QATAR, NUOVO PADRONE DEL MEDIORIENTE, CAMBIA EMIRO: ARRIVA IL FIGLIO TAMIM BEN HAMAD AL THANI (33 ANNI)

Lorenzo Trombetta e Alma Safira per l'ANSA

Le redini del Qatar, piccolo emirato del Golfo alleato degli Usa, che nel 2022 ospiterà i Mondiali di calcio e che è ormai riconosciuto come potenza economica, energetica, mediatica e politica di tutto il Medio Oriente allargato - dal Nordafrica all'Asia centrale - saranno da domani nelle mani del più giovane leader della regione: il trentatreenne Tamim ben Hamad Al Thani, figlio del 61enne emiro Hamad ben Khalifa, che ha deciso oggi di abdicare in favore del quartogenito per ragioni che ancora non sono state rivelate.

L'annuncio sarà dato ufficialmente domattina a Doha dallo stesso emiro, che ha oggi incontrato membri della famiglia reale per formalizzare una decisione presa già da molto tempo. Dentro e fuori la Penisola affacciata sul Golfo tra Arabia Saudita e Iran, e la cui superficie è pari a quella dell'Abruzzo, da mesi circolavano sempre più insistenti voci sul passaggio di potere, che però - secondo gli osservatori - non porterà a nessun cambiamento radicale della politica estera ed economica del Qatar.

Troppi sono infatti gli affari ben avviati dalla famiglia reale nella regione e in giro per il mondo. Gli appena due milioni di cittadini dell'ex colonia britannica, indipendente dal 1971, sono i più ricchi del pianeta, con un Pil pro capite di oltre 100mila dollari secondo dati del Fondo monetario internazionale. Dopo Russia e Iran, il Qatar è il Paese che ha le maggiori riserve di gas naturale. Sul suo territorio per lo più desertico, ad al Udeid, si estende la più importante base aerea statunitense, dove ha sede tra l'altro il Comando Centrale (Centcom) responsabile dei teatri nordafricani, mediorientali e centroasiatici.

Secondo gli osservatori più informati, la guida politica del giovane shaykh Tamim, da domani emiro, proseguirà sulla scia di quella avviata negli ultimi diciotto anni dal padre, lo shaykh Hamad: è sostenitrice delle correnti sunnite vicine alla Fratellanza musulmana, in ascesa nei Paesi arabi investiti dalle rivolte arabe dal dicembre 2010, ma al tempo stesso si mostra contraria a tenere aperti canali di dialogo con la Repubblica islamica dell'Iran. Da più parti definita "avveniristica", da altre "ambiziosa", la politica estera del Qatar - che vede nella tv panaraba al Jazira il suo megafono - ha proiettato la mano della famiglia Thani nelle questioni interne libiche fino a quelle afghane, passando per la matassa siriana.

A Doha, secondo fonti di stampa americane, passano le armi sovietiche e russe che dai depositi del deposto leader libico Muammar Gheddafi giungono ora copiose - anche con l'aiuto di Washington - al variegato fronte dei ribelli anti-Damasco. E nella capitale qatarina i membri delle opposizioni siriane in esilio sono di casa quasi più che a Istanbul. Sempre a Doha, i Taleban hanno aperto un ufficio politico con cui negoziare, sotto e sopra il tavolo, proprio con gli americani.

L'emirato, il cui budget è stato approvato fino al biennio 2016-17, ha inoltre deciso di investire circa 200 miliardi di dollari per la costruzione delle infrastrutture necessarie per ospitare i Mondiali nel 2022. E le cronache quotidiane raccontano di un aumento degli investimenti di Doha in proprietà fondiarie nei quartieri più esclusivi delle capitali europee. In attesa del "discorso alla nazione" di domani è ancora ignoto il destino dell'attuale premier e ministro degli Esteri, lo shaykh Hamad ben Jassim, 53 anni.

Nei giorni scorsi, si era affermato che l'ascesa di Tamim sarebbe stata formalizzata con la nomina a primo ministro ai danni di ben Jassim, che sarebbe comunque rimasto a capo dell'Autorità nazionale per gli investimenti, il supremo organo del braccio economico del Qatar.

L'emiro in carica era giunto al potere con un golpe incruento nel 1995, quando aveva preso il posto del padre Khalifa ben Hamad. Per sedare alcune inedite proteste inscenate nel 2011 sull'onda delle rivolte negli altri Paesi arabi, l'emiro aveva annunciato riforme. In particolare, aveva promesso per quest'anno le prime elezioni legislative nella storia del Paese. Anche su questo, almeno formalmente, la parola passa ora al figlio.

 

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