1- IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DI CORRADINO PASSERA È IN PIENO SVOLGIMENTO. PER DIVENTARE SANTO MANCANO I MIRACOLI E LA VENDITA DELLE SUE AZIONI INTESA (20 MILIONI DI MINOR GUADAGNI RISPETTO AI 40 CALCOLATI NEL CORSO DEGLI ULTIMI ANNI) - È IL PREZZO CHE DEVE PAGARE PER ACCELERARE IL PROCESSO DI SANTIFICAZIONE E PER GUADAGNARE QUELLA VISIBILITÀ CHE PRODI HA SEMPRE GESTITO IN MANIERA DISCRETA 2- POST-EMMA: IL DECLINO POLITICO DEL DUPLEX DELLA VALLE-MONTEZEMOLO SFAVORISCE BOMBASSEI NEL DUELLO CON SQUINZI (MARCEGAGLIA, ASSOLOMBARDA E BERLUSCONI) 3- L’ACCUSA INDIRETTA DI GRILLI ESSERE SCHIZOFRENICO NON È ANDATA GIÙ A TREMONTI 4- STRANI MOVIMENTI DENTRO NTV: STA CRESCENDO DI PESO OGNI GIORNO CANNATELLI 5- IL “CANARO” BATTE CASSA PER LA7 MA POTREBBERO VENIR FUORI GRANDI NOVITÀ, NON PER TIMEDIA MA PER LA TELECOM, DAL VIAGGIO MISTERIOSO IN CINA E IN AMERICA DI BERNABÈ

1 - IL DECLINO POLITICO DEL DUO DELLA VALLE-MONTEZEMOLO NON FAVORISCE BOMBASSEI NEL DUELLO CON SQUINZI
Proprio mentre stava preparando il capodanno alle Maldive, Emma Marcegaglia si è trovata tra le mani la bomba dell'articolo 18 che rischia di compromettere il feeling con il leader della Cgil Susanna Camusso.

Anche se lo scontro della sindacalista è con la piccola madonna delle lacrime Elsa Fornero, la presidente di Confindustria non può evitare di prendere posizione, e così ha fatto ieri rinnovando il sostegno al governo che ha messo il dito sulla rigidità delle relazioni industriali. È probabile che oggi la Emma ritorni sull'argomento quando alle 18 presenterà a Torino il libro di Filippo Astone "Senza padrini. Resistere alle mafie fa guadagnare", ma preferirebbe di gran lunga avviarsi verso l'uscita dal suo incarico in Confindustria senza dover affrontare altre battaglie estenuanti.

Dal suo punto di vista l'arrivo dei professori-tecnici è stato un successo personale con il quale potrebbe chiudere in maniera positiva il bilancio della sua gestione, e le piacerebbe poter pilotare la successione a viale dell'Astronomia tra i candidati che finora sono venuti allo scoperto.

Il primo è sicuramente Alberto Bombassei, l'imprenditore vicentino che ha fama di uomo duro anche se oggi in un'intervista al quotidiano "Il Foglio" mantiene una linea di prudenza nei confronti di Monti e delle proposte in materia di lavoro che arrivano dalle stanze del Partito Democratico. Alla Marcegaglia non sono sfuggite le parole pronunciate domenica da Dieguito Della Valle nella trasmissione di Maria Latella. Con umiltà sospetta il patron di Tod's ha fatto ammenda per la scarsa frequentazione delle stanze confindustriali, ma a proposito del futuro presidente ha tracciato un identikit dietro il quale si intravede chiaramente il profilo di Bombassei.

D'altra parte sarebbe davvero strano che Dieguito non tirasse la volata al 71enne imprenditore dei freni che si ritrova come socio dentro Ntv, l'azienda di Luchino e dei suoi compagni di merenda. Dopo mesi di melina a novembre Bombassei ha sciolto le riserve sulla sua candidatura e a chi gli chiedeva se fosse disponibile a diventare il successore della Emma ha risposto con entusiasmo "speriamo che sia così".

Ormai è chiaro che il bergamasco di "Brembo" corre la volata e oggi avrà occasione di parlarne con Franchino Bernabè durante un convegno organizzato a Roma presso la scuola per le Relazioni Industriali che Telecom ha fondato un anno fa. Anche se i big delle imprese pubbliche aderenti a Confindustria, ad eccezione di Massimo Sarmi, hanno dimostrato negli ultimi tempi di fottersene altamente dell'Associazione, è chiaro che il loro peso non può essere sottovalutato nella conta finale quando bisognerà buttare sul tavolo i voti necessari per la presidenza.

Purtroppo un altro candidato, Andrea Riello, industriale di Verona, non ha alcuna speranza di far convergere sul suo nome i voti di Telecom, Ferrovie, Eni e Poste. Ieri l'imprenditore veneto ha avuto il coraggio di presentarsi al direttivo della Confindustria di Mantova, la città dove la Marcegaglia è considerata padrona di casa e ha vantato il sostegno della maggioranza degli industriali del Triveneto.
Questa sicurezza è tutta da verificare e l'occasione arriverà sulle nevi di Cortina dove a Capodanno i vari Riello e Polegato incroceranno i colleghi di altre regioni, primi fra tutti Luchino di Montezemolo e Aurelio Regina, il capo degli industriali del Lazio.

Quest'ultimo ha messo da parte le sue ambizioni e sta tirando la volata a Giorgio Squinzi, il vero candidato della Marcegaglia. Su questo bergamasco 69enne con due figli e un'azienda che opera nella chimica senza scossoni e cassa integrazione, convergeranno sicuramente i voti di Assolombarda, la lobby più pesante del mondo confindustriale. A suo vantaggio lo Squinzi, che non ha una grande "caratura" (come direbbe Della Valle), può aggiungere la passione per il Milan e la simpatia di Berlusconi.

Un requisito che nonostante il declino dell'ex-Presidente Patonza gli consentirà di vincere la partita.

2 - L'ACCUSA INDIRETTA DI GRILLI ESSERE SCHIZOFRENICO NON È ANDATA GIÙ A TREMONTI
Forse vale la pena di chiedersi per quale ragione Giulietto Tremonti abbia sentito il bisogno fisico e intellettuale di riaffacciarsi alla ribalta televisiva dopo un lungo silenzio.
In fondo poteva rimanersene tranquillo nella sua casetta di Lorenzago per curare la caviglia frantumata mentre prendeva un libro dalla sua biblioteca. A chi lo ha cercato nelle settimane scorse l'ex-ministro ha rivelato il suo impegno nella stesura del nuovo libro che secondo indiscrezioni da lui confermate dovrebbe essere una sorta di manifesto politico.

Si tratterebbe comunque della 13esima opera del genietto incompreso che ha cominciato a entrare nelle librerie nel 1977 con un volume sul diritto tributario e si è fermato nel 2008 con il classico "La paura e la speranza".

Forse è stata la paura di essere dimenticato a spingerlo davanti ai microfoni di Lucia Annunziata, ma questa motivazione ad alcuni non sembra sufficiente, e c'è chi dice che la sua apparizione sia il prologo di un ritorno nel campo della politica con un raggruppamento o una fondazione culturale. Resta il fatto che le sue parole acide nei confronti della manovra "sbilanciata sulle tasse" del governo tecnocratico, gli hanno fatto il vuoto intorno riproponendo la domanda iniziale: chi glielo ha fatto fare di rompere il silenzio?

Negli ambienti del ministero dell'Economia qualcuno sostiene che a Giulietto siano saltati i nervi quando domenica mattina ha letto sul "Sole 24 Ore" un'intervista a piena pagina di Vittorio Grilli, l'ex-direttore generale del Tesoro che con la sua competenza ha collaborato con Tremonti negli ultimi tre anni.

A onor del vero gli organi di informazione non hanno ripreso le parole del pallido Grilli che Monti ha fatto salire al soglio di viceministro dell'Economia e delle Finanze. La sua intervista non ha aggiunto nulla di nuovo all'allarme lanciato dal premier sul rischio Italia anche se una frase come "il futuro era la Grecia" ha fatto scattare inevitabili interrogativi sul silenzio complice che Grilli ha tenuto durante la gestione di Tremonti.

Ma per respingere l'accusa di essere stato un importante e ignaro collaboratore di Giulietto, il pallido viceministro nella sua intervista di domenica ha risposto seraficamente: "io sono un tecnico. Dal punto di vista di questo ministero c'è molta continuità: rigore, Europa, stabilità finanziaria. Mi sento coerente con me stesso", e per concludere ha tagliato corto: "non mi ritengo schizofrenico".

Forse per Giulietto, che a dispetto delle cose scritte e dette negli ultimi anni ha una sua visione personale della coerenza, l'accusa indiretta di essere schizofrenico non è andata giù. E meritava una risposta che è arrivata a tamburo battente.

3 - SAN PASSERA
Il processo di beatificazione di Corradino Passera è in pieno svolgimento.
Per diventare santo mancano i miracoli, ma da quando ha partecipato al convegno di Todi del cardinal Bagnasco, la sua conversione mistica al potere forte di santa madre Chiesa gli ha spalancato le porte della beatitudine.

Tra le carte che si stanno raccogliendo prima di celebrare solennemente il "nuovo Prodi" della politica italiana, un posto di assoluto rilievo deve essere dedicato alla sua intervista nel salotto televisivo di Fabio Fazio che con la sua aria innocente e disinteressata alle cose materiali ha avuto l'ardire di rivolgere a Corradino un paio di domande strettamente personali. Una di queste ha riguardato il suo futuro politico e il beato banchiere-ministro ha avuto buon gioco ad evocare il fascino del bene comune, un tema che da metà dell'Ottocento attraversa la storia della Chiesa.

L'altra domanda era più maliziosa e riguardava il possesso delle azioni accumulate dal futuro papa durante gli anni trascorsi al vertice di IntesaSanPaolo. Nel faldone che i suoi fans stanno raccogliendo in vista della beatificazione, è già stato inserito l'annuncio che il marito di Giovanna Salza per diventare ministro ha rinunciato a uno stipendio annuo di 3,5 milioni.

Da domenica al dossier è stato aggiunto il capitolo che riguarda il pacchetto delle azioni in suo possesso e oggi finalmente c'è un giornalista, Vittorio Malagutti, che ha fatto due conti sul sacrificio del povero Corradino. Il risultato è che "grazie alle generose stock options assegnate da Intesa tra il 2005 e il 2006 Passera ha personalmente guadagnato qualcosa come 35,7 milioni. Una parte di questo tesoretto, quasi 31 milioni, è stato investito in titoli della banca milanese e vendendo questo pacchetto in Borsa ai prezzi di questi giorni, tolte le minusvalenze, gli resterebbero quasi 8 milioni a cui vanno aggiunti altri 5 incassati cash sempre nel 2005 ma non reinvestiti in azioni".

Il conteggio del giornalista de "Il Fatto" continua ricordando i cospicui dividendi, pari a circa 7 milioni di euro, sulle azioni derivanti dalle stock options, ma per farla breve il risultato finale è che quando Passera deciderà di vendere il suo tesoretto, porterà a casa 20 milioni di minor guadagni rispetto ai 40 calcolati nel corso degli ultimi anni.

Durante la trasmissione di Fazio il ministro ex-McKinsey si è schernito voluttuosamente definendo una "disgrazia" questa rinuncia che per un banchiere rappresenta un autentico prelievo di sangue. Questo però è il prezzo che intende pagare per accelerare il processo di santificazione e per guadagnare quella visibilità che un uomo come Prodi ha sempre gestito in maniera discreta e silenziosa.

4 - STRANI MOVIMENTI DENTRO NTV STA CRESCENDO DI PESO OGNI GIORNO CANNATELLI
Avviso ai passeggeri: "Si avvisano i signori passeggeri che dentro Ntv, la società dei treni "Italo" ancora in attesa di omologazione, si percepiscono strani movimenti.
Sembra infatti che il più inquieto dei soci sia Gianni Punzo, l'imprenditore napoletano che ha messo in piedi l'officina di manutenzione di Nola. Da parte sua Giuseppe Sciarrone, amministratore delegato di Ntv, sta cercando di svolgere il ruolo di mediatore per frenare l'ansia di Punzo e dei suoi collaboratori, ma la sensazione diffusa è che dentro la società stia crescendo di peso ogni giorno Vincenzo Cannatelli, il vicepresidente esecutivo che ha la delega per Amministrazione, Finanza e Controllo. Costui è un manager che prima di entrare nelle grazie di Luchino di Montezemolo ha lavorato in Stet, Enel e nel Gruppo Ferretti".

5 - IL "CANARO" TORNA A BATTERE CASSA PER LA7 MA POTREBBERO VENIR FUORI GRANDI NOVITÀ DAL VIAGGIO MISTERIOSO IN CINA E IN AMERICA DI BERNABÈ
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che Giovanni Stella, l'amministratore delegato di TelecomItalia Media, ha confermato ieri che la società è alla ricerca di un socio industriale e commerciale.

Ancora una volta le parole del "canaro" al quale non riesce di controllare le bizzarrie di Enrichetto Mentana, sono apparse fumose e generiche. Negli ambienti della finanza sta creando molto più interesse la voce secondo la quale Franchino Bernabè nei giorni scorsi avrebbe fatto un viaggio misterioso in Cina e in America dal quale potrebbero venir fuori grandi novità non per TelecomItalia Media, ma per la stessa Telecom".

 

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