RAI, DI TUTTO DI BRUTTO - LA PROCURA DI ROMA METTE IL NASO NELLA COMPRAVENDITA DI FILM VENDUTI A MAMMA RAI E SCOPRE CHE LE SOCIETÀ DI MEDIAZIONE, EMETTENDO FALSE FATTURE, GONFIAVANO I COSTI PER EVADERE LE IMPOSTE - PERCHÉ I DIRIGENTI DI VIALE MAZZINI HANNO AUTORIZZATO I PAGAMENTI PER DECINE DI MILIONI €?…

Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

Film venduti alla Rai a prezzi maggiorati per evadere le imposte. Erano le società di mediazione a gonfiare i costi emettendo fatture false. E adesso si deve accertare in base a quali criteri i dirigenti dell'Azienda di Stato abbiano autorizzato i pagamenti. L'inchiesta avviata dalla Procura di Roma mira a verificare la regolarità delle procedure seguite dal 2003 in poi.

Per questo due giorni fa gli investigatori della Guardia di finanza sono entrati negli uffici della Rai e hanno acquisito tutti i contratti stipulati in questi ultimi otto anni. Si tratta di affari da decine di milioni di euro e i reati ipotizzabili vanno dall'evasione fiscale alla truffa, al falso in atto pubblico.

I pubblici ministeri titolari del fascicolo sono gli stessi che si sono occupati dell'indagine sui diritti tv pagati da Mediatrade, società del gruppo Mediaset, chiusa la scorsa estate con dodici indagati tra i quali figurano il presidente Silvio Berlusconi e suo figlio Pier Silvio. E proprio da lì sono partiti per entrare poi a Viale Mazzini. Esaminando i bilanci delle società che si occupavano di mediare i rapporti tra le majors americane e gli acquirenti italiani, hanno infatti scoperto che anche negli affari siglati con la Rai ci sono cifre che non tornano.

Le spese risultano troppo alte e questo ha fatto sorgere il sospetto che anche l'azienda di Stato abbia utilizzato il cosiddetto «metodo Agrama», utilizzato cioè da Mohamed Farouk Agrama, meglio conosciuto come Frank, un egiziano che vive a Los Angeles e compra per conto di terzi. Nel caso Mediatrade i magistrati hanno accusato l'imprenditore di aver creato delle società utilizzate per far lievitare i costi in modo che le aziende del gruppo Mediaset potessero poi portare le cifre in detrazione.

Nel caso Mediatrade si è scoperto che i manager selezionavano i film da acquistare e quando Agrama chiudeva l'affare con le majors, ottenevano un compenso a titolo personale per la consulenza. Quando i magistrati hanno chiesto chiarimenti su questa procedura, è stato spiegato che Agrama non aveva la struttura e il know-how necessari per selezionare prodotti televisivi adeguati al mercato italiano e dunque aveva un ruolo di semplice mediatore.

In realtà si è scoperto che per il negoziato venivano utilizzate società offshore e gli acquisti prevedevano il frazionamento del periodo di licenza, con contratti multipli e certamente maggiorati rispetto ai costi originariamente previsti dalle stesse majors.

Capofila del Gruppo di Agrama è la Harmony Gold Usa che controlla la Wiltshire Trading, la Melchers Limited e la Meadoview Overseas, ma «Frank» può contare su filiali sparse tra Hong Kong, la Svizzera e l'Irlanda. Ed è stata proprio la triangolazione estera a consentire l'accantonamento di somme, poi portate in detrazione dai clienti italiani.

L'analisi dei contratti acquisiti alla Rai servirà a verificare quali costi siano stati iscritti a bilancio, ma soprattutto a stabilire che fine abbia fatto il denaro ottenuto grazie alle sovrafatturazioni. E dunque eventuali responsabilità di chi si occupava degli acquisiti e di chi autorizzava i pagamenti. Per questo, dopo aver esaminato la documentazione contabile, è possibile che si decida di chiedere chiarimenti ai direttori generali che si sono succeduti in questi anni: Flavio Cattaneo, Alfredo Meocci, Claudio Cappon e Mauro Masi.

Per conto di Mediatrade Agrama è accusato di aver emesso fatture false per 200 milioni di euro soltanto per gli anni 2003 e 2004. I costi sostenuti dalla Rai dovrebbero essere inferiori, ma soltanto l'esame comparato dei contratti e dei costi iscritti a bilancio potrà consentire di verificare a quanto ammonti la differenza e soprattutto che fine abbia fatto.

 

Flavio Cattaneo Mauro Masi 1el25 alfredo meocciCLAUDIO CAPPON Lorenza Lei - foto AnsaFrank Agrama

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