CI VUOLE UNA CRISI DI MERDA PER RISOLVERE IL TRAFFICO NELLE CITTA’ - CON I PREZZI DELLA BENZINA ALLE STELLE, GLI ITALIANI COSTRETTI A LASCIARE L´AUTO IN GARAGE E SALIRE SUI MEZZI PUBBLICI: A ROMA, BIGLIETTI E ABBONAMENTI AUMENTANO DEL 6%, BOOM DEL 30% A MILANO (DOVE BUS E METRO FUNZIONANO MEGLIO) - L’ABBONAMENTO ANNUALE FA RISPARMIARE QUASI 1 € AL GIORNO RISPETTO AL TICKET…

Lucio Cillis per "La Repubblica"

Con i carburanti ai prezzi massimi di sempre, meglio lasciare l´auto sotto casa. La crisi, il petrolio da record e l´euro debole, ma anche l´inquinamento atmosferico, stanno cambiando le abitudini degli italiani, schiavi di un parco di oltre 35 milioni di veicoli. Una tendenza che sembra inarrestabile e che sta contagiando milioni di automobilisti pentiti.

Automobilisti pentiti che, soprattutto nelle grandi città, ormai usano le quattro ruote solo per il fine settimana, per spostamenti rapidi o per quelli strettamente necessari.
Forse non si può ancora parlare di un amore finito. Ma il rapporto degli italiani con l´auto ha iniziato a vacillare con l´inizio della inarrestabile corsa dei prezzi dei carburanti.

E così, tra la bici, la camminata, il motorino o il passaggio chiesto ai colleghi, la scelta cade sul mezzo pubblico. Un´alternativa scomoda, certo, ma economica. Al punto che romani, fiorentini, torinesi e milanesi si mettono in fila per acquistare abbonamenti e biglietti con un boom di richieste fino al 30 per cento in più rispetto al 2010.

CROLLANO I CONSUMI DI BENZINA
La prima conferma di questa evoluzione culturale, viene proprio dal crollo verticale dei consumi di benzina e gasolio vicini ormai alla quota psicologica dei 2 euro al litro: nei primi due mesi del 2012, secondo dati dell´Unione petrolifera, il calo cumulato (diesel più verde) rispetto allo stesso periodo del 2011, è stato del 20 per cento. Ogni pieno di carburante, rispetto ad un anno fa, costa, invece, fino a 30 euro in più, pari a circa 120 euro di aggravio mensile che si aggiungono ai costi già proibitivi dell´automobile: dalla Rc auto (costo medio 500 euro l´anno, oltre 40 euro al mese), al bollo, fino alla manutenzione.

L´ABBONAMENTO CONVIENE
Con i carburanti da record risulta così molto più conveniente spendere i 63 centesimi di euro al giorno richiesti per l´abbonamento annuale a Roma dove si può girare in lungo e largo sulla rete pubblica senza lo stress della guida e delle code. Nella Capitale in queste prime settimane del 2012 si registra un incremento del 6% circa delle emissioni. A Milano i titoli mensili (+33%) e quelli annuali (+20%) hanno registrato un vero e proprio boom di acquisti.

Il boom di abbonamenti, registrati nelle grandi città del Centro-nord, sono anche dovuti all´incremento del prezzo del singolo biglietto. I clienti occasionali del trasporto locale, fatti due conti, hanno scelto la convenienza di una tessera valida per dodici mesi invece dell´ormai costoso ticket che quasi ovunque ha toccato quota 1,5 euro. Tutte motivazioni che in tempi di crisi, permettono di invertire il trend della storica disaffezione degli italiani per il trasporto pubblico.

BUS E METRO CRESCONO
Insomma, bus e metro riescono ad aumentare il numero di abbonati ribaltando una tendenza negativa che ha origini lontane. È vero, i mezzi, soprattutto nelle grandi città, spesso sono sporchi, hanno grossi acciacchi, magari non passano alle fermate così spesso come dovrebbero.

A leggere i dati Isfort sulla mobilità nel Paese, nella parte qualità del servizio e soddisfazione del cliente, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Ma almeno per utilizzo dei mezzi, le cose vanno meglio: l´uso di bus e metro sul totale dei sistemi adoperati per spostarsi, è cresciuto nel 2011 di un punto e mezzo percentuale contro una pari discesa nella preferenza di auto e moto.

IL CONFRONTO EUROPEO
Automobilisti e motociclisti preferiscono salire su mezzi magari sporchi e non sempre in orario, ma che bene o male raggiungono l´obiettivo ad un prezzo ancora accessibile, che pesa per meno del 2 per cento sui bilanci familiari. Nel confronto con il resto del Continente il costo del biglietto del Sud Europa è assolutamente concorrenziale: a Madrid, come a Milano, Torino e (da giugno) Roma siamo a 1,5 euro mentre nel resto dell´Ue si va da 1,7 euro di Parigi, ai 2,3 di Berlino fino al tetto dei 2,4 euro richiesti a Londra. Improponibile poi il paragone tra gli abbonamenti. Nel nostro Paese si va dai 230 euro annui di Roma ai 300 di Milano fino ai 315 di Torino, contro i 523 di Madrid, i 633 di Parigi, i 695 di Berlino e il record di quasi 1.400 euro di Londra.

LA RIVINCITA DEI MEZZI PUBBLICI
La rincorsa di bus e metro sulle auto comincia nel segno delle donne. Durante il 2011 le automobiliste, più degli uomini, hanno scelto di mettere da parte le quattro ruote (con un meno 1,5 per cento di utilizzo) preferendo il trasporto pubblico locale (l´incremento è dell´1,5 per cento rispetto al 2010).

Le difficoltà delle famiglie e la forte disoccupazione che pesa sugli under30 ha poi convinto molti giovani a cambiare le proprie abitudini e a salire sui mezzi pubblici: la crescita degli utilizzatori in questa fascia è del 4,1 per cento (il 25,6 per cento del totale salito sui mezzi nel corso dello scorso anno sono giovani sotto i 30 anni). Tra gli studenti la percentuale sale al 4,5 (sono più di un terzo del totale) mentre nelle grandi città (quelle con oltre 250mila abitanti) il progresso è stato del 3,7 per cento, un dato che spinge la quota media dei giovani presenti su bus e metro verso il tetto del 30 per cento.

Ma oltre agli autobus c´è chi sceglie di cambiare radicalmente le proprie abitudini. Come i disoccupati. Che mettono da parte moto e bus e si spaccano in due partiti contrapposti: c´è chi va a piedi o in bici (più 1,5% rispetto al 2010) e chi, invece, rinuncia a tutto, ma non alle comodità dell´automobile (più 1,7%).

 

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