RCS, ROTELLI TENTENNA E L’ACCORDO CON LE BANCHE RESTA IN BILICO - PESENTI: IL PATTO DIRÀ SÌ ALL’AUMENTO

RCS: PESENTI, IN ASSEMBLEA VOTIAMO SI' AD AUMENTO
(ANSA) - "In assemblea ci saremo certamente, io non vado personalmente, ma la nostra disposizione é di votare sì perché ritengo che la società ha bisogno dell'aumento di capitale". Lo ha detto il presidente di Italmobiliare Giampiero Pesenti riguardo all'aumento di Rcs.

Pesenti ha poi ribadito che Italmobiliare valuterà nella prima parte di giugno l'eventuale sottoscrizione alla ricapitalizzazione Rcs, che per la società comporterebbe un impegno di circa 30 milioni (Italmobiliare ha il 7,4%). "E' una cifra abbastanza significativa di questi tempi", ha sottolineato. "Alla prossima riunione del patto io ci sarò", ha precisato.

Quanto a chi farà da presidente dell'accordo parasociale, "non lo so", ha detto. "Anche lui è abbastanza su con gli anni - ha aggiunto riferendosi al presidente vicario Francesco Merloni -. Ritengo che in questo momento sia necessario che il presidente del patto sia qualcuno abbastanza attivo da prendere decisioni importanti". Sia Giampiero Pesenti, sia il figlio Carlo Pesenti, consigliere anche di Rcs oltre che direttore generale di Italmobiliare, hanno chiarito di non avere indicazioni su cosa farà domani in assemblea Giuseppe Rotelli (al 16,5% di Rcs).

"Non ho nessuna indicazione da Rotelli", ha detto in particolare Carlo Pesenti. "Non so. Io sono un consigliere opero nell'interesse della società", ha risposto poi a chi chiedeva un commento alle azioni legali ventilate da Diego Della Valle. Su Della Valle, infine, e cosa potrebbe fare domani in assemblea è stato interpellato anche Giampiero Pesenti: "Diego Della Valle ogni tanto fa interventi forti, ogni tanto sta zitto - ha risposto -. E' sempre stato abbastanza vivace nei suoi interventi".

RCS: PESENTI, VIA DA PRESIDENZA PATTO NON PER DISSENSI SOCI
(ANSA) - Giampiero Pesenti, presidente e consigliere delegato di Italmobiliare, esclude di essersi dimesso dalla presidenza del Patto di Rcs per disaccordo con gli altri soci e afferma di aver preso la decisione solo alla luce di un "esame di coscienza" sugli impegni richiesti dall'incarico. "E' un discorso fatto non per dissensi interni alla società. Differenze di vedute esistono sempre e credo sono anche utili. Ma non c'é stato sicuramente un tale disaccordo per dare le dimissioni", ha detto durante l'assemblea della società controllata dalla famiglia Pesenti.

"Ho fatto un esame di coscienza - ha spiegato Pesenti -. La situazione non è sicuramente facile, il mondo dell'editoria non attraversa un periodo facile, soprattutto quando ci sono nuovi media. La carta stampata è in una fase di declino e qui forse Rcs è un po' in ritardo anche se adesso sta cercando di recuperare. Credo che per la posizione del presidente del patto di sindacato, che non è operativo deve comunque dare delle idee, ci vuole un impegno notevole e non mi sono sentito di darlo". "Abbiamo le nostre società e io continuo a seguirle - ha proseguito - e poi ho raggiunto una certa età. E' meglio lasciare spazio a qualcuno che ha più tempo".


RCS, ROTELLI TENTENNA ANCORA E L'ACCORDO CON LE BANCHE RESTA IN BILICO
Giovanni Pons per La Repubblica

Il via libera all'aumento di capitale Rcs non è ancora sicuro. Ed è legato alle decisioni che prenderà il suo primo azionista con il 16,7%, Giuseppe Rotelli. Lunedì pomeriggio sembrava fatta, le banche avevano trovato l'accordo sulla rinegoziazione del debito e Rotelli sembrava aver sciolto la riserva, non avrebbe votato contro l'aumento nell'assemblea di domani.

Poi, in serata, il ripensamento suggellato ieri mattina da una dichiarazione rilasciata alle agenzie di stampa: «Nessuna decisione è stata presa in merito all'aumento di capitale di Rcs», hanno precisato fonti vicine all'imprenditore della sanità dopo che alcuni giornali avevano già dato per scontata la sua adesione.

Rotelli prenderà una decisione solo domattina, prima dell'assemblea, non escludendo ulteriori sviluppi nelle prossime ore. Diego Della Valle, con l'8,7%, continua a rappresentare l'ala dura, contraria a tutta l'operazione messa in piedi dal patto di sindacato governato da Mediobanca, Fiat e Intesa Sanpaolo.

E risulta che negli ultimi giorni i legali di Della Valle abbiano inviato una terza missiva al cda Rcs paventando un'azione di responsabilità se l'operazione andasse in porto alle condizioni indicate, cioè con una forte diluizione per gli attuali azionisti della casa editrice che non volessero sottoscrivere l'aumento.

Il fondatore della Tod's fin dall'inizio ha sostenuto che la ricapitalizzazione da 400 milioni e la ristrutturazione del debito da oltre 800 milioni è stata pensata e congegnata in modo da favorire le banche creditrici a scapito degli azionisti. Critiche che hanno in qualche modo avuto un seguito, nel senso che la società ha chiesto al pool di istituti bancari di risedersi al tavolo e rinegoziare le condizioni.

E l'accordo sembra sia stato trovato, lunedì pomeriggio, con un tasso di interesse sensibilmente inferiore, 4,5-4,6% contro il 6,1% originario, e una prima rata di rimborso scesa da 225 a 150 milioni. Le nuove linee di credito salirebbero poi a 600 milioni e verranno erogate anche se la sottoscrizione dell'aumento di capitale si fermasse a quota 380 milioni. Oggi il cda si riunirà per ratificare questo nuovo accordo nella speranza che il voto assembleare di domani non mandi tutto all'aria.

Sul fronte della vendita dei periodici Rcs è attesa a giorni un'offerta da parte della società Visibilia, di proprietà dell'onorevole Daniela Santanché. La conferma è arrivata dall'ex marito Canio Mazzaro, azionista del gruppo Bioera, che ha parlato di un veicolo ad hoc in cui verrebbero fatte confluire le testate acquisite (Astra, Brava Casa, Novella 200 e Visto oltre al polo dell'enigmistica) per poi procedere a una successiva quotazione in Borsa.

«La proposta non prevede una dotazione finanziaria sulle testate in vendita da parte di Rcs e contempla delle garanzie sui livelli occupazionali dei periodici acquisiti », ha spiegato Mazzaro.

Seguendo il susseguirsi degli eventi anche il titolo Rcs ieri è andato sull'ottovolante. Ha chiuso la seduta con il segno negativo, meno 3,2% a 0,71 euro per azione dopo essere arrivato a sfiorare il più 5% in mattinata. Tre volte oltre la media il volume degli scambi, con 4,1 milioni di pezzi passati di mano, pari a circa lo 0,5% del capitale sociale.

 

 

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