1. PASSA DA LONDRA LA VIA DI USCITA DI MEDIOBANCA E BANCA INTESA DA RCS-CORRIERE DELLA SERA. INCONTRI TRA NAGEL E IL FINANZIERE GEORGE SOROS E DELLA VALLE: I PACCHETTI RCS IN SMOBILITAZIONE DI INTESA E MEDIOBANCA SAREBBERO STATI OFFERTI A SOROS? 2. IN BORSA RCS CAPITALIZZA 670 MILIONI: VISTA DA SOROS SONO NOCCIOLINE. IL NOTO FILANTROPO CHE NEL ’92 AFFONDO’ LA LIRA CHIEDE CHE A GESTIRE LA BARACCA SIA CAIRO 3. ELKANN, FALLITO IL BLITZ DI SOSTITUIRE DE BORTOLI CON IL “SUO” DIRETTORE DE “LA STAMPA” CALABRESI, RISCHIA DI FINIRE NELL’ANGOLO. E MARPIONNE TIFA PURE PER GLI ALTRI 4. ELKANN E’ RIMASTO SPIAZZATO DAL NO DI DE BORTOLI A UNA RICCA BUONUSCITA PER SPIANARE LA STRADA A CALABRESI MA INTESA IN QUESTE PARTITE SCHIERA DUE VECCHIE VOLPI COME BAZOLI E GUZZETTI, E HA COPERTO ANCORA UNA VOLTA LE SPALLE A FLEBUCCIO 5. ANCHE DE BENEDETTI SI E’ OPPOSTO A ‘’CALABRESI’’ AL CORRIERE: LO VUOLE A “REPUBBLICA”

DAGOREPORT

Vista da Londra, giù a Milano c'è una nobile decaduta che in Borsa vale poco, ma che politicamente conserva ancora intatto il tutto il suo fascino. Il suo nome è Rcs Mediagroup ed è la multiproprietà dai soci un tempo blasonati che, anche se ha i conti che ancora imbarcano acqua da tutte le parti, ha pur sempre in pancia un giocattolone come il Corriere della Sera.

Oggi è priva di patto di sindacato e il suo primo azionista, la Fiat del duo Kaki Elkann-Sergio Marpionne, pretende di comandarla con appena il 20% delle quote. Banche come Mediobanca e Intesa Sanpaolo per ora lasciano fare, ma presto potrebbero vendere i propri pacchetti azionari.

Ed è a Londra che si stanno facendo i giochi, perché è lì che nei giorni scorsi si sono svolti incontri riservati con un finanziere dalla potenza di fuoco praticamente illimitata, almeno per il teatrino italiano, come George Soros. Un tycoon che ha un feeling collaudato con un altro squalo dell'editoria, anzi, lo Squalo: Rupert Murdoch.

Certo, negli ultimi giorni in via Solferino non s'è parlato altro che del futuro di Ferruccio de Bortoli, il direttore che il giovane Elkann sarebbe disposto anche a imbottire di lingotti d'oro pur di accompagnarlo alla porta per poter poi mettere al suo posto il fido Mario Calabresi. Ma sono in arrivo novità ben più grosse del destino di un semplice direttore e lo si è capito anche dal comportamento di altri grandi soci di Rcs.

Dunque, il presidente della Fiat ha tentato nel fine settimana il blitz contro De Bortoli, dando mandato all'ad Scott Jovane di offrirgli una ricca buonuscita per ottenerne le dimissioni. Ma Intesa Sanpaolo, che ha pur sempre il 6,5% e in queste partite schiera due vecchie volpi come Giovanni Bazoli e Giuseppe Guzzetti, ha coperto ancora una volta le spalle al direttore del Corriere e questi ha prontamente rifiutato le offerte di Rotolone Scott.

"Tutto congelato per un mese", è il messaggio che tentano di far passare da via Solferino. "Ha fatto tutto De Bertoli da solo", provano invece a sostenere da Torino. Ma la verità è che il blitz è stato tentato (forse non è neppure stato sventato, perché Don Flebuccio potrebbe anche semplicemente alzare il prezzo) perché Elkann sa che con l'ultimo aumento di capitale rischia di aver buttato a mare 100 milioni in Rcs senza comandare davvero.

E poi c'è "l'opposizione interna" di Marpionne, con il quale i rapporti sul dossier editoria sono tesissimi. L'ad di Fca vuole che entro anno il gruppo automobilistico si sbarazzi delle partecipazioni "incomprensibili a Detroit come a Londra" che rispondono al nome di Stampa e Fiat. Si tratta solo di portarle, entro il 2014, in Exor, nella holding di famiglia, e il problema è fissare il giusto prezzo, visto che si tratta di imprese che perdono una montagna di soldi. Ma i due non sono per nulla d'accordo sulla cifra.

Per restare al fronte italiano, va detto che sull'amico Bazoli preme anche Carletto De Benedetti, che non vuole Mariopio Calabresi al Corriere. Il Sor-genio per lui ha da sempre in mente la direzione di ‘'Repubblica'', una poltrona che quattro anni fa spaventò il figlio del commissario ucciso da Lotta Continua - e alla quale aspira ancora Massimo Giannini - atterrito, conoscendo bene l'agguerrita redazione di Largo Fochetti, dal rischio di dover affrontare quella stessa guerra interna che in passato ha bloccato anche Federico Rampini. Ed Ezio Mauro rimane il solo che sa come gestirla.

Ma torniamo a Londra. Perché è qui che si gioca la partita che conta di più. Mediobanca ormai si sta focalizzando sempre più sulla capitale inglese e piano piano esce da tutti i Salotti marci milanesi dove non ha fatto che perder soldi, negli ultimi anni.

Alberto Nagel ha in mano questo pacchetto del 9,93% di azioni Rcs e se ne disferebbe volentieri. Stesso discorso potrebbe valere per Intesa. Poi ci sono Diego Della Valle, l'oppositore più vivace dei torinesi d'America, con il suo 9% tra le mani, e il suo nuovo amico Urbano Cairo, che ha preso il 2,8% ma che presto potrebbe pure avere qualche quota in più. Sono tutti in buoni rapporti con il nuovo premier Matteo Renzi, il che non sarà risolutivo, ma trattandosi di editoria può sempre far comodo.

Secondo fonti bene informate, i pacchetti in smobilitazione di Rcs sarebbero stati offerti a George Soros, il finanziere che nel '92 affondò la lira, ma i cui uomini sono stati nelle scorse settimane in Italia per valutare se e quanto investire da noi, e sono tornati a Londra con report entusiasti. "Un sacco di opportunità a prezzi di saldo, non solo nell'immobiliare", è stato il loro verdetto.

Secondo quanto risulta a Dagospia, un incontro tra Nagel e Soros ci sarebbe già stato a Londra. E probabilmente anche Della Valle avrebbe partecipato nella City ad alcuni meeting riservati per parlare di Rcs, anche se non c'è certezza che abbia incontrato Soros insieme a Nagel.

Soros ha visto che Rcs in Borsa capitalizza ormai la miseria di 670 milioni di euro (il titolo ha perso il 46% in un anno). Per lui, "requisire" quel misero flottante del 27% sarebbe un gioco da ragazzi, ma poi non saprebbe che farsene. Analizzando i piani di Nagel e Della Valle, il finanziere di origini ungheresi avrebbe mostrato di gradire molto, come garanzia operativa, l'impegno di Cairo in veste di tagliatore di costi.

Con l'editore de La7 impegnato in prima persona, sarebbe disposto a rilevare i pacchetti oggi in mano alle banche. In ogni caso, si tratta di colloqui iniziali e non ci sono ancora accordi sul prezzo delle azioni. Ma a Londra non escludono neppure che Soros abbia più vasti progetti per Rcs, e la sua storica amicizia con lo "Squalo" Murdoch autorizza a immaginare scenari assai interessanti. Anche se ovviamente, vista la presenza di Sky in Italia, ci sarebbero da calcolare bene le quote azionarie, in modo da evitare i paletti dell'Antitrust.

La partita su Rcs, in poche parole, si gioca all'estero. Le banche sono stufe dei tormenti di via Solferino. Marpionne anche. Della Valle da solo non ce la fa. Ma con un Soros in pista, la grandeur di carta (straccia) di Elkann brucerebbe come un cerino.

 

 

prima pagina del Corriere della Serasede corriere della sera.jpgASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN FOTO LA PRESSE Il miliardario George Soros Ferruccio de Bortoli Paolo Mieli Scott Jovane e Laura Donnini, amministratore delegato di RCS Libri.JOHN ELKANN ANDREA CECCHERINI PIETRO SCOTT JOVANE A BAGNAIA GIOVANNI BAZOLI E JOHN ELKANN Profumo Presidente di Banca Mps insieme a Riffeser e Giuseppe Guzzetti il Presidente Acri la casi tutte le Fondazioni Bancarie Italiane Mario Calabresi

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