PIAZZA AFFARI CRESCE (+1%) CON LE BANCHE, LO SPREAD SI RIDUCE A 290 - ISTAT: PRODUZIONE INDUSTRIALE AI LIVELLI DEL 1990 - CALANO ANCORA I PRESTITI AI PRIVATI - IMPREGILO: CON L’OPA, ADDIO MAXI-DIVIDENDO (SERVE A PAGARE I PIANI DI SALINI) - GIALLO INTERBANCA-MPS: PAGATA 894 MLN €, MAI COMPRATA - GREENLIGHT CAPITAL CONTRO I MANAGER APPLE - CLASS EDITORI IN ROSSO - LA FUGA DI ANCHORAGE, PRIMO SOCIO DI SEAT - YAHOO E GOOGLE SCENDONO A PATTI - STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE ENTRO IL 20 MARZO…

1 - BORSA: EUROPA CRESCE IN ATTESA DATO USA, MILANO +1%
(ANSA) - Borse europee tutte positive in attesa del dato della bilancia commerciale statunitense che sarà comunicato nel primissimo pomeriggio: i mercati azionari crescono attorno al mezzo punto percentuale, con Milano che è la migliore (Ftse Mib +1%). In Piazza Affari bene il settore del credito (Mediobanca +3%, Mps e Unicredit +2%) e Fiat, che sale del 2,4%. Saipem cede l'1,8%, Eni rimane in positivo (+1%) e Telecom riduce il calo (-1,5%) causato dall'annuncio del taglio del monte dividendi.

2 - SPREAD BTP-BUND SCENDE A 290 PUNTI
(ANSA) - Lo spread Btp-Bund si riduce a 290 punti base con il rendimento del Btp decennale in calo al 4,51%.

3 - INDUSTRIA: ISTAT, IN 2012 PRODUZIONE -6,2%, AL MINIMO ALMENO DA 1990
Radiocor - La produzione industriale nella media del 2012 ha segnato un calo del 6,2%, in base all'indice grezzo misurato da Istat. In termini di volumi, cioe' di quantita' di beni prodotti, si tratta del livello piu' basso almeno dal 1990. Guardando al solo mese di dicembre, la produzione e' salita dello 0,4% su base mensile, mentre sull'anno e' scesa del 9,3%.

4 - BCE: 5 MLD DA 21 BANCHE IN TERZA FINESTRA RIMBORSO LTRO
(ANSA) - La prossima settimana 21 banche rimborseranno alla Bce 5 miliardi di euro dei maxi-prestiti Ltro, nella terza 'finestra' disponibile. Lo ha comunicato la Bce. Finora, con le prime due finestre utili ai rimborsi, sono stati restituiti 140,6 miliardi.

5 - BANCHE: BANKITALIA, A DICEMBRE ANCORA GIU' PRESTITI, -2,2% A IMPRESE
Radiocor - Ancora in calo i prestiti delle banche al settore privato. Lo certifica la Banca d'Italia. A dicembre scorso la riduzione dei prestiti al settore privato, la quinta di fila, e' stata pari allo 0,9% su base annua (a novembre il calo era stato dell'1,5%). In particolare i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,5% sui dodici mesi (-0,3% a novembre); quelli alle societa' non finanziarie del 2,2 per cento (a novembre avevano toccato il record di -3,4%).

6 - IMPREGILO, NIENTE MAXICEDOLA CON IL SÌ ALL'OPA
Da "il Corriere della Sera" - Effetto Opa sui titoli Impregilo. Dopo l'annuncio dell'offerta di Salini a 4 euro ad azione, i titoli del general contractor hanno guadagnato il 4,47%, a 4,02 euro. L'Opa dovrebbe partire a metà marzo per concludersi a metà aprile e, secondo l'Ansa, il calendario imporrebbe ai soci una scelta tra aderire all'offerta o incassare il maxidividendo. La cedola sarà decisa dal board il 25 marzo e il 24 aprile toccherà all'assemblea.

7 - INTERBANCA È SEMPRE PIÙ UN GIALLO. PAGATA 894 MILIONI, MAI COMPRATA
Da "Libero" - Il giallo di Interbanca, l'istituto «pagato tre volte», si infittisce. Della vicenda si erano occupati il «Sole 24 Ore» e «Libero». In sostanza, nell'operazione Antonveneta, al vaglio della magistratura per il prezzo sospetto pagato dal Monte dei Paschi per acquistarla, entra proprio Interbanca: gli spagnoli del Banco Santander sono stati in grado di rivendersela per ben tre volte di seguito nel volgere di soli tre mesi, facendone salire vertiginosamente il prezzo a ogni successiva partita di giro.

Ieri il quotidiano di Confindustria è tornato sulla vicenda esibendo le quattro pagine di bilancio di Sterrebeeck, società interamente controllata da Abn Amro che curò il passaggio di Interbanca. Le carte pubblicate dal «Sole», e descritte nell'articolo di Antonella Olivieri, contribuiscono però soltanto ad approfondire il mistero. Infatti le pagine non chiariscono il motivo del «sovrapprezzo» per Interbanca, pagata 894 milioni di euro.

La cosa complicata da comprendere è che un istituto valutato così caro non è «mai stato neppure per un giorno di proprietà» di Mps, come spiega il «Sole». Mistero nel mistero, un dettaglio: il prezzo della vendita di Antonveneta a Mps è di 9.894, esattamente 9 miliardi più il prezzo di Interbanca che il Monte, tuttavia, non ha mai comprato.

8 - LO SPECULATORE DI LEHMAN PUNTA ALLA CASSA DELLA APPLE
M. Sid. per il "Corriere della Sera" - David Einhorn non dirà molto ai più. Ma è uno di quei nomi che contano quando alza il suo dito e inizia a lamentarsi con il management di una società. Lo fece nel 2007 - e a questo deve la sua fama come ricordato nel film The Big Short - con una banca che si chiamava Lehman Brothers. Andò short, corto, uscendo dalla banca perché troppo invischiata in mutui illiquidi del real estate.

Cosa accadde dopo è noto. Sempre Einhorn che, evidentemente, non ha complessi di inferiorità ha detto a un tal Bill Gates nel 2011 che avrebbe dovuto fare un passo indietro dalla sua Microsoft. Ora il dito di Einhorn è puntato sulla Apple. Il Greenlight Capital, il suo fondo, ha chiesto agli azionisti di respingere una proposta dei vertici aziendali che eliminerebbe dallo statuto i titoli privilegiati.

La mossa «limiterebbe la possibilità di liberare valore della società», ha sostenuto ieri il gestore parlando alla rete televisiva Cnbc. Il voto in assemblea annuale è previsto il 27 febbraio. Greenlight ha proposto la creazione di un nuovo titolo privilegiato da distribuire gratuitamente agli attuali soci Apple e che offrirebbe un significativo dividendo. Negli ultimi tre mesi le azioni Apple hanno perso quasi il 20% del loro valore in Borsa.

9 - INTESA DISPENSA UN TOCCO DI CLASS
Da "il Giornale" - Acque agitate in Via Burigozzo. Il gruppo Class Editori, secondo fonti bene informate, si appresterebbe a chiudere il bilancio 2012 con una perdita superiore ai 10 milioni di euro, in aumento rispetto al rosso di 6,3 milioni emerso nei conti dei primi 9 mesi. A trascinare al ribasso la redditività del gruppo fondato da Paolo Panerai sarebbero i periodici e la tv generalista Class Tv Msnbc (digitale terrestre).

I conti non brillanti avrebbero convinto il fondatore ed editore nonché principale azionista (col 10% direttamente e col 47,4% tramite la lussemburghese Euroclass Multimedia Holding Sa) ad affidare a Intesa Sanpaolo un mandato per trovare un nuovo partner finanziario. Chissà cosa ne pensa Unicredit che da Capitalia ha «ereditato» il 13,5% di Euroclass...

10 - GRUPPO FININT: MPS, I DERIVATI E I DOLORI DEI VENETI
Da "il Giornale" - I derivati mandano in rosso gli azionisti veneti del Monte dei Paschi di Siena. Come scrive il sito IlNordest.eu , è quanto emerge dal bilancio al 30 giugno 2012 di Rete Spa, partecipata al 64% dalla Finint di Enrico Marchi e Andrea de Vido, dalla trevigiana Nice (32%) di Lauro Buoro e da Alessandro Banzato, titolare di Acciaierie Venete ( 4%).

Rete ha chiuso l'esercizio con una perdita di 3,68 milioni, contro il rosso di 880mila euro dell'anno prima. Il risultato, spiega il bilancio, «deriva essenzialmente dall'attività di investimento e di gestione svolta dalla società e dall'attività di trading speculativo in derivati su titoli quotati. Tale attività è stata influenzata dall'oscillazione imprevista del titolo Mps, principale investimento della società ».

11 - LA FUGA DI ANCHORAGE, PRIMO SOCIO DELLA SEAT
Fr.Bas. per il "Corriere della Sera" - Era entrato nel capitale di Seat Pagine Gialle dopo averne acquistato, a settembre, il debito a sconto ed era diventato il principale azionista con il 17,6%. Quello, insomma, che ha espresso il consiglio di amministrazione, presieduto da Guido de Vivo, che martedì scorso ha annunciato che Seat Pagine Gialle avrebbe presentato domanda di concordato preventivo. L'hedge fund Anchorage Capital non è più il socio di maggioranza: ha azzerato la sua quota rapidamente.

Il 29 gennaio, quando Seat ha deciso di sospendere il pagamento della cedola sui bond in attesa di concludere l'analisi sulla sostenibilità del debito, Anchorage è sceso al 10,49% (il titolo quel giorno perse il 41%). Il giorno dopo il fondo ha venduto ancora, arrivando all'8,82%. Mentre il giorno in cui il consiglio ha deciso di ricorrere al concordato, lunedì scorso, la partecipazione è arrivata al 2,87%, per essere azzerata l'indomani, quando ci fu l'annuncio pubblico a Borsa chiusa. Bye bye Seat, gli hedge fund sono in fuga.

Due giorni fa era stata data notizia dell'uscita di Sothic Capital, su cui la Consob ha avviato accertamenti. E intanto Standard and Poor's, che aveva già abbassato il rating di Seat Pg a «Selective default» da «CC», ora lo ha tagliato a «D», ovvero default come «conseguenza del mancato pagamento degli interessi sul finanziamento bancario senior». Una rata era in calendario il 6 febbraio.

L'agenzia spiega di «non ritenere che Seat pagherà gli interessi entro cinque giorni lavorativi dalla scadenza». Tutta colpa del debito, generato nei decenni per pagare i maxidividendi ai fondi di private equity azionisti. Non quelli in fuga, che hanno provato l'arrembaggio quando però la nave ormai già stava affondando.

12 - YAHOO E GOOGLE: I DUE (EX) NEMICI SCENDONO A PATTI
C.D.C. per il "Corriere della Sera" - Se sia stata un'idea di Marissa Mayer in persona non lo sappiamo, quel che è certo è che per l'amministratore delegato di Yahoo! sarà stato come tornare a respirare aria di casa. Yahoo! ha annunciato un accordo globale con Mountain View in base al quale utilizzerà alcuni dei servizi pubblicitari targati Google, come AdSense e AdMob.

Ed è proprio da Google che arriva la Mayer, che per il rilancio del motore di ricerca di Sunnyvale ha deciso circa sei mesi fa, di lasciare la poltronissima di vicepresidente della BigG. La sfida della tech company è monetizzare il successo di pubblico che ha raccolto negli anni passati. Ma certo non dev'essere una passeggiata se uno dei competitor più importanti si chiama Google. E allora invece di farsi la guerra, Yahoo! ha chiesto aiuto. «Con l'aggiunta di Google tra i nostri partner mondiali - ha commentato Yahoo! - saremo in grado di espandere la nostra rete». I due (ex) nemici insomma sono scesi a patti.

13 - LA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE ENTRO IL 20 MARZO
Fr.Bas. per il "Corriere della Sera" - Che fine farà la Sen, ovvero la tanto attesa Strategia energetica nazionale? È stata presentata il 16 ottobre scorso dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, che ne ha illustrato le linee guida e ha avviato un dibattito pubblico con tutti i settori interessati. Ora deve essere redatto il testo ma il tempo stringe, perché tra tre settimane si va al voto. Fonti del ministero però assicurano che la Sen verrà completata entro il 20 marzo.

Si tratta di un atto di indirizzo, non di una legge, e vedrà la luce o con un decreto ministeriale oppure con un decreto del consiglio dei ministri. Ma assicurano dal ministero, verrà portata a termine. Si tratta di un documento rilevante per il nostro Paese, un primo passo verso la definizione di un piano vero e proprio: l'ultimo piano energetico risale a vent'anni fa. Tra le linee guida è previsto lo sviluppo della produzione propria di idrocarburi.

 

 

IL DITO MEDIO DI CATTELAN ALLENTRATA DEL PALAZZO DELLA BORSA A MILANO MARIO DRAGHI FIRMA LA NUOVA BANCONOTA DA 5 EUROIstatPIETRO SALINIINTERBANCA LOGOL'AD DI APPLE TIM COOKSeat Pagine GialleMARISSA MAYER YAHOO Corrado Passera

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…