BELLAVISTA SCOPRE CHE IL CARCERE NON È IL GRAND HOTEL - PER GLI SCAZZI CONTINUI CON GLI ALTRI DETENUTI, IL FUMANTINO AMICO DI SCAJOLA È STATO TRASFERITO IN UN’ALTRA CELLA - IL 23 MARZO IL RIESAME DECIDE SE CONFERMARE LA CUSTODIA CAUTELARE DELL’IMPRENDITORE E DELL’EX DIRETTORE GENERALE DELLA PORTO IMPERIA, CARLO CONTI - IL SUPERTESTE CHE LI INCHIODA ALLA LORO ARROGANZA: “UN GIORNO DUE ASSESSORI MI DISSERO ’CALTAGIRONE HA CHIAMATO E VUOLE CHE ENTRO GIOVEDI’ LA VARIANTE VENGA PORTATA IN CONSIGLIO’’…

1 - "ARROGANTE ANCHE CON I DETENUTI" BELLAVISTA CALTAGIRONE CAMBIA CELLA
Giulio Geluardi per "la Stampa"

Chi lo conosce certo non può evitarlo. Ma comunque lo sa. Il carattere di Francesco Bellavista Caltagirone, in qualsiasi modo lo si può definire, non è certamente remissivo. Anzi. Ed è forse per la marcata esuberanza, che per qualcuno sconfina nell'arroganza, che l'altro giorno gli agenti della polizia penitenziaria di Imperia hanno deciso che, per evitare problemi a tutti, loro compresi, non trattati in maniera soft, era forse meglio cambiarlo di cella.

Caltagirone, patron della società Acqua Marcia, in carcere a Imperia dal 5 marzo scorso con l'accusa di truffa aggravata in concorso per la vicenda del nuovo porto turistico del capoluogo, quel compagno di prigionia con cui condivideva i pochi metri di spazio vitale, proprio non lo digeriva. E la cosa era assolutamente reciproca.

Screzi, litigi, incomprensioni, persino l'insopportabile russare nel sonno, tutte cose che in uno contesto che non si può certamente paragonare a quello di ville in Costa Azzurra e lussuosi appartamenti romani, si amplificano fino a diventare insostenibili. Capita nelle normali famiglie, figuriamoci in carcere. E così, dopo i primi giorni di convivenza forzata, sono cominciate le prime «parole», probabilmente anche i primi vaff... sempre reciproci.

E così anche il suo compagno di cella, un italiano detenuto per reati ordinari, che all'interno dello stesso carcere viene considerata una persona «estremamente puntuale e precisa» e «che ha capito come ci si deve comportare in cella in un regime di detenzione al fine di scontare regolarmente la pena», stanco di battibecchi a quanto pare dovuti al forte carattere di Caltagirone, ha chiesto e ottenuto il trasferimento del compagno in un'altra stanza di reclusione. Una richiesta accettata di buon grado dalla direzione del carcere anche perché lo stesso Caltagirone aveva espresso identico desiderio. Ora l'imprenditore romano occupa una nuova cella, con chi non si sa.

Ma potrebbe essere comunque per poco tempo. Il ricorso dei suoi legali presentato al Tribunale del riesame di Genova sarà discusso il 23 marzo prossimo. Il suo caso sarà esaminato insieme a quello dell'ex direttore generale della Porto di Imperia spa Carlo Conti, anche lui arrestato il 5 marzo con la stessa accusa di truffa aggravata in concorso.

Potrebbe essere la data decisiva per il rilascio di entrambi e la trasformazione della detenzione in arresti domiciliari che nel caso di Caltagirone sarebbero nella sua residenza romana. Il gip di Imperia, Ottavio Colamartino, nei giorni scorsi aveva respinto la richiesta di scarcerazione dell'imprenditore romano nonostante gli avvocati avessero evidenziato il clima di collaborazione con il loro assistito, l'eta (73 anni) e lo stato di salute. Nel caso di Carlo Conti i legali non escludono nemmeno la definitiva scarcerazione.

2 - PORTO IMPERIA: SUPERTESTE,DICEVO NO A CALTAGIRONE, MOBBING
(ANSA) - 'Un anno intero di sofferenze a partire dal 19 gennaio 2011. Mi sono ritrovato schiacciato, isolato. Mi sono dovuto fermare sei mesi per malattia dal 3 aprile. La notte non riuscivo piu' a dormire'. Sono le conseguenze subite dall'ingegnere Pierre Marie Lunghi, dirigente dell'ufficio demanio del Comune di Imperia per aver firmato la revoca della concessione alla societa' misto pubblico privata che sta realizzando il grande porto turistico di Imperia.

Vicenda per la quale e' stato arrestato l'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone con l'accusa di truffa, mentre l'ex ministro Claudio Scajola e' indagato. A raccontare il suo calvario e' Lunghi stesso, teste nell'inchiesta della magistratura, in una intervista a Repubblica. 'Non ci vedevo chiaro - spiega - e bloccai il progetto: da allora minacce e pressioni continue'. 'Pressioni dirette mai, il ministro non l'ho mai sentito - prosegue il dipendente comunale -. Pero' ci sono altri modi.

Hanno cominciato a mettermi il guinzaglio attraverso il segretario comunale. Poi la situazione e' precipitata con l'ex sindaco Rodolfo Leone. Mi tengono all'oscuro, mi isolano, mi dicono continuamente che con il mio gesto rischio di costringere il Comune a risarcire decine di milioni di euro'. 'Le intromissioni dei privati nel Comune - racconta ancora - erano palpabili. Un giorno vengo chiamato da due assessori che mi dicono 'Caltagirone ha chiamato e vuole assolutamente che entro giovedi' la variante venga portata in Consiglio''.

3 - PORTO IMPERIA: 23 MARZO TRIBUNALE RIESAME CONTI-CALTAGIRONE
(ANSA) - Sono previste per il 23 marzo le udienze del tribunale del Riesame per Francesco Caltagirone Bellavista e Csrlo Conti, arrestati il 5 marzo scorso per truffa ai danni dello Stato nella realizzazione del porto turistico a Imperia. Le udienze potrebbero essere contestuali. I giudici del Riesame dovranno valutare i ricorsi avanzati dai legali dell' imprenditore romano e dell'ex direttore generale della Porto Imperia spa avverso la custodia cautelare confermata dal gip di Imperia.

4 - IMPERIA: SCAJOLA, PORTO DECISO DA COMUNE, MANCA CHE MI AMMAZZINO
(Adnkronos) - "Io non ho mai partecipato a nessuna riunione, consiglio, comitato. Ho sempre voluto che Imperia avesse un porto turistico, e' il mio sogno e mi sono speso per questo. Dopodiche' quando Beatrice Cozzi Parodi mi ha detto nel 2005 che Caltagirone Bellavista avrebbe potuto costruire io l'ho presentato a Gianfranco Carli che con altri imprenditori benemeriti si dava da fare per lo scalo. Da li' in poi se l'e' vista il Comune". Senza gara pubblica "perche' quello e' un porto privato. C'e' un parere dello studio Alpa, mica l'ultimo arrivato, che dice che e' un'opera privata". Lo sottolinea Claudio Scajola, intervistato dal 'Corriere della Sera'.

"Comunque -aggiunge- lo ha deciso il Comine. Se dice che ho influenza nella mia citta' che vuole che risponda? Spero di averla a Imperia e anche fuori. Ma non so piu' cosa pensare. Appena esprimo un'opinione succede il finimondo. Mi hanno fatto di tutto. Guardi: che mi ammazzino fisicamente. Non ci resta che quello. Mi vengono delle idee..."

"I posti barca -spiega poi l'ex ministro- li ha comprati tutti e due mia moglie. Perche' allora salta fuori il mio nome? Perche' dopo la proposta d'acquisto fatta da lei con assegno di 17.244 euro, io ho fatto un bonifico per 103mila euro. Abbiamo il conto insieme, siamo sposati...e' normale che lei compri e io firmi un bonifico. Mia sorella e' un'imprenditrice vedova di settant'anni, avra' il diritto di comprarsi quello che vuole senza chiedermi il permesso...".

 

 

FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE A IMPERIAFRANCESCO CALTAGIRONE BELLAVISTA PORTO DI IMPERIAFRANCESCO CALTAGIRONE BELLAVISTA Claudio Scajola SCAJOLACLAUDIO SCAJOLA CLAUDIO SCAJOLA

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…