bagagli fiumicino

ALITAGLIA - POSTE ALZA L’INVESTIMENTO A 75 MILIONI MA CAIO NON VUOLE METTERE SOLDI NELLA VECCHIA CAI - JAMES HOGAN TEME IL MANCATO ACCORDO CON I SINDACATI: DA GIORNI FIUMICINO E’ CAOS PER LO SCIOPERO DEGLI ADDETTI AI BAGAGLI

1. ALITALIA, BANCHE DIVISE SUL PRESTITO

Luca Fornovo per “La Stampa

 

Francesco Caio Francesco Caio

Alitalia risolve il problema con le Poste: la società guidata dall’amministratore delegato Francesco Caio ha alzato l’investimento portandolo a 75 milioni, dai 70 promessi all’inizio, per l’aumento di capitale che in tutto sarà di 300 milioni. E anche per gli altri soci si è vicini, come ha fatto capire ieri l’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, a definire la ripartizione delle quote nella partecipazione all’aumento di capitale.

 

Restano però ancora da superare due ostacoli. Uno sempre finanziario riguarda quali soci metteranno i soldi subito per pagare il bridge to equity, cioè chi anticiperà una parte dell’aumento di capitale (si parla di 130-150 milioni) per garantire la liquidità necessaria alla compagnia per andare avanti nei prossimi due mesi, prima cioè del varo ufficiale della ricapitalizzazione che dovrà incassare anche il via libera dell’Antitrust europeo. Il secondo scoglio è invece il mancato accordo con i sindacati, visto che manca la firma della Cgil sugli esuberi e della Uil sulla rappresentanza.

volo etihad atterra a fiumicinovolo etihad atterra a fiumicino

 

Ieri mattina comunque nella sede del Tesoro a Roma, all’incontro tra i soci Alitalia a cui ha partecipato anche il capo della segreteria tecnica del Tesoro, Fabrizio Pagani, c’è stato un primo sospiro di sollievo. Grazie alla moral suasion del governo, il socio pubblico Poste, secondo azionista di Alitalia col 19,48%, ha accettato di versare 5 milioni in più nell’aumento di capitale, ribadendo tuttavia la propria condizione che i propri soldi vadano nella mid-company, cioè la società cuscinetto tra la vecchia e al nuova Alitalia e quindi non nella old-co, formata dai soci storici della cordata Cai formata nel 2009. Inoltre Caio non intende partecipare all’anticipo dell’aumento di capitale (bridge to equity) ma pagare a settembre-ottobre col varo definitivo della ricapitalizzazione.

Poste Italiane jpegPoste Italiane jpeg

 

Proprio il bridge to equity è stato uno dei nodi al centro del vertice che si è svolto poi ieri nel pomeriggio tra i soci storici della old-co Cai e James Hogan, l’amministratore delegato di Etihad sbarcato ieri a Roma in vista della firma prevista per dopo domani dell’accordo definitivo per le nozze con Alitalia. Le banche Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Popolare Sondrio, che probabilmente faranno la parte del leone nel prestito convertibile, sono ancora divise su come ripartire le quote del finanziamento che anticipa l’aumento.

 

Piccoli contrasti che probabilmente verranno sanati nelle prossime ore, ma che hanno però innervosito il numero uno di Etihad, che a pochi giorni dalla firma dell’intesa si aspettava un quadro un po’ più chiaro sulla trattativa. Come d’altronde una doppia irritazione Hogan l’ha mostrata per la questione sindacale ancora in bilico e lo “sciopero bianco” dei lavoratori Alitalia che ieri ha bloccato le consegne dei bagagli, all’aeroporto di Fiumicino.

 

james hogan etihad 3james hogan etihad 3

Ieri l’incontro tra Alitalia e sindacati sulla procedura di mobilità si è concluso con la richiesta dell’azienda di prendersi più tempo per chiudere la procedura. Una nuova convocazione è probabile venerdì. Insomma ancora una volta si decide tutto all’ultimo, nella consueta tradizione italiana.

 

2. FIUMICINO NEL CAOS OLTRE CENTO AEREI IN VOLO SENZA BAGAGLI

Federica Angeli e Flaminia Savelli per “La Repubblica

 

bagagli abbandonati per lo sciopero a fiumicino 9bagagli abbandonati per lo sciopero a fiumicino 9

Un altro giorno di sciopero bianco all’aeroporto di Fiumicino. Un nuovo giorno, il terzo, di disagi e tensioni al Leonardo da Vinci. È da lunedì che la società di handling dell’Alitalia non svolge il regolare servizio di imbarco bagagli e solo la decisione dei sindacati di revocare le assemblee in programma, arrivata ieri sera in extremis, ha scongiurato la paralisi totale dello scalo più grande d’Italia. Un braccio di ferro che rischia di finire male: la prefettura di Roma si è detta pronta a precettare — previo avviso — gli addetti in sciopero «ove tali forme di proteste determinassero un grave pregiudizio per i cittadini e la sicurezza».

bagagli abbandonati per lo sciopero a fiumicino 8bagagli abbandonati per lo sciopero a fiumicino 8

 

Drammatico il bilancio di questi primi tre giorni di protesta: più di 100 sono stati i voli decollati a stive vuote e con i viaggiatori costretti poi a lunghissime attese, e ad ansie infinite prima di vedere il proprio bagaglio scorrere sul rullo nero. Non solo: alcuni passeggeri, una volta atterrati, hanno dovuto aspettare fino a 45 minuti incollati alle loro poltrone sull’aereo, senza poter scendere, perché non era stata posizionata la scala di uscita. Niente addetti, niente scale.

 

bagagli abbandonati per lo sciopero a fiumicino 7bagagli abbandonati per lo sciopero a fiumicino 7

Agosto nero dunque per l’aeroporto romano e proprio nel periodo in cui è previsto il maggior numero di passeggeri in transito. Ma del resto la situazione è ormai precipitata. E i lavoratori, per fronteggiare i tagli, hanno deciso di rompere gli indugi e ricorrere a forme di protesta che il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha definito «intollerabili».

 

Ad accendere la miccia sono stati, appunto, gli esuberi annunciati e il nuovo accordo con l’Ethiad che prevede un taglio al personale di 1.590 addetti alle operazioni di carico e scarico bagagli. «Da noi dipende la sicurezza di aerei e passeggeri e vogliono mandare a casa proprio noi — spiega uno degli impiegati — Siamo tra i settori più colpiti dai tagli e poi ci chiamano per fare gli straordinari. Il personale non è sufficiente ma continuano a tagliare».

 

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A pagare il prezzo altissimo della protesta sono stati soprattutto i vacanzieri che, da tre giorni, si imbarcano senza le proprie valige, destinate a decollare sui primi voli disponibili per quella stessa meta. La compagnia di bandiera giura di fare del suo meglio per gestire la situazione e non creare ulteriori disagi. Ma per tentare di arginare la situazione i cugini di Aeroporti di Roma, in collaborazione con l’Enac ieri pomeriggio hanno dovuto inviare in supporto una task force di addetti al carico bagagli. Squadre di supporto — o «di buon senso», spiegano da Adr — proprio per non gravare ulteriormente sui passeggeri.

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Nello scontro agostano azienda- dipendenti, a schierarsi con i vacanzieri è stato il Codacons. Per il suo presidente Carlo Rienzi l’interruzione delle attività degli impiegati Alitalia non sono legittime e ha definito «gravissimo » lo sciopero bianco. In una nota ufficiale inviata a tutte le autorità competenti ha aggiunto che «non è in alcun modo tollerabile mettere in atto simili proteste in un periodo in cui si concentrano le partenze dei viaggiatori per le vacanze estive.

 

Si danneggiano unicamente gli utenti che non hanno alcuna responsabilità. Se la situazione non tornerà alla normalità entro poche ore — ha concluso Rienzi — saremo costretti a presentare una denuncia in procura per interruzione di pubblico servizio. Infine, i passeggeri che sono rimasti senza bagaglio e hanno subito danni, compreso quello da vacanza rovinata, possono valutare insieme ai nostri avvocati un’azione legale».

 

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Sulla questione nel pomeriggio di ieri è intervenuto pure Roberto Alesse, il presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, inviando una lettera ufficiale all’Enac e alla prefettura di Roma. Alesse voleva «verificare la sussistenza dei presupposti per eventuali interventi di competenza della autorità». E in serata sono arrivate le risposte del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro.

 

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Per scongiurare il pugno duro (la precettazione), il ministro Lupi lancia un appello: «Se esiste ancora un minimo di ragionevolezza in chi sta dissennatamente e in modo autolesionistico creando il caos cui tutti assistiamo, mi auguro che prevalga».

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