni di turbolenze.

Un soggetto, Mediobanca, che giocoforza si trova a operare in un contesto completamente trasformato nelle dinamiche. Una ricetta al momento non c'è: toccherà ai grandi azionisti trovarla. Un primo assaggio in questo senso potrebbe venire dal consiglio d'amministrazione di mercoledì 5 settembre nel quale Nagel farà il punto della vicenda Unipol-FonSai finita nel mirino della Procura di Milano. Il 20, poi, il cda tornerà a riunirsi per approvare i conti annuali.

Mentre al momento non risulta convocato il patto di sindacato. L'ipotesi dello spin-off ieri è stata definita «poco probabile» dagli analisti di Equita sim. In particolare, nel report si dice che la «scissione renderebbe evidente la sottovalutazione del titolo» anche se «aumenterebbe l'appeal speculativo della holding».

L'operazione sarebbe però di difficile realizzazione, poiché «la contendibilità delle Generali non sarebbe gradita al governo, a Bankitalia e ad alcuni soci di Mediobanca, quali Unicredit e le fondazioni». Inoltre, secondo Equita, «il Core Tierl scenderebbe dall' 11 % all'8%». Dal canto suo, ieri Rcs ha vissuto una delle sue più giornate più brillanti di sempre. Il titolo ha chiuso a 0,7 euro ( 25,67%), facendo segnare la miglior prestazione del listino e la seconda performance di sempre per la società.

Anche in questo caso i volumi sono stati minimi: complice il risicato flottante (11%) è stato scambiato lo 0,26%. L'attenzione sul gruppo è tutta per il nuovo piano che l'ad, Pietro Scott Jovane, porterà al cda del 16 ottobre in occasione dell'approvazione della trimestrale. Il manager dovrà presentarsi con un documento di forte impatto incentrato su tagli (struttura, personale, testate), sinergie, presenza all'estero (Spagna) e abbattimento del debito.

I grandi soci si aspettano un intervento sul capitale: o una ricapitalizzazione da almeno 400 milioni o un bond convertibile. Queste opzioni patrimoniali potrebbero poi anticipare di un anno il tema dello scioglimento del patto di sindacato e della nascita di un nuovo asse composto da Giuseppe Rotelli (16,55%) e Intesa Sanpaolo. Operazioni alle quali guarda con interesse anche Diego Della Valle (5,5%).

 

 

ALBERTO NAGELDIEGO DELLA VALLE jpegGIOVANNI BAZOLI FOTO DI ANDREA PUGIOTTO PER STYLE FERRUCCIO DE BORTOLI scott jovinePetr_Kellnergenerali mario greco generali

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”